Viaggiare è il mio peccato, Agatha Christie


Agatha Christie è una delle scrittrici preferite di mia mamma, ma non ho mai condiviso questa passione per la lettura dei suoi gialli perché non mi piace il genere. Non mi piacciono ne i thriller né i gialli. Li trovo noiosi, insomma non mi piacciono.
Ma quando ho scoperto che Agatha aveva sposato in seconde nozze un Archeologo e in questo libro ci narra le campagne di scavi condotte negli anni 30 in Siria con lui. Un racconto affascinante per chi come me è appassionato di Archeologia, anche se Agatha non parla mai di Archeologia in senso stretto, ma svela la preparazione del campo, la scelta del sito e la vita quotidiana dello scavo.
Mi è montata anche tanta malinconia mentre lo leggevo, ora tanti di quei Tell sono sotto controllo dell'ISIS, molte cose di cui Agatha parla oggi non esistono più. Distrutte barbaramente dai fanatici.
La lacrima è stata d'obbligo quando parla di Palmira.


Non riesco a capire come mai abbiano dato questo titolo all'edizione Italiana. Il titolo originale è "Come, tell me how you live", titolo coerente con la narrazione, infatti il libro nasce per soddisfare le curiosità di chi continuamente le chiedeva come si vive sullo scavo.

Ora che l'ho finito, l'ho prestato alla mamma. Lei è esperta di antichità egizie, ma sono sicura che questo le piacerà. Era l'unico che le mancava di Agatha.

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