Stelle Nere

Lo scorso anno con il bonus del docente ho rimpinguato la mia personale biblioteca con una serie di libri sull'Africa che non ho poi avuto il tempo e ahimè la voglia (a causa di brutte situazioni lavorative intercorse da settembre ad oggi) di leggere. Poi non so come mi è capitato di prendere nella fretta del mattino questo libro, anche se volevo Ebano, ma non l'ho trovato nel buio.
L'ho letto quasi tutto d'un fiato, ricordando che ho avuto più di uno studente dal Ghana, ma mai nessuno dal Congo.

Leggendo le parole di Kapuscinski mi rendo conto quanto poco sappiamo della decolonizzazione e di quello che avviene in Africa e di quanto ci appare facile dire "statevene a casa vostra". Forse dovremmo leggere di più, capire, studiare, prima di dirlo. Troppo difficile.

Nelle prima pagine Kapuscinski parla del Petit Blanc che va in Africa per un qualsivoglia motivo e si ammala, si ammala di quello che io ho sempre chiamato mal d'Africa e fa di tutto per tornare in Africa e diventare Grand Blanc, o Expat, o Colono, chiamatelo come volete. Mi sono sentita una merda. Sensi di colpa a manetta.
Questo non è un romanzo. Questo libro è una roccolta di reportage scritti negli anni 60, un libro fatto per chi vuole sapere, per chi vuole conoscere l'Africa.

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