La Strada che va in città


Un giorno trovai nella mia bancarella di libri usati tantissimi libri di Natalia Ginzburg e li presi tutti. La odiai tantissimo alle medie quando avevamo lessico famigliare come libro di narrativa, poi chissà, non ricordo come, è nato l'amore.
Così stamattina ho preso questo libretto da leggere nella mia ora buca, 78 pagine, libro d'esordio di Natalia edito sotto pseudonimo nel 1942 e di forte impatto emotivo.
Sono sempre più convinta che i romanzi brevi o i racconti lunghi siano la quintessenza della letteratura. L'autore non si deve dilungare in stupidi intrecci, le parole superflue sono bandite. Esattamente tutto quello che piace a me.

Se avete un'ora libera, spendetela con Natalia, non ve ne pentirete.

Commenti

Post popolari in questo blog

sognando le vacanze che non farò

La seconda prova di maturità

Un libro con il nome di un personaggio nel titolo