Zelda


Ho terminato anche il libro di T.A. Fowler su Zelda. L'ho comprato per la copertina. È una bella copertina bianca con una Z che mi chiamava e mi diceva "leggimi!". Per questo non lo volevo. Di solito sono delusioni.
Invece qui mi trovo a metà.
Premetto è un romanzo storico verosimile ma solo Eco può ingannarti fra storia e finzione in modo sapiente.
Per metà del testo Zelda sembra uno di quei figurini disegnati per chanel di donne con la calotta e l'abito a frange.  Priva però del carattere Chanel, una donna ancora oggetto del marito. Una ricchezza da ostentare.
Poi incontra Hemingway.
E qui la Fowler uccide la mia idea di Hemingway.  Anzi ritaglia un ritratto sfuocato di tutte quelle persone che io adoro come Picasso, la Stein e perfino Matisse. Anzi l'idea che mi facevo mentre leggevo era che lei abbia ritagliato le sagome di questi esattamente come faceva Matisse nei suoi ritagli che ora non ricordo come si chiamano.

Woody Allen sicuramente ha fatto un quadro migliore dell'epoca in Midnight in Paris dando spessore a Picasso e Gertrude Stein.
Come dice Gertrude le opere d'arte sono poche e questa non lo è di certo. È un romanzo femminile d'ombrellone.
Comunque mi ha distrutto Hemingway,  lo ha presentato come una checca senza midollo che si nasconde dietro la sua virilità e senza talento. Ok che ha ricalcato la visione che ne aveva Zelda, ma mi pare esagerato.
La prima parte risulta buona ma la seconda è piatta. Poteva avere una forza espressiva notevole invece si affloscia...
D'altra parte leggendolo mi son resa conto come donne forti tipo Chanel e Isadora Duncan e molte altre abbiano lottato con le loro armi per costruire un futuro migliore a tutte noi. Grazie a loro possiamo lavorare e realizzarci e non essere solo l'ostentazione delle fortune di un uomo. Forse al giorno d'oggi diamo per scontate troppe cose, non ci rendiamo conto come siamo arrivate a questo e molte di noi cercano ancora l'approvazione di un uomo per realizzarsi. Poi accadono i femminicidi...

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