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Il primo giorno di scuola

 


Oggi sono rientrata a scuola dopo quasi tre mesi, non un rientro totale ma al 50%, ci sono giorni in cui ho le classi in DaD in cui rimarrò a casa e giorni in cui potrò tornare a scuola.

Oggi quando ho visto i ragazzi in faccia dopo tre mesi mi sentivo felicissima. Quella classe l’ho presa quest’anno, abbiamo interrotto la scuola mentre ci stavamo conoscendo, molti di loro non si presentavano a lezione, i colleghi li indicavano come nullafacenti. Oggi quando li ho chiamati in classe dal vivo stentavo ad affibbiare a quei volti innocenti ancora da bambini le peggior malefatte della DaD, come inserire filtri, far cadere apposta la connessione, ecc. mi parevano solo ragazzini spaventati da un mondo che cambia troppo in fretta. Sciogliere la tensione è stato facile, porre domande e finalmente ricevere risposte in coro è stato davvero entusiasmante. La voce che esce senza troppo pensare, senza dover aprire un microfono, ma immediata.... era questo che mancava del dialogo educativo. Escono tante cavolate, si ride un po’,  ma attraverso il riso le cose si fissano nella mente, in DaD siamo tutti automi che accettiamo senza discutere.

Ho trovato i ragazzi spaventati, silenziosi e immobili al banco. Troppo disciplinati dopo mesi al pc. Non ho mai dovuto dire “silenzio”. Il silenzio c’era da se, l’immobilità di tutti, anche di chi in 3 anni non mi ha mai ascoltata. Alcuni volti sono cambiati, alcuni sono segnati dal dolore, il mutismo nasconde storie di dolore.

Avevo paura di tornare in classe, mi ero abituata al lavoro da casa, pensavo fosse più rilassante, ah quanto mi sbagliavo! Le lezioni in presenza sono più facili, incontrare i colleghi e parlare un po’ con loro della classe aiuta a capire meglio, la scuola è un po’ vuota,  ma sempre piena di persone. Uscire da scuola e camminare dopo le lezioni aiuta, manca solo il bar aperto per la colazione. 

Quanto avevo perso e non me ne accorgevo. Mi stavo convincendo che il lavoro da casa, solitario e metodico, fosse meglio del lavoro in presenza. Ma il mio lavoro è dialogo e il dialogo al pc è mediato e snaturato.

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