Sul terremoto

Oggi ho saputo dello Tsunami quando ero ancora a scuola e mi sono spaventata.
I terremoti mi spaventano sempre.
Probabilmente perchè da piccola ne era venuto uno quando ero in campagna con la nonna e mi ero spaventata molto, non ricordo cosa era successo, ricordo solo la sorella di mio nonno che mi spiegava cos'era il terremoto: aria che passava sotto le strade. Non mi aveva convinto molto quella spiegazione, ma ho sempre avuto paura.
Prima, alla tv, uno psicoterapeuta diceva che la paura del terremoto è molto difficile da scacciare...

Quando ci fu quello dell'Aquila non ero in me. Poco dopo Marito partì, scavò giorni con le mani per cercare persone ancora vive. Sul microonde ci sono da allora lacerti di 20 euro che mi ricordano sempre quella Pasqua, da sola a casa dai miei e lui a scavare tra le macerie.

Oggi il terremoto è lontano, ma in qualche modo vicino...
Avevo un alunno Giapponese qualche anno fa. Mi auguro che la sua famiglia sia sana e salva.
Ho un'alunna in California, partecipa ad uno scambio, prima aspettavano lo tsunami, l'ho visto arrivare con i suoi occhi, con il suo racconto in linea, un onda di un metro...
E mi sono veniti in mente i racconti degli animatori a Zanzibar che erano lì quando ci fu lo tsunami nel 2004...

Certo che ormai abbiamo il mondo in una mano e sappiamo tutto appena accade, oppure prima o poi incontriamo qualcuno che può dire: "io c'ero".

E ora mi tocca sopportare mio  marito che dice: "il 21 dicembre 2012 è vicino..."

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