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Idee per un piano estate

  Perché il piano estate delle scuole fallisce? Perché secondo me non incontra i veri interessi delle famiglie. Parlo da mamma e anche da prof. Da prof dico che dopo i 9 mesi di scuola e gli esami abbiamo tutti voglia di riposarci e credetemi che fra la fine degli esami e l’inizio degli esami di recupero ci sono giusto giusto i 36 giorni di ferie di cui ogni lavoratore ha bisogno. I più eccentrici potrebbero mettere in pratica qualche idea intraprendente, ma alla fine siamo tutti molto stanchi. Le famiglie hanno bisogno di un luogo di aggregazione, ma i ragazzi, e parlo da mamma, hanno bisogno di diversificare non ripetere quello che di solito fanno. Da mamma cosa chiederei? Sport. Entrambe praticano la pallavolo a livello agonistico, e ovviamente d’estate c’è la pausa. Però sono convinta che entrambe gradirebbero provare nuove attività in modo giocoso e non competitivo. Se la scuola offrisse sport sono certa che aderirebbero. Che sport? Nuoto, atletica, padel, ma anche sport di squadr
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Sono una guerriera?

 In questi mesi mi sono un po’ persa. Ho avuto poco tempo per me stessa e ho lasciato qualcosa di me indietro, con la ferma convinzione che prima poi l’avrei recuperato. Ho lasciato indietro la lettura e ovviamente la scrittura. La scrittura è rimasta indietro perché mi sento fuori luogo. Ho pensieri e convinzioni, idee e fantasticherie controcorrente e non mi sento di condividerli, con nessuno, nemmeno con un pezzo di carta. Mi sono un po’ isolata, ma trovo tantissima gioia in questa nuova maternità, tutta in salita ma che mi riempie di gioia. Come ho già scritto Livia ha qualche problema, in questi 10 mesi abbiamo girato molti ospedali in cerca di risposte che ovviamente non abbiamo ancora.Spesso cerco di non pensarci, la trovo una bimba davvero molto normale, diversa dalle altre due che invece erano precoci in ogni cosa. La precocità delle altre due però mi fa preoccupare a volte, e se lei fosse invece indietro? In questo periodo di Covid non è per niente facile confrontarsi con alt

Quasi un mese

  Quasi un mese che non scrivo nulla. Cosa succede? Spesso sono stanca, spesso vivo emozioni che non voglio e non riesco a condividere. In questo periodo abbiamo fatto delle visite a Livia per capire a fondo quale fosse il suo problema. Per 9 mesi ho sperato che si trattasse di ogni cosa ma non della malattia genetica di cui mi avevano parlato fin da subito. Invece molto probabilmente si tratta proprio di quella. Essendo una sindrome a mosaico probabilmente Livia ha una forma molto lieve e forse alla fine non comporterà nulla più di quello che ha, se non un follow up al Gaslini per i prossimi 8/10 anni, insomma fino allo sviluppo. Questi continui controlli mi agitano parecchio, ma chiamare il problema con il suo nome mi ha tranquillizzata. In questi primi nove mesi di vita, ma anche nella precedente vita uterina, abbiamo visto più ospedali che altro. Abbiamo visitato i maggiorni centri dell’Italia centro settentrionale e ogni volta che andavamo in un ospedale ci abbiamo attaccato qualc

Recap degli ultimi giorni

  Sono giorni pieni. Tre bambine a cui badare occupano tutto il mio tempo. Una ormai non è più una bambina, ma per me lo sarà sempre. In questi giorni mi ha riempito di orgoglio: a scuola sono tutti 9 e 10, e in seconda superiore sono ottimi voti. Li merita tutti, li merita per il suo impegno e per la sua serietà. Li merito io, perché so di aver fatto un buon lavoro, lei li avrebbe meritati sempre, ma sul suo cammino ha trovato solo imprevisti, ma questi sono serviti per riuscire meglio adesso. La mid sis, ovvero Rachele, affronta la pre adolescenza di petto, vivendo le passioni al massimo. A scuola un giorno va bene e fioccano i 9, il giorno dopo le prende l’ansia e davanti al foglio bianco si prende un bel 4. L’ansia… e poi di cosa? Riuscire a capire questa ansia che volto ha è un impresa. La little sis di casa invece riempie di Gioia tutti i cuori con la sua risata argentina. Può essere stata una giornata di merda ma poi arriva lei e tutto si dipinge di felicità. E la nostra gioia.

Il tempo scorre

  In questi ultimi 8 mesi il tempo scorre davvero veloce. Inserire la piccola Livia nella nostra routine è stato facile per certi versi, ma difficile per altri. Da quando sono tornata al lavoro sono sempre stanca, dormo poco di notte, Livia si sveglia spesso. Certe volte a scuola faccio fatica, l’orario che ho non mi aiuta. Però continuò a dirmi che manca pochissimo alla fine e fra poco sarà estate. La casa è lasciata a se stessa, riesco a trovare pochissimo tempo per prendermene cura, le cose rimangono lì per giorni. Mi basterebbero trenta minuti liberi per mettere in ordine alcune cose, ma trenta minuti liberi al giorno sono difficili da trovare. Ci sono giorni in cui riesco a riposare e tutto mi pare più semplice. Giorni in cui sono così stanca che dormo in piedi, mi e persino scivolata la bambina dalle braccia perché mi è venuto un colpo di sonno mentre ero seduta. Non ho più l’età per perdere intere nottate di sonno. Poi ci sono giorni belli, ieri sulla neve, oggi alla splendida c

MAmma com’è la guerra?

  Oggi Rachele ci ha posto questa domanda: “se scoppia la terza guerra mondiale cosa succederà? Come si fa la guerra”. Che domanda difficile… io non so come si fa una guerra, le ho studiate, ne ho sentito parlare, ma non so come è la guerra. Picasso l’ha descritta così, quella di Corea e quella di Spagna, ma io non so come descriverla. Perché questa domanda? Perché da qualche giorno nella sua classe è arrivata una bambina Ucraina, scappata dalle vicinanze di Mariupol. Non parla molto, non conosce l’Italiano, però insieme comunicano come possono, con le emozioni e con l’aiuto di translate. Il primo giorno era sconvolta perché la bimba Ucraina era esattamente come lei, vestita come lei, con il telefono, whatsapp e perfino un profilo Instagram fatto di tante foto normali, che potevano essere le sue, da bambina di 11 anni. Forse abituata ai racconti dei tg dei bambini Afgani e Africani immaginava che i bambini che provenivano dai paesi in guerra non avessero niente di tutto ciò che aveva l

Da quando scrivo un blog

 Ho iniziato a scrivere il 31 agosto del 2007, una vita fa, quando presi il mio secondo incarico annuale a scuola, il primo sulla mia materia. Allora ero una giovane mamma di una bambina di soli 7 mesi. Da quel momento, che ricordo molto bene, ho scritto migliaia di post e mi sembra di aver vissuto mille vite diverse. Quasi 15 anni dopo ho tre figlie, una casa decisamente più grande, un po’ meno salute, non ci sono più grandi anziani nella nostra famiglia. Mio padre ha cambiato vita, moglie, continente e famiglia e non lo vedo da quasi 5 anni. Forse non ne ho nemmeno mai scritto. In questi quasi 15 anni ho avuto momenti alti e momenti bassi. C’è stato il tempo dei grandi viaggi intercontinentali, delle spiagge bianche e della savana. C’è stato il tempo della capanna al mare. C’è stato il tempo in cui ho rischiato di diventare vedova a soli 33 anni. Ci sono stati momenti bui. C’è stata la depressione, infinitamente difficile da superare. C’è stato il covid. C’è stataLivia, luce del mio

Dedicato a Cherhihiv

  Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca È il mio cuore il paese più straziato Ho scoperto che molti degli ucraine che conosco vengono da questa cittadina, Cherhihiv. Non faccio altro che vedere foto dei bombardamenti sui loro profili social. Solo a Natale avevo visto foto diverse, foto di famiglie e amici, ora brandelli di muro. Lo ammetto la sto vivendo male, questa guerra mi angoscia, la sento terribilmente vicina e sento come se mi togliesse il futuro. Ero riuscita ad essere debolmente felice e ora… e ora mi sento sull’orlo di un baratro. Spero mi passi.

Il buio in fondo al tunnel

  Negli ultimi 10 anni della mia vita, ogni volta che vedo una piccola luce infondo al tunnel della mia disperazione, ogni volta che ricomincio a respirare a pieni polmoni, a provare un po’ di gioia, ecco che inevitabilmente tutto finisce di nuovo. Gli anni della pandemia sono stati difficili, intravedevo una luce, il barlume di una vita normale. Ora invece da due giorni siamo stati catapultati dalla pandemia alla guerra e non so cos’è peggio. La guerra è lontana, la pandemia l’ho toccata a piene mani, ma questi due giorni sono stati così pieni di angoscia da sembrare mille. L’angoscia per coloro che conosco che sono ucraini ma in Italia, l’angoscia per coloro che conosco che sono ucraini in Ucraina. Le altre guerre, in Afganistan, in Siria, in ogni dove perché sono state innumerevoli nella mia vita, non le ho mai sentite così angoscianti come questa. Probabilmente sono così angosciata perché ho paura che diventi altro.  In casa ne parliamo tanto, le bambine tirano fuori sempre collega

24 febbraio

 Il 24febbraio 2020 iniziava la pandemia, la scuola era stata sospesa e non sapevamo che cosa ci aspettava, lo potete rileggere qui . Poi il lockdown è tutto quello che ne è conseguito. Credevamo di uscirne migliori. 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina ed è guerra. Non so nemmeno da dove iniziare a scrivere qualcosa, ho solo una grande paura. Non oso immaginare cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni.  Ieri sera ne abbiamo iniziato a parlare con le grandi, spiegare cosa sta succedendo. Oggi gli eventi hanno fatto in modo che non ci sia stato il modo di parlarne, ma so che Viki legge ogni giorno la rassegna stampa, quindi sa, ne avranno anche parlato sicuramente anche a scuola. L’importante sarà tranquillizzarle, fare capire loro cosa accade senza inutili allarmismi. Oggi il mio pensiero è andata a tutte le persone ucraine che conosco, e sono tante. P.s. Oggi sarebbe stato l’ottantanovesimo compleanno del nonno, spero che da lassù ci protegga più che mai.

la fine dei permessi di maternità

Eh ci siamo... ho deciso a malincuore di tornare a lavorare. Stavolta non sarei mai rientrata e sarei rimasta con la mia piccolina sempre,  ma non si può. Dopodomani farà 6 mesi e io giovedì ricomincerò. Perchè giovedì e non lunedì? Perchè ho bisogno di ricominciare con calma, di una settimana ipercorta, di tastare la scuola prima di buttarmi a capofitto nella mia vita di prima. Ah "Vita di Prima"... quella ormai è andata, chiusa. Ora ho una nuova vita fatta di oggi, di tre bambine, di pochi sguardi indietro e tanti in avanti. Un nuovo cassetto di sogni, una salita da percorrere, perchè ho capito che la mia vita è così. Ho tanti sogni, ma devo iniziare a scegliere cosa conta davvero perchè gli anni davanti sì sono ancora molti, ma non sono propriamente infiniti. Del "prima" oltre che la casa mi rimane il lavoro su cui sono davvero indecisa. Vorrei cambiare perchè la mia attuale scuola è troppo lontana da casa e io voglio una vita a piedi, ma è quello l'indirizzo

Metti la cera, togli la cera

  Non si fa in tempo a terminare una sorveglianza attiva che subito se ne inizia un’altra.  NOn si fa in tempo a vedersi notificare la sorveglianza attiva che diventa subito DaD perché il numero dei positivi sale esponenzialmente. Se per caso i compagni di scuola riescono a rimanere negativi per tre giorni consecutivi, allora si positivizzano i compagni di squadra.  Metti la cera, togli la cera. Dal 10 gennaio ho perso il conto dei contatti a rischio che hanno avuto le mie due figlie più grandi, ho perso il conto dei tamponi fatti in casa, all’asl e in farmacia ma per fortuna tutti negativi. Pensare che volevamo fare una gara di tamponi in famiglia…. Ma abbiamo perso il conto. Io stessa non ricordo più i miei. Per me avrebbe avuto più senso un mese di DaD per tutti, anche con negozi e ristoranti aperti chissene frega, perché comunque la scuola aperta a queste condizioni non serve a molto, un giorno ci sei, il giorno dopo potresti essere in DaD oppure avere metà classe in presenza e met

never ending covid... non ne posso più

  Ho entrambe le figlie in sorveglianza attiva, ogni volta che suona il telefono mi prende male perchè ho paura che si aggiunga un nuovo caso. Ormai solo pochissime persone che conosco che non sono venute a contatto con il virus almeno una volta, c'è chi sta facendo già il secondo giro e poco importa se ha una due o tre dosi di vaccino. Dicono che stiamo passando da pandemia a endemia, ma sarà così? Io sono stufa non vedo l'ora che questa benedetta fase endemica arrivi perchè ho voglia di una vita normale.  Ok che tutto è aperto, ma molte attività sono ridotte comunque perchè la gente è a casa malata. Vai in banca e c'è la metà delle persone e non riescono a darti l'attenzione che occorre. Alcuni negozi sono chiusi perchè chi lavora è a casa con il covid, la scuola sarà anche aperta, ma in classe di Vittoria possono frequentare solo 5 ragazzi, gli altri in dad e i positivi sono anche tra i professori, l'orario delle lezioni è sempre ridotto. Sarà la nostra provincia

La fine dell’impresa

  Se mi leggete da tempo ricorderete “l’impresa” del 15 Agosto 2020. Sognai il nonno e gli promisi di salire    Al santuario della Madonna della guardia a piedi usandola cosiddetta via del volto Santo. Durante l’impresa stabilii che il nome della strada era quello perché percorrendolo era davvero facile “vedere la Madonna e tutti i santi” per la fatica. Ma ovviamente quella era la porzione di franchigie a che porta a Lucca, dove è custodito il Volto Santo. Qualche tempo dopo mi recai ad un altro santuario sulla stessa via, quello di San Pellegrino in Alpe, altro santuario caro alla mia famiglia. Anche questo si raggiungeva a piedi dal paese, ma stavolta siamo andati in macchina, le distanze erano per me impraticabili. Pensavo di aver scritto un post, ma no, non ho fatto in tempo. Idealmente la visita a questi due santuari volevano essere un voto per la felicità. Oggi a un anno e mezzo di distanza ho completato l’impresa, sempre in macchina siamo andati a Lucca e siamo andati nella catt

Grandi lettrici

  Anche se non siamo in ottima forma, io e Vittoria rimaniamo delle grandi lettrici, sempre. Male che vada lèggiamo sempre più di 12 libri l’anno e per questo possiamo classificarci come grandi lettrici anche in periodi di fiacca. Purtroppo non sono riuscita a rieducare mio marito alla lettura, ma ogni tanto un libro lo legge, specie se racconta di misteri o luoghi da esplorare. Mentre Rachele si è sempre mostrata indifferente alla lettura. Sembrava non piacerle proprio. Legge ogni tanto dei libri, ma solo alcuni. Adora il diario di una schiappa, a volte legge qualcosa scritto da uno youtuber che ammira, ma nulla più… ma finalmente ho scoperto perché non legge… non ha mia trovato qualcosa che le piacesse. Se Vittoria ha gusti simili ai miei, lei proprio non sopporta tutto ciò che leggiamo noi. In queste vacanze di Natale invece abbiamo scoperto che le piacciono i gialli di Agatha Christie grazie alla prof di italiano e ai suoi compiti per le vacanze. Contate che in famiglia si leggono