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RIP Philp

Stamattina non era nemmeno una di quelle mattine facili. Ho aperto gli occhi ben 15 minuti prima della sveglia e sono rimasta a letto. Ho ascoltato la canzone alla radio ugualmente come faccio tutte le mattine perchè comunque volevo che fosse una mattina come tutte le altre.

Ho guardato la sezione notizie del mio telefono, volevo solo vedere se l'Italia aveva finalmente un governo, sono 3 mesi che chiedono ancora 24 ore. Invece trovo la notizia della morte di Philip Roth.
Lo ammiravo immensamente.
Era dal 2010 che non pubblicava più niente dopo una carrierra intensa, ben 25 titoli, ma ogni anno facvo il tifo per lui, meritava il Nobel. Invece l'accademia di Svezia gli ha preferito Bob Dylan, un cantautore. Perchè Philip scriveva cose scomode, ma vere. E la verità non la vogliamo vedere.

Roth ha smesso di scrivere perchè non voleva essere un vecchio scrittore mediocre, quindi quando ha ritenuto di non aver più niente da dire si è fatto da parte. A mio avviso solo per questo il Nobel lo meritava. Chi nel mondo di oggi ha questa capacità? Chi  riesce a conservare questa autocritica? Chi sa capire quando dire basta? Il ritirarsi a vita privata e lasciare spazio non è da tutti in questo mondo ancora dominato dai vecchi che non vogliono andarsene. Nutro grande rispetto per Roth, per quello che ha detto e per come lo ha detto. Per quello che ha fatto. C'era ed era in silenzio e ora se ne è andato. Ci ha lasciato un grande patrimonio su cui riflettere. Se non avete ancora avuto il piacere e pensate che Pastorale Americana, il suo grande capolavoro sia un po' troppo per oggi iniziate pure da Indignazione, il suo primo libro che ho letto. Di entrambi sono stati tratti dei film. Ma leggete i suoi libri, i film non sono altro che un pallido riflesso della sua opera.

Grazie al cielo ha scritto molto e per un po' mi terrà ancora compagnia.  

Rest in Peace Dear Philp.


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