Abituarsi alla Danimarca

Mi piace respirare la vita quotidiana dei posti che visitato. Peccato che non riesco mai, colpa del mio scarso inglese. Viaggiare con chi l'inglese lo mastica bene invece apre orizzonti.

Intanto abbiamo trovato caldo. Non ho sentito la differenza fra l'Italia e qui, anche se oggi in Italia era brutto tempo. Ma è casuale, fino a ieri faceva veramente freddo. Infatti su Instagram avevo visto foto di gente con il piumino e le sciarpe. Invece adesso non servono ma io lo ho in valigia, anche ora sono fuori davanti al lago in pantaloncini e maglietta e si sta bene. C'è un silenzio sovrumano. Una calma che da noi non è prevista. Tra le 17 e le 18 la vita si ferma. La gente cena e va a dormire. Peccato che qui ci sia luce fino alle 22.30. Se a casa mia ci fosse questa luce starei al mare fino alle 22 e cenerei alle 23. Le bambine infatti non hanno sonno, nonostante i 1600 km in aereo.
In città abbiamo incontrato un italiano. Ci ha guardati come se avesse visto la Madonna. Ansioso di parlare, condividere emozioni, un po stanco della vita quassù.
È difficile adattarsi a posti Rudi come questo, ma sono sicura che la brezza del vento, il rumore del mare nel fiordo, l'eco dei gabbiani potrebbero diventare familiari.
Viaggiare è il mio peccato.

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