Ginsberg, Urlo Kaddish






Dire che adoro questo tipo di poesia è veramente riduttivo.

Adoro questi nei versi rapidi che incapsulano decine di esistenze e personaggi, l’invito a non dimenticare ciò che è santo e vero nella vita, il groviglio sintetico di idee ed emozioni che Ginsberg riesce a trasmettere con poche e ricercate parole. Parole travolgenti, attuali. Un turbinio di emozioni coinvolgenti.

Non si può ignorare Ginsberg. Va assolutamente letto.
 


Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte da pazzia." Con questi versi, letti da Ginsberg stesso il 13 ottobre 1955 alla Six Gallery di San Francisco, si apre "Urlo", diventato presto un testo fondamentale della Beat Generation. Una ballata psichedelica, un grido di dolore e protesta contro l'America, feroce matrigna. Ma Urlo è anche colmo di tenerezza e umorismo: nei versi rapidi che incapsulano decine di esistenze e personaggi, nell'invito a non dimenticare ciò che è santo e vero nella vita. Insieme a Urlo, Kaddish, il bellissimo lamento funebre per Naomi, la madre morta in manicomio, in cui il dolore individuale si scioglie nella totalità dei dolori. 

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