Le quattro stagioni dell'estate

Ho letto "le cose che non ho" qualche tempo fa e mi aveva entusiasmata così tanto da decidere di approfondire la mia conoscenza di Gregoire Delacourt. Questo secondo libro è stata un'esperienza di lettura incredibile. Mi è piaciuto veramente tanto, ma così tanto, che merita a pieno titolo un posto nell'empireo dei miei libri preferiti. Quelli che ti girano in testa, quelli che evochi, quelli che ti sei gustata fino in fondo.

La vicenda si svolge in un unico giorno e indaga un unico sentimento l'amore, ma sono 4 storie diverse, le quattro stagioni della vita. Aggiungere altro toglie la magia a questo bellissimo libro che va semplicemente letto e amato.


Sulla spiaggia di Touquet i bambini piangono perché l’acqua del mare è troppo fredda, mentre le madri sonnecchiano al sole. Tutto attorno, sulle dune, dentro i bar, dietro gli alberi e sulla battigia, sbocciano storie d’amore. Quattro coppie, quattro passioni vissute visceralmente, quattro periodi diversi della nostra vita. L’adolescenza e i suoi amori platonici, quando ci si può ancora promettere qualunque cosa, quel regno fragile e perfetto che precede di un soffio la delusione e la perdita. Trent’anni, l’età in cui cominciamo a interrogarci su ciò che siamo diventati, degli sconosciuti a volte così diversi da ciò che sognavamo un tempo.
Cinquant’anni, quando bisogna imparare di nuovo a prendersi cura di se stessi e di una coppia ormai stanca. La vecchiaia, e gli amori che ci ha lasciato una vita, quelli che sono per sempre. L’amore è un fuoco che va nutrito, per evitare che perda d’intensità e si spenga per sempre, perché la passione è tutto, ma bisogna essere disposti a lavorarci in ogni momento della vita.
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