Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta storia della moda

Il Museo Del Tessuto di Prato

Dopo tanti anni sono andata a fare una gita con la scuola, non mi capitava da tanto. Siamo andati a Prato al Museo del tessuto. Se vi capita portateci i bambini. La collezione permanente del museo è costituita da pezze di tessuto di vario genere e oggi la collezione è stata resa didattica con un approccio tattile e secondo me è molto bello e utile per un bambino poter toccare con mano il cotone e distinguere le fibre sintetiche da quelle naturali. Non è così scontato il processo che porta alla creazione di quello che indossiamo e ricordiamoci che l'industria tessile è qquella più antica sia come artigiato che come industria! Quindi l'esperienza in sè è molto bella proprio perchè abbiamo i tessuti sott'occhio ogni giorno eppure non abbiamo idea di come vengano fatti. Noi siamo andate per la mostra temporanea sui costumi del film di Sofia Coppola "Maria Antonietta". Con una classe in particolare avevo fatto un percorso sulla storia degli abiti dal 500 fino alla...

Il Primo abito bianco

Se oggi una donna si veste di bianco il giorno del suo matrimonio lo deve solo alla regina Victoria d'Inghilterra e a nessun'altra. Fu lei nel 1840 a lanciare questo uso. Prima ci si sposava di qualsiasi colore, con qualsiasi vestito. Fu lei per prima a decidere di indossare un bell'Abito di seta bianco il giorno del suo matrimonio con il suo principe Albert. E da quel momento tutte decisero di imitarla e dal 1840 ci si sposa in bianco. Poi qualcuno ha voluto  associare al bianco altri significati togliendo la scelta alla regina Vittoria e sostituendola con significati religiosi, ma nella storia del costume, la decisione di indossare un abito bianco fu di una donna, di una grande donna. Spesso poi le donne dimenticano o si fanno manipolare nei loro ricordi e nelle loro scelte, ma ricordando il nostro passato ci renderemo conto che le grandi donne che ci hanno preceduto hanno saputo fare grandissime cose, le abbiamo solo dimenticate. Dobbiamo anche ricordarci che dietro...

Il new look di Dior

  Gli anni 40 sono anni difficili per tutti, la seconda guerra mondiale imperversa in europa e sono anni di rinunce, povertà, morte. Nel 1947 iniziano le avvisaglie della rinascita, Dior propone la sua nuova donna, che poi non è così nuova, è una donna tradizionale, vita stretta, fianchi ampi, elegantissima dopo anni in cui le donne dovevano arrangiarsi con quello che avevano, risvoltando vecchie giacche e sperando che la guerra finisse in fretta, Dior riprone una donna seducente dopo gli anni duri della guerra, La gonna si allunga per l'ultima volta. 

Downton Abbey

  Ero alla ricerca di nuove serie a cui appassionarmi visto che il mio amato The VAmpire Diaries volge alla fine e io ho bisogno di qualcosa con cui svagarmi. Così ho iniziato a vedere Downton Abbey con le bambine e siamo circa a metà, non riusciamo proprio a staccarci.  La serie è già finita, ci sono 6 stagioni da circa 10 episodi l'una.  Sapendo che è finita, non ci rimarrò male, non avrò attese. Ci siamo innamorate da subito, non lo nascondo. Ci ha convinte perchè ci fa sognare una vita perfetta, una vita da servite e riverite, ma soprattutto ci piace perchè i costumi sono proprio ben curati.  PAssiamo moltissimo tempo a discutere sugli abiti, che sono molti e sempre coerenti al periodo. Il mio abito preferito è la riproduzione di un abito di Poiret presentato alla festa della milleduesima notte che fa nel suo atelier e che LAdy Sibil indossa una sera:  

Les Nouvelles Meirveilleuses

Questa foto mi ha affascinata dal primo momento. è stata scattata Domenica 10 maggio 1908 Prix du Prince de Galles a Ippodromo di Longchamp. Dal romanzo Nanà di Zola sappiamo che le gare dei cavalli  sono il luogo per vedere ed essere visti. Improvvisamentee tre bellissime modelle entrano nel recinto con i loro abiti raffinati senza corsetto e con uno spacco che rivela uno scorcio di gamba, appena mascherato dal più leggero dei rivestimenti di mussola. Così fiere e imbellettate le tre modelle vengono soprannominate Les Nouvelles Meirveilleuses.  La stilista che ha creato questi abiti e una nuova moda? Jeanne Margaine-Lacroix, oggi praticamente sconosciuta.

Passione moda

Quando mi metto a studiare la storia della moda perdo la cognizione del tempo. Oggi toccava agli anni 90 del 1800:   La figura sottile e slanciata, il punto vita sottilissimo stretto il un busto con stecca di balena. Le maniche che si gonfiamo per enfatizzare la vita sottile, il guanto lungo da indossare solo fuori casa. Le sottogonne diminuiscono di numero e la gonna quindi fascia i fianchi e si raccoglie dietro in un piccolo strascico. sotto il corpino una camicetta con il collo alto e aderente di pizzo rigido che sostiene il sollo rendendo ogni donna sicura di se e alterea. Questo è quello che ci dice Vittorio Matteo Corcos quando ritrae questa donna in bianco.

La donna che legge

  Si è aperta una mostra interessantissima al Museo Ca' Pesaro di Venezia su Coco Chanel e le sue letture. Partirei oggi stesso per Venezia, per vedere questa mostra che a mio dire deve essere interessantissima, ho spulciato il sito ed è fantastico.  LA ricerca storica è la mia vita, la cosa che adoro di più in assoluto. Che si tratti di storia medievale, di storia antica, di storia dell'arte, di storia della letteratura oppure di storia della moda la ricerca mi appassiona e anzi l'aspetto che mi affascina e appassiona di più è proprio la connessione fra questi ambiti per la resa della realtà. Quello che questa mostra vuol fare. Chanel era una donna del suo tempo, immersa nella cultura che si respirava allora a Parigi, la Parigi fra le due guerre, il periodo artistico - letterario che amo di più e questa mostra mette in luce queste connessioni attraverso la sua biblioteca . La mostra presenta i  suoi libri, le sue letture e come esse hanno influito su di lei...

BELLISSIMA L'Italia dell'alta moda 1945- 1968

Ho scoperto solo pochi giorni fa che a Monza c'è stata questa bellissima mostra. In Italia la Storia della Moda non è molto praticata come disciplina. Probabilmente abbiamo tanto, troppo patrimonio artistico, e c'è sempre quel pregiudizio duro a morire sulle arte minori nei confronti delle arti maggiori per cui la moda rimane in secondo piano rispetto alla pittura o alla scultura. Ci sono paesi stranieri che non hanno grandi nomi nella costellazione della moda eppure sono molto più avanti di noi nella storiografia specifica. Ma qualcosa sta cambiando. Anche noi ci stiamo muovendo. Basti pensare ai musei che i vari nomi si sono allestiti da sé, per esempio Ferragamo o Gucci, e le grandi mostre che in questi anni sono state allestite. Sono del parere che per capire a fondo ogni società è necessario studiarne ogni aspetto: la letteratura, la divulgazione, l'arte e soprattutto gli abiti.

Corsetto di seta azzurra 1880

Per tutto il XIX secolo la vita sottile fu oggetto di ammirazione e le donne usavano i corsetti con stecche di balena o addirittura di metallo per ottenere una silhouette perfetta. Guardando questo corsetto mi è tornata alla mente Nanà, raffigurata da Manet Anche se Manet addolcisce le linee del bustino, le pennellate sapienti rendono un senso di morbidezza che nella realtà proprio non doveva esserci, Manet ci ridà una figura morbida, sensuale per nulla artefatta come in realtà invece era, quella vita sottile non era altro che il risultato di una costrizione, una vera e propria tortura. Eppure neanche Zola così puntiglioso nel descrivere l'ambiente di Nanà ci riporta informazioni su questa tortura legalizzata. Infondo era normale, una cosa abituale, che noi oggi viviamo come una falsità, ma che allora non appariva tale.

Emozioni

 Cinque anni fa quando iniziai a insegnare storia della moda ero veramente spaventata. Non sapevo da dove iniziare. Ero talmente inesperta... Avevo tanti dubbi... Ma furono i due anni migliori della mia carriera. Era il mio mondo e io non lo sapevo. In questa miserevole fase c, che mi deprime a livelli indescrivibili, domani potrò per un giorno tornare ad insegnare questa meravigliosa materia. La mia preferita. Stasera non ho paura. Domani potrò andare a braccio, tranquillamente, e fare una splendida lezione.  Potrò incuriosirle con qualcosa di nuovo. Potrò sbalordire con i miei voli pindarici. Lo so che non capiranno subito, ma poi mi ringrazieranno. Potrei iniziare con Eleonora di Toledo del Bronzino che mi è tanto cara e proseguire con una carrellata di ritratti femminili e maschili descrivendo i loro abiti, la loro storia, la loro psicologia. Come cambiano i tempi.... E io mi sento così sprecata... In Italia però funziona così... La gente che vale viene...

Maria Luisa d'Austria

Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d'Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Luisa d'Austria o Maria Luigia di Parma (Vienna, 12 dicembre 1791 – Parma, 17 dicembre 1847), fu imperatrice dei francesi dal 1810 al 1814 come consorte diNapoleone I, e duchessa regnante di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1814 al 1847 per volere del congresso di Vienna. Figlia dell'imperatore austriaco Francesco I, nel 1810 fu data in sposa a Napoleone Bonaparte per suggellare la pace di Vienna tra la Francia e l'Austria, in seguito alla sconfitta subita da quest'ultima nella battaglia di Wagram (1809). Giunta malvolentieri alla corte imperiale delle Tuileries, Maria Luisa iniziò presto ad apprezzare la sua nuova posizione, sebbene i francesi non l'amassero. Lei stessa non riusciva a trovarsi a suo agio nel paese che, meno di vent'anni prima, aveva decapitato un'altra arciduchessa austriaca, la sua prozia Maria Antonietta.