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Visualizzazione dei post con l'etichetta roth

il complotto contro l'america

Più leggo i libri di Roth più non capisco perchè non l'abbiano insignito del premio Nobel. Nulla togliere agli altri vincitori, ma Roth lo meritava. Tra Pastorale Americana e Complotto contro l'America non saprei quale segliere come mio libro preferito di Roth. Sono entrambi bellissimi e aprono un mondo di riflessioni che non possono essere raccolte in un semplice post. Questo è un romanzo ucronico, ovvero che racconta un'alternativa alla storia, ma anche distopico perchè racconta un passato indesiderabile. Il primo esempio di ucronia può essere considerato il brano dell'opera Ab Urbe condita (tra il 27 a.C. e il 14 d.C.), nel quale Tito Livio contempla la possibilità che Alessandro Magno avesse sviluppato il regno macedone dirigendosi verso ovest anziché verso est, qui Roth invece ci presenta un'America alleata a Hitler, non militarmente ma con un patto di isolazionismo che lascia al Reich larghe prospettive. Dato che si alleano al Reich, l'America inizia...

Perché non sono d'accordo con l'accademia di Svezia

Perché sono rimasta delusa dall'assegnazione del premio Nobel per la letteratura?  Perché è stato assegnato ad un cantante che guadagna milioni di dollari appena apre la bocca mentre il premio in denaro del Nobel avrebbe sicuramente fatto comodo a qualcun altro, a uno dei tantissimi scrittori, intellettuali, che sono al mondo e vivono di niente. Pensate alle difficoltà degli scrittori africani, ma anche asiatici o sudamericani... l'Accademia dovrebbe promuovere la cultura in questo senso chissà quanti scrittori africani tentano di scrivere, di farsi conoscere e soprattutto di farci conoscere la loro cultura e non possono perché non hanno i mezzi. Perché è stato assegnato ad un cantante. Non metto in dubbio l'alto valore poetico dei suoi componimenti, come ho sempre pensato che le canzoni di De Andrè sono da considerare poesia e devono entrare a pieno titolo nelle antologie scolastiche. Ma metto in dubbio il valore che a queste canzoni si vuole dare con un premi...

Roth - Lezione di Anatomia

  In questo periodo trovo leggo con fatica, sono stanca e la sera mi addormento quasi subito e devo ammetterlo spesso ho perso il filo del discorso.  Devo dire che ho trovato il libro davvero interessante, come ogni libro di Roth. Zukerman ha ormai 40 ed è uno scrittore di successo, solo che ha portato nei suoi libri i lati negativi della sua comunità e forse per questo il padre ne muore. Lui oberato dal successo inizia a sentire un dolore che gli impedisce di vivere serenamente. Come se il dolore fosse il pegno da pagare per aver svelato i segreti degli ebrei. E questo "contrappasso" mi ha interessato parecchio, come la sua soluzione. Il libro mi è piaciuto molto, ma ora ho bisogno di qualcosa di frivolo, riflettere in questo momento della mia vita è una cosa ardua.

Patrick Modiano?

Mai sentito, lo ammetto. Eppure pensavo di conoscere lo scenario letterario contemporaneo. Mi aspettavo qualcuno di conosciuto e amato come ho scritto in un altro post ... e invece... che delusione! Avrei potuto gioire di gioia riflessa per Eco o Roth, ma anche per Ngugi Wa Thiong'o, che non ho ancora avuto il piacere di leggere ma che farò presto. Ho cercato di informarmi su Modiano questa notte, forse leggerò qualcosa di suo, forse no, chi può dirlo. Come del resto ho letto la Murno lo scorso anno, potrei leggere Modiano nei prossimi mesi. Certo è che sono rimasta veramente sconcertata, come lui, a quanto sembra, visto che ha commentato la scelta dell'accademia come "bizzarra". Fra i romanzi tradotti di Modiano potrei scegliere "Un pedigree", anche se spero di leggere Sogni in tempo di guerra di Ngugi Wa Thiong'o. Comunque sia andata è stata una splendida attesa. Un po' mortificate il risultato, ma va beh... la prossima volta andrà meglio!

Lo scrittore Fantasma, Philip Roth

Lo scrittore fantasma segna l'ingresso in scena di uno dei piú importanti personaggi della letteratura americana del Novecento: Nathan Zuckerman. Pubblicato per la prima volta nel 1979, il romanzo è divenuto ormai il primo tassello di un ciclo che ne comprende altri sette. Una sera di dicembre del 1956, sulla soglia di casa di Emanuel Isidore Lonoff appare un giovane scrittore di belle speranze, Nathan Zuckerman, venuto a porgere ammirato omaggio all'uomo che considera il proprio maestro. Lonoff vive in quasi totale reclusione sulle colline del New England,«leggendo, scrivendo e guardando la neve», con la moglie Hope e una misteriosa ragazza, sopravvissuta all'Olocausto, che il grande scrittore ha aiutato a ristabilirsi in America.

Philip Roth

E’ lo scrittore vivente più venerato dalla critica mondiale, l’eterno candidato a un Nobel che però, almeno sinora, non ha mai vinto. Philip Roth, nato a Newark, New Jersey , il 19 marzo 1933, figlio di piccoli borghesi ebrei rigorosamente osservanti, ha fatto oggetto della sua narrativa la condizione ebraica, proiettata nel contesto urbano dell’America dell’opulenza. I suoi personaggi appaiono vanamente tesi a liberarsi delle memorie etniche e familiari per immergersi nell’oblio dell’attualità americana: di qui la violenta carica comica, ironica o grottesca, che investe anche le loro angosce. La scrittura di Roth si può duvidere in due grandi periodi. Il primo periodo è il periodo del figlio, della ribellione e della disobbedienza, con una forte componente adolescenziale e giovanile. Roth si ribella ai genitori, alla tradizione ebraica, all'autorità, alla società e al mondo in cui vive. E' una ribellione sessuale (Roth è tra le altre cose anche un grande scrittore di...