Lo strano caso dell'apprendista libraia

Questo è il tipico libro che mi chiamava disperatamente dagli scaffali della libreria a piena voce, ma che mi ha deluso profondamente, come il solito oserei dire. Non ho letto la pubblicità da nessuna parte. Era semplicemente lì con la sua copertina sfiziosa che mi chiamava. Non ho nemmeno avuto bisogno di leggere la trama. Lo volevo.
L'ho letto in tre giorni e devo dire che l'ambientazione artistica mi era congeniale e soprattutto conosciuta. Belle le descrizioni di New York, non c'è dubbio. Ma l'intreccio? Semplicemente questo libro non finisce. Nasce la piccola Georgie e tutto termina. Mitchell l'ha già lasciata come era ovvio e lei e Luke non si mettono insieme. Sicuramente ciò avviene, è auspicabile, ma la Meyler non lo scrive. Non scrive cosa accade dopo. Posso solo immaginarmelo. E quindi il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca, anche perché non vi è conclusione. Il libro cresce, cresce, cresce e poi boom finisce. Odio i libri così. Se avesse avuto un finale diverso lo avrei amato davvero.


Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passare i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide di sorriderle quando sulla vetrina vede appeso un cartello: cercasi libraia. È l'occasione che aspettava, il lavoro di cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitré anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. Ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna ad aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con lei con le note della sua chitatra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, Il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio: non sa più se è quello che vuole davvero...

Commenti

Post popolari in questo blog

Kent Haruf - le nostre anime di notte

Chiara Parenti - La voce nascosta delle pietre

Il matrimonio di Pippa