Khaled al-Assad, il mio martire

Non riesco a pensare ad altro. Non riesco a togliermi dalla testa il professor Assad che nasconde i tesori di Palmira e poi si fa uccidere piuttosto che rivelare dove sono.

Un eroe del nostro tempo, un martire.
Decapitato e appeso all'ingiù come un criminale, come un apostata. Perché l'arte preislamica è solo idolatria per quelle genti.

Le parole si annodano in gola, le dita si incrociano sul touch screen, tutto si ferma e non rimane che un nodo allo stomaco.

Sono convinta che la religione dovrebbe essere solo una questione privata, non una questione di stato. Ma in nome di Dio, di qualsiasi Dio, quanti crimini sono stati commessi?  Non voglio neanche contarli.

Voglio solo ricordare un uomo che ha dedicato la sua vita allo studio del passato e alla sua conservazione perché la memoria storica è una delle cose che contraddistingue il nostro essere uomini e non animali, e per difendere tutto questo è stato barbaramente ucciso. Un martire. Un martire dell'umanità.

Ricordiamolo,  ricordiamo tutte le persone che ogni giorno cercano di difendere i loro ideali e per questo vengono uccise.

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