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Visualizzazione dei post con l'etichetta RIP

Wilbur Smith

  E oggi se ne è andato pure lui, Wilbur Smith. Ho iniziato ad apprezzarlo tardi, quando leggevo qualsiasi cosa riguardasse l’ Africa. Ovviamente ho seguito la famiglia  Courtney nelle sue imprese con moltissimo interesse. Ricordo che mi era stato consigliato ma non avevo voglia di leggerlo per via del.e grafiche delle copertine, mi parevano thriller e io non sopporto il genere, poi invece mi si era stagliata davanti l’Africa con la sua potenza. Ah l’Africa… chissà se  mai fonerò a vederla…

Rest in peace Lorenzo

  Oggi ci ha lasciati un collega straordinario. La persona con la più vasta cultura che abbia mai conosciuto. Non penso che avrò mai la fortuna di conoscere un’altra persona dotata del suo sapere. Sono stata onorata di essere stata sua collega, ammiravo le sue doti di insegnate, ho cercato di imparare da lui tutto ciò che potevo. La notizia della sua prematura scomparsa mi coglie impreparata, i ricordi si affollano.  Sul mio comodino, da sempre, la sua lista dei 100 libri da leggere prima della maturità, che poi non sono 100 ma decisamente molti di più. Sono almeno 10 anni che provo a finirla e non ci sono ancora riuscita, ogni volta che cancello un libro mi dico che effettivamente mi sarebbe servito leggerlo qualche anno fa, almeno prima della laurea.  E questi 100 e più libri sono la sua eredità, la sua eredità nelle mie mani, con l’impegno di essere una professoressa migliore.

I giorni del dolore

Non puoi capire la devastazione di una morte al tempo del covid finchè non la vivi. L'impossibilità di stare accanto al tuo caro.  L'impossibilità di stringere la mano per l'ultima volta, l'impossibilità di vederlo per l'ultima volta. L'impossibilità di comporre la salma. L'impossibilità di vegliare la salma. Puoi essere cristiano di qualsivoglia religione ma il rispetto per i defunti è da sempre tratto distintivo dell'uomo. La preparazione della salma, il lamento funebre, il corredo. Tutte cose presenti in ogni cultura da quando l'uomo popola la terra. Oltre al distanziamento sociale, alla povertà di contatti reali, anche l'impossibilità di raccogliersi attorno ai propri morti. Dicevano che il Covid era come un'influenza, ma a mio avviso sta cercando di portarci via la nostra umanità. Ogni giorno che passa è questo che provo.  Io la tengo stretta, ma non per tutti è così.  

Nonna, riposa in pace

Oggi ci ha lasciati la nonna Cetta, la nonna di mio marito, la bisnonna delle mie bambine. È la morte più brutta che dobbiamo digerire, 96 anni, ricoverata in RSA, ha contratto il Covid e ora non c’è più . Avete presente quelle terribili storie che si sentono alla tv di anziani abbandonati con poco personale all’interno delle RSA? Bene a noi è successo questo. Non la potevamo vedere da febbraio, non la potremmo più vedere, perché la normativa non lo concede. Non so neanche cosa dire e pensare, continuo a dirmi se è successo realmente oppure siamo stati catapultati in una di quelle storie - Covid che raccontano alla tv. Poi ci penso e purtroppo è la realtà, è capitato anche a noi. Riposa in pace nonna, almeno questo non ti sara impedito.

Rest in peace, Sean

  La mamma mi diceva sempre che era molto più affascinante da vecchio piuttosto che da giovane, io a prescindere lo ammiravo tantissimo, anche se solo ora mi rendo  conto di aver visto pochissimi suoi film, ma quanto mi è piaciuto come papà di aindiana Jones? Tantissimo. Giusto quest’estate siamo andati sulle sue orme a a Venezia dopo che in lockdown ci siamo visti tutti i film di Indiana Jones. Ma come dimenticarlo nei panni di Guglielmo da Baskerville? Il nome della rosa è uno dei miei romanzi preferiti ma ho ammirato anche il film. Potrei citare anche altre sue interpretazioni magistrali, ricordi legati ai suoi film e alle sue performance ma questi bastano, sono abbastanza esemplificativi. Insomma questo 2020 davvero si deve far notare fino all’ultimo portandosi via più persone possibili. Che la terra ti sia lieve caro Sean.

Riposa in pace

All’inizio della pandemia avevo messo in conto di perdere qualche affetto, sicuramente fra i più anziani della famiglia, perché sapevo che comunque non saremmo riusciti a proteggere tutti. Ci siamo protetti dal COVID, ma ci siamo spesso dimenticati di controllare il resto, così lo Zio, il portiere, è volato via. In questi giorni non ho trovato le parole, se non il silenzio. In famiglia a volte i rapporti sono complessi e non sempre così capisce, si capiscono i rapporti fino in fondo, ci si morde la lingua, non si parla e si va avanti. Ho i suoi occhi azzurri davanti, liquidi. Le ultime parole che mi ha detto qualche tempo fa mi rimbombano nella testa, parole quasi oracolari, visto che sono le ultime che ci siamo scambiati. Come il solito frugo nella testa e trovo solo vuoto, nessun ricordo, se non quella chiacchierata quel giorno, le sue parole le ricordo nitide, tutto il resto non riesco proprio a recuperarlo in questo momento. «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma» E...

Philippe Daverio, RIP

  "Mamma lo conosci Daverio" "Sì, certo" "Ma è quello dell'arte a Gratis" "Sì, certo" "Ah, è Morto stanotte" Così mia figlia, 13 anni, mi ha messo al corrente della tragica scomparsa dello storico dell'arte che più ammiravo e che più usavo nella mia didattica. Una piccola Chimica con la passione dell'arte che conosce anche chi la racconta, ho lavorato bene, e ne vado orgogliosa anche se non lo dico mai. Una bimba capace di emozionarsi per un uomo che non c'è più, per un uomo che a Striscia sapeva raccontare dove vedere cose belle senza pagare, un po' come la mamma, ma lei non sa che che a volte la mamma leggeva nei suoi libri dove andare a vedere le cose. E quanti libri di Daverio ho letto? Quasi tutti. Mi piace tanto il suo modo di raccontare l'arte, ironico, dissacrante e giocoso. Mi piacevano i suoi toni, i suoi giochi. Per me l'arte deve essere così, un gioco, un sollievo, il bello, un piacere. Aveva una ...

Rest in peace Luis Sepulveda

Sono davvero addolorata. Un giorno scrissi qualche considerazione sui miei scrittori preferiti, che ora non riesco a trovare, ma ricordo di aver scritto che stavo valutando se mettere Luis Sepulveda nella lista oppure no. Mi ero detta che dovevo approfondire ancora, perché ho letto solo 3 libri e sono troppo pochi per poter giudicare anche se sono stati tre libri che mi sono davvero piaciuti. Ora sicuramente leggerò altro, voglio assolutamente approfondire. Che la terra ti sia lieve e che le tue pagine siano consegnate all’eternità. Qualcuno disse: morire è un po’ esordire...

la gente che va

Questo è un anno scandito di persone che mi lasciano. Oggi ancora una. E' una tristezza lacerante perchè ci separano mille chilometri e non posso salutarla un'ultima volta. Il lavoro mi costringe qui, non posso prendere e andare a Taranto e salutare quello che idealmente è il fratello di mio padre. Colui che mi è stato zio più di tutti e improvvisamente è andato via. Quando ci sono persone che insultano la Marina Militare e dicono che è solo un'ammasso di privilegi io mi sento ferita nel profondo, per chi la vive dall'esterno sarà anche vero, ma per chi la vive dall'interno la Marina è una grande famiglia, una famiglia soprattutto per chi non l'ha avuta. Nella Marina si trovano valori, si trovano tante cose, soprattutto persone. Lui era una di queste, una di quelle persone che non è solo un collega di papà, ma qualcosa di più, una persona a cui vuoi bene, una persona a cui fai riferimento in caso di bisogno. Sono cresciuta con i suoi figli e lui ha accolto ...

Immenso dolore

Oggi ho avuto una terribile notizia, una mia alunna ha deciso di porre fine alla propria vita. Quando l’ho saputo mi è mancato il fiato, la terra sotto i piedi.  Una ragazza con tanta tristezza, una vita difficile, e forse nessuno che le è stato accanto. Io non so cosa dire o cosa fare. Se fossi stata ancora la sua professoressa non avrei retto. Non sarei riuscita ad uscirne. Ne sono così profondamente addolorata che non riesco a pensare ad altro.  Adoravo quella classe, ho un ricordo bellissimo di tutte le ragazze, una per una. Lei era la migliore, la più brava. In questo momento non è retorica, ma realtà . Forse ho parlato di lei in queste pagine è proprio ieri la pensavo, mi sono trovata a pensarla, ora che si avvicinava la maturità.  Che dire... sono svuotata dentro. Non ho parole. Solo mancamenti. Spero solo che riposi in pace.

Sono morti gli anni 90

Mentre mi disperavo per la dipartita di Luke Perry ho trovato la notizia di un altro decesso, quello di Keith Flint, voce dei Prodigy. Quante volte avrò ascoltato Breathe? E ballato? Quante volte ha fatto da colonna sonora ai miei pomeriggi? Se penso alle domeniche pomeriggio in discoteca o i giorni alla radio questa canzone mi torna alle orecchie prepotente. E anche adesso che l’ascolto orde di ricordi si affollano, ma sono tutti sfuocati e non riesco a metterli bene a fuoco. Sono moltissimi è davvero variegati. Un pezzo della mia adolescenza va via, giorno dopo giorno miti passati se ne vanno, qualcuno con clamore, qualcuno in silenzio e ciò che era stato pian piano si spegne in un futuro senza aspettative.

Ciao Dylan

Oggi è morto Luke Perry, solo 52 anni. Un altro pezzo della mia vita che se ne va. Beverly Hills 90210 è stata la prima serie che ho seguito, avevo l’età di mia figlia e compravo cioè per avere gli adesivi da incollare sul diario e i poster da attaccare in cameretta. Tutte erano del Team Brendon, ma io da subito avevo scelto Dylan, bello e dannato. Per me erano gli anni delle medie, i più difficili, ma le nostre conversazioni vertevano sulla puntata, sulle impressioni e si fantasticava come sarebbe proseguita. Si sospirava e si sognava su quei ragazzi e si ammirava una vita che noi non avevamo, fatta di balli scolastici e armadietti. La scuola in Italia era davvero diversa.  In quel momento qui in provincia avevamo poco e nulla, pochi supermercati, nessun fastfood, e il telefilm era una finestra aperta per desiderare quello che non avevamo. La mia prima serie. La prima di tante. Ciao Luke, rimarrai per sempre nei miei ricordi.

RIP Philp

Stamattina non era nemmeno una di quelle mattine facili. Ho aperto gli occhi ben 15 minuti prima della sveglia e sono rimasta a letto. Ho ascoltato la canzone alla radio ugualmente come faccio tutte le mattine perchè comunque volevo che fosse una mattina come tutte le altre. Ho guardato la sezione notizie del mio telefono, volevo solo vedere se l'Italia aveva finalmente un governo, sono 3 mesi che chiedono ancora 24 ore. Invece trovo la notizia della morte di Philip Roth. Lo ammiravo immensamente. Era dal 2010 che non pubblicava più niente dopo una carrierra intensa, ben 25 titoli, ma ogni anno facvo il tifo per lui, meritava il Nobel. Invece l'accademia di Svezia gli ha preferito Bob Dylan, un cantautore. Perchè Philip scriveva cose scomode, ma vere. E la verità non la vogliamo vedere. Roth ha smesso di scrivere perchè non voleva essere un vecchio scrittore mediocre, quindi quando ha ritenuto di non aver più niente da dire si è fatto da parte. A mio avviso solo per que...

Ciao Paolo, grazie per aver inventato Fantozzi

La mattina apri Facebook per il solito cazzeggio, pe vedere cosa capita nel mondo dell'arte, per vedere gli anniversari, le nuove mostre, per sbirciare velocemente la vita di chi ti è più vicino ma per mille ragioni non vedi mai e ti trovi la notizia della morte del personaggio famoso. Spesso credi ad un fake, spesso non ti importa, stavolta ti si velano gli occhi di lacrime, non tanto per il personaggio in sé ma per la tua vita attaccata a quel personaggio. C'è tanta mia vita attaccata a Paolo Villaggio, tutta un'infanzia passata con i suoi film, un sacco di risate davanti alla tv ma anche al di fuori, pensate quanto ha dato la sua gergalità al linguaggio italiano. Pensati cosa vuol dire "Fantozziano". Mi spiace che qualcuno oggi scriva "tutti fan di Fantozzi oggi eh", e io rispondo: Si tutti fan di Fantozzi. Perchè Paolo Villaggio ha segnato un'epoca in modo forte, ha impresso un marchio nella cultura e noi quasi quarantenni lo riconosciamo com...

Ciao Umberto

In questo momento vorrei essere a Milano, presenziare ai funerali di Umberto Eco. In questi giorni ho riflettuto molto su cosa sia stato per me Umberto Eco. Un mentore inconsapevole, il mio vate, un guru. Non so neanche io come defenirlo, io so solo che se mi chiedevate cosa volevo fare da grande io rispondevo "Voglio essere come Umberto Eco". Tutta la mia riverenza, tutta la mia ammirazione si chiudono in queste parole "da grande voglio essere come Umberto Eco". Oggi ho la certezza che accanto ai grandi letterati Italiani c'è posto anche per lui, le antologie finiscono con lui, da San Francesco a Umberto Eco, ecco tutta la letteratura Italiana.

Ciao Umberto

Solo oggi ho avuto il coraggio di scrivere qualcosa . Sono molto addolorata. Riposa in Pace ovunque tu sia.

Essere adulti

Molte volte nella mia vita mi sono chiesta cosa significasse davvero essere adulti e soprattutto come capivi di esserlo diventato. Un marito, una casa a cui badare e anche dei figli non ti fanno diventare necessariamente adulto. Puoi anche continuare ad essere e a sentirti un ragazzo. O almeno per me è successo questo. Quando mi sono sentita veramente adulta? Quando la gente intorno a me ha iniziato a morire con una frequenza allarmante. Quando coloro che hanno fatto parte della mia infanzia se ne sono andati in massa. Quando ho perso un amico. Quando mi sono resa conto che la generazione dei miei nonni è quasi del tutto cancellata, tranne qualche baluardo. Quando anche la generazione dei miei genitori si sta erodendo.... E ahimé anche la mia. Ma anche quando il tempo dei matrimoni è finito e anche  il tempo delle visite nel reparto maternità. Capisco di essere adulta quando vedo mia figlia... Ormai così grande che non me ne sono nemmeno accorta. Mi pare ieri l'altro quando l...

the show must go on

  FREDDIE MERCURY 5 sept 1946 - 24 nov 1991 Io preferisco ricordarlo così.

fellings....

Vorrei poter disporre di un interruttore per le mie emozioni, per i miei sentimenti. vorrei poter spegnere il dolore con un piccolo gesto. Vorrei poter impedire al mio cervello di pensare a certe cose. Vorrei poter star bene in un pensiero. Vorrei essere in grado di non ricordare.

La cognizione del dolore

  Ieri ho pianto quasi tutto il giorno. Oggi le lacrime si sono trasformate in fitte al petto. Ho cercato di non pensarci. Di scacciare il pensiero. Ma il dolore c'è. Fa male. Non si esaurisce. In questo mare di dolore ho la consapevolezza che il paradiso esiste. Esiste un luogo dove si va. Forse è un non luogo. Però chissà perchè ce lo siamo immaginato uguale. Quando mi sono figurata il luogo dove sei andato, il mio dolore ha avuto una svolta. Mi sono chiesta in continuazione se tutto questo dolore sia giustificato. Ma si che lo è. Certe cose non le cancelli. Esistono per sempre. Soffri anche perchè capisci che è un pezzo di te che se ne va. Un intero capitolo della tua vita. Un capitolo che non avrei voluto terminare. Forse poi ci fai l'abitudine. Forse chi ti dice che stai soffrendo troppo non ha mai conosciuto l'amicizia. Io mi sento di soffrire. Di tirare fuori tutto. Ho bisogno di conoscere la disperazione. Sono fatta...