Mamme... e poi?

In questi giorni sono ferma a letto causa influenza e passo il tempo fra Instagram, un libro, un gioco e Facebook e ho trovato moltissimi post sul lavoro delle mamme non pagato che secondo un articolo di oggi dovrebbe essere retribuito con più di 3000 euro al mese.
Si parla solo di mamme che non lavorano, di mamme che hanno deciso oppure no, di rimanere a casa a badare alla famiglia e che rivendicano diritti sommersi. Ma in questi post non si parla per nulla di quelle mamme che decidono di essere mogli oltre che madri ma non casalinghe e si dividono tra casa e lavoro senza lamentarsi. 
Si sa che è la donna a mandare avanti la casa, ma oggi giorno il padre padrone non esiste più, molti padri hanno un buon rapporto coi figli sin da piccolissimi, io e mio marito abbiamo condiviso tutto il possibile, dai pannolini pieni di cacca fino ai successi di ogni giorno. È vero che noi mamme abbiamo un carico maggiore sulle spalle nella gestione familiare, ma dovremmo anche pensare a tutte quelle  donne che hanno combattuto per darci questa opportunità, quella di essere noi stesse, l'opportunità di scegliere, l'opportunità di essere libere. E queste cose si pagano. Queste cose vanno guadagnate. E le faccende domestiche sono il prezzo che paghiamo per essere libere di pensare, di agire, di scegliere.
Se la vediamo in questo modo, forse, ci appariranno meno faticose.

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