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Visualizzazione dei post con l'etichetta guerra

Mediterraneo

Ieri sera ci è capitato di vedere questo film tutti insieme. E' uno dei miei preferiti, mentre le bambine non lo avevano mai visto. Uno dei bisnonni ha combattuto in Grecia quindi il film è stato anche lo spunto per poterne parlare. Che la Grecia fu la tomba degli Italiani, come recita una delle prime battute del film, è vero, ma non fu quella della bisnonno che per una serie di fortunati e sfortunati eventi fu rimpatiatro prima dell'otto settembre 1943 e si salvò, mentre i suoi compagni morirono tutti. Mentre guardavamo il film abbiamo parlato di diverse cose, il film ci ha offerto davvero diversi spunti per parlare della storia delle nostre famiglie, della storia in genere, delle nostre vacanze prima che nescessero loro e di una nostra probabile vacanza in Grecia. Sono anni che ci pensiamo, ma forse il 2018 sarà l'anno buono, forse ad Aprile, forse a Luglio chi lo sà. E' bello vedere come un capolavoro non dimostri i suoi 26 anni e sia sempre così bello vederlo ...

Il giorno in cui il mondo è cambiato

Ricordo questo momento di 15 anni fa come se fosse ieri. Mi ricordo dov'ero, cosa facevo e come l'ho saputo. Forse in quel preciso momento non avevo la percezione netta del cambiamento, anche se quello che stavamo vedendo e vivendo ci avrebbe cambiato la vita per sempre. Probabilmente il cambiamento era già in atto. Il mondo lentamente era cambiato a partire dal 1989 con il crollo del muro di Berlino, ma nel 2001, all'alba del nuovo secolo ci siamo accorti come sarebbe stato in seguito. Con il 2001 sono finite le certezze. Il lavoro fisso, la sicurezza personale e in qualche modo la libertà. Lentamente abbiamo perso la certezza e come ieri notavano al Tg la privacy. La guerra si svolge da 15 anni su vari fronti, perché quel giorno è iniziata una guerra nuova, uno stillicidio, un po' forse come le antiche guerre medievali, un po' come la guerra dei 100 anni. Battaglie disperse in tutto il mondo, fronti caldi, terrorismo. Perché l'Occidente avrà le mi...

La chiamano guerra

La scorsa settimana mi è capitata una cosa brutta. Eravamo in centro e da lontano la Viki ha visto un grosso alano nero. Davanti a noi c'era un piccolo cane. L'alano si è avventato sul cagnolino, il padrone non ha neanche tentato di fermarlo. Ha lasciato il guinzaglio. Nel momento che il guinzaglio è caduto Vittoria ha iniziato ad urlare disperata. Il grosso cane con le fauci aperte sembrava dirigersi verso di noi. Lei ha iniziato ad urlare ed è stato difficile per me trattenerla, proteggerla, scappare. Ha tremato per quasi un ora. Adesso con Parigi negli occhi penso se un giorno dentro ad un museo, al supermercato o per casa ci trovassimo faccia a faccia con un terrorista armato di fucile. Il terrore sarebbe identico. Amplificato per un milione. E davanti alla canna del fucile cosa fare? Scappare? Come? Non è guerra convenzionale. La guerra convenzionale ce l'ha raccontata De Andrè: Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a c...

Un mondo migliore

Esiste un mondo migliore? Un mondo migliore di questo? Ho vissuto un'infanzia protetta, dove non mancava niente, un mondo edulcorato e pacifico. Oggi invece mi sento impotente. Non riesco a dare alle mie figlie quella felicità che io avevo. La crisi economica,  l'incertezza del lavoro e ora la Guerra. Perché questa è Guerra. Una guerra che non conosci, che non ti aspetti. Non sai chi è,  non sai come e dove potresti essere colpito. Vai ad un concerto, ad una partita oppure al museo e muori. Vivi e sei un bersaglio. Non si hanno obbiettivi militari, politici, convenzionali. L'obbiettivo sei tu. Tu che vivi. L'obbiettivo è farti paura. L'obbiettivo è non farti vivere. Sia togliendoti la via, sia insinunando in te il terrore. La paura di uscire di casa. La paura di muoverti e vivere. Perché l'Occidente basa la sua economia sulla vita e sulla libertà personale e fare così, terrorizzare tutti, è l'unico modo per distruggerci. ...

Al museo del Bardo

Ieri sono rimasta senza parole. Dopo i ripetuti attacchi ai beni culturali della Iraq ieri si è usato un Museo per fare un attentato. Uno dei più importanti musei del mondo che conserva la più importante collezione di mosaici romani del mondo è stato usato come luogo di morte. In coda a dei turisti i terroristi sono entrati nel museo sequestrando più di 200 persone e poi uccidendone 22. Una vergogna. Il luogo dedicato alle muse, al sapere, alla cultura, usato per uccidere. Usato per incutere terrore. Usato in modo da non farci sentire liberi. Un paradosso per noi occidentali che ci sentiamo liberi attraverso il sapere. Incutere terrore attraverso la nostra voglia di scoprire il mondo. Più ci penso e più ho la pelle d'oca, più ci penso e più mi si stringe il cuore. Spesso ho pensato a come si sentiva la gente durante la guerra dei trent'anni,  oppure durante altri conflitti. Adesso lo so. Come mi sento io in questo momento. Tante gu...

La giornata della memoria

Oggi è la giornata della memoria. Ho scelto di non raccontare dell'olocausto a Vittoria finché fosse stato possibile. Le faccio vedere il telegiornale, abbiamo parlato tanto di guerre, ma dell'olocausto mai. Non riuscivo a trovare le parole. Mi avevano consigliato di parlarne come Benigni nella vita è bella, ma ho sempre rimandato perché infondo ero io che non me la sentivo. Ieri ne hanno parlato a scuola. Ieri sera mi ha chiesto cosa voleva dire "giornata della memoria". La maestra ha spiegato loro per sommi capi dell'olocausto e quindi ieri sera è stato più facile per me parlarne. Le ho spiegato che Hitler, che già conosce, aveva in mente una razza pura e durante la seconda guerra mondiale ha cercato di distruggere tutti i diversi. Le ho raccontato dei treni, dei campi di concentramento, del gas e anche dei camini. Le ho raccontato di Anna Frank e le ho promesso che appena sarà abbastanza grande potrà leggere il suo diario. Le ho raccontato di Otto Frank ...

La prima guerra Mondiale per me

In questi giorni sto leggendo un libro che tratta della prima guerra mondiale, di cui ovviamente vi parlerò appena lo avrò finito. Il libro è Ci rivediamo Lassù di Pierre Lemaitre e parla di due reduci della prima guerra mondiale. Questo libro mi sta facendo riflettere su mio bisnonno Giovanni. Anche lui reduce della prima guerra mondiale e poi ovviamente insignito del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto. Non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, è morto proprio quando avevo un  mese e i miei genitori mi stavano portando per la prima volta al paese della mia famiglia. L'ho quindi conosciuto solo attraverso i racconti di famiglia. Era un uomo duro, un padre padrone che ha imposto il marito a 4 delle sue figlie. Per certi versi lo rivedo tra le righe del libro. Ieri sera leggevo una pagina dove veniva descritto il protagonista  e si diceva che comunque ogni reduce porta qualche ferita grave oltre che nel fisico anche nell'animo. Il mio bisnonno perse una gamba. Ho ...

La ragazza che hai lasciato, Jojo Moyes

Stavo leggero questo libro quando ho rotto il mio primo Kobo. Quindi ne ho interrotto la lettura dal 12 luglio al 12 settembre circa, quando ho comprato il mio nuovo Kobo aura Hd. In questi 2 mesi ho letto molti altri libri di carta, libri pesanti e impegnati, quindi se il 12 luglio questo libro mi entusiasmava parecchio, per il suo carattere leggero e frivolo nonostante il tema di fondo molto tragico, dopo questa interruzione il mio entusiasmo si è un po' spento. Rimane un bel libro da ombrellone, leggero, con sfondo artistico, che ti scivola fra le mani velocemente, ma che non lascia molto, se non le sue incongruenze e le sue ingenuità.

I rifugi antiaerei

Con le concessioni che il demanio ha fatto ai comuni il nostro comune è venuto in possesso di alcuni rifugi antiaerei che tra il 43 e il 45 erano largamente usati visto che la mia città è stata pesantemente bombardata. Non ricordo se è la seconda o la terza città più bombardata d'Italia.  Del resto il nostro Arsenale ospitava la flottiglia MAS .... solo che le bombe non erano poi così intelligenti e colpivano le persone. Non conosco più nessuno che mi racconti la guerra. La guerra che conosco era la guerra eroica vissuta da un bambino di 10 anni quale era mio nonno che portava il cibo ai partigiani oppure della nonna che ad appena 8 anni è stata rastrellata e per poco non è stata fucilata. Nulla so della guerra in città.  Qualcosa ho letto, ma conosco solo la guerra delle campagne. Oggi sono stata nel rifugio antiaereo che nel 70esimo dei bombardamenti è stato allestito con una mostra. Poi c'era il sonoro... la sirena antiaerea... il rombo dei motori paragonati ai calabro...