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L'Olpe Chigi e il Museo di Villa Giulia

Il giorno del mio compleanno non sono riuscita ad entrare a Galleria Borghese perchè mi sono dimenticata di prenotare per tempo e quando me ne son ricordata ahimè non c'era più posto, quindi siamo andati al Museo di Villa Giulia, peraltro bellissimo e vuoto.

Le prime sale sono ricche di ceramiche. Ceramiche a decine. Di ogni fattura e molte perfettamente conservate. Venivo da Tarquinia, avevo negli occhi quelle magnifiche pitture e i motivi così stravaganti: leopardi e altri animali non proprio delle nostre latitudini, quindi a Villa Giulia ho osservato con attenzione le ceramiche provenienti da tutto il mediterraneo e vi ho ritrovato i soliti motivi, i soliti animali. Sono sincera, ero più attirata dai motivi che dalle ceramiche in sè, infatti ne ho fotografata solo una, piuttosto insolita, con  decorazione geometrica alternata a denti di lupo e due fasce decorate con sogliole. Ebbene si sogliole. L'ho trovata davvero bizzarra e insolita tanto da attirare la mia attenzione fra tutte quelle ceramiche. 
Ero attenta a collegare i motivi delle pitture parietali con i motividelle pitture delle ceramiche pittosto che alle ceramiche e così passando mi son persa L'olpe Chigi. Attenta a questo mio filo logico, distratta dal sarcofago degli sposi che già vedevo in lontananza mi son persa questa bellissia Olpe che non manca mai nei miei programmi.

Me ne sono accorta solo ora, mentre guardavo un manuale di Storia dell'arte con Rachele pensando alle vacanze in Grecia e a quello che probabilmente potremmo vedere... passando per la pittura vascolare ho detto questo l'hai visto a Firenze (vaso Francois) questo ai Musei Vaticani (Vaso con Achille e Aiace che Giocano a Dadi) e mi cade l'occhio sulla didascalia dell'ople Chigi... Villa Giulia. Ci sono stata e non l'ho vista. Mi è sfuggita. Il rammarico è davvero grande.

Il vasellame a Villa Giula è esposto davvero in modo ottocentesco, avevo davvero la paura di perdermi le cose in quelle teche stracolme di vasellame, e infatti è successo. Anche il bookshop era un pochino sguarnito e i tesori inestimabili lì contenuti non erano per nulla valorizzati. Si pensi che a Villa Giulia c'è Il Sarcofago degli Sposi che da sé vale la visita, ma anche l'Olpe Chigi, L'Apollo di Veio e moltissime altre cose importanti come il Fegato di Piacenza che stavo per perdermi. Perchè in Italia ci sono troppe cose, veramente troppe e non possiamo neanche immaginare quante e non sappiamo neanche da dove iniziare a valorizzarle. Quando ero in danimarca sapevano tirare fuori un museo grandioso da quattro reperti in croce, uno per tutti il Museo di Jelling, nessuno si offenda, ma non può competere artisticamente e storicamente con Villa Giulia, ma come si presenta?  Ad Anni di distanza lo ricordo ancora perfettamente. Come possiamo noi presentare così il nostro immenso patrimonio e guadagnarci? Quel Museo era pieno! Villa Giulia tristemente vuoto mentre Roma era piena di turisti.

Dovremmo pensare al nostro sistema di gestione del patrimonio culturale, è la sola cosa che abbiamo che ci permetterà di guadagnare e rimanere a galla nel terzo millennio. Non abbiamo petrolio, non abbiamo diamanti e nessun altra ricchezza se non la bellezza dei nostri pesaggi e la nostra storia.


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