Una volta ero un'insegnante di Storia dell'arte e questo libro mi sarebbe servito parecchio. Non ho gettato la spugna, magari un giorno riuscirò nuovamente ad esserlo e mi tengo in allenamento. Lo ammetto, di questo libro ne ho capito il 20% . Non è un libro di storia dell'arte, ma uno di psicoanalisi. L'autore fa spesso riferimenti ad Freud, Lancan ed altri e presuppone la conoscenza delle loro teorie in moltissimi passi. Beh io sono quasi totalmente al''oscuro della loro filosofia se non per sommi capi quindi ho trovato la lettura di questo testo a tratti incomprensibile. Questo testo è un'ennesimo tassello interpretativo dell'opera di Van Gogh, interpretazioni che mettono in relazione il genio creativo dell'artista e la sua malattia mentale. Io non sono molto d'accordo in linea generale su queste speculazioni, però è indubbio che ogni artista porti sulla tela il suo mondo, quello che vive e quello che pensa. Recalcati vede nei traumi...