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PAolo Veronese, Ressurezione di Cristo

  Cristo si libra in cielo avvolto on un alone di Luce con lo sguardo rivolto verso l'alto Il gesto delle braccia riprende la Crocifissione. I soldati si ritraggono impauriti e impotenti, mentre sul fondo è raffigurata la scena successiva: le donne che si recano al sepolcro e negono acccolte dall'angelo che annunciaa loro che Cristo è risorto. Buona Pasqua a tutti.

Deposizione nel sepolcro, Caravaggio

  La Deposizione  è diversa dal Compianto. Il compianto è una scena statica, la deposizione invece, al contrario è dinamica. Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo si occupano della sepultura di Cristo, ma Caravaggio rappresenta Giovanni, a sinistra, mentre sta calando il corpo di Cristo nel sepolcro, mentre Nicodemo, omaggio a Michelangelo,  sostiene le gambe e si rivolge verso lo spettatore. Maria MAddalena piange silenziosamente, e la madonna è chiusa nel suo dolore. La soluzione della lastra tombale che sembra uscire fuori dal quadro, anche se con minor impatto visivo, è collegabile alla Deposizione di Cristo di Simone Peterzano a S. Fedele; mentre il braccio pendulo del Cristo senza vita rammenta la Pietà michelangiolesca. IL braccio pendulo sarà sempre simbolo di passione.

Velasquez, Crocifissione

  Fra tutte le crocifissioni la scelta era ardua, non sapevo quale segliere. Inizialmente ne volevo una ricca di personaggi, poi ho trovato questa, inconsueta, di Velasquez, carico di valore emotivo, spirituale e simbolico tipico dell'epoca, fa parte di un gruppo di opere a tema religioso che il pittore dipinge dopo essere tornato dal soggiorno romano del 1629 per il monastero delle Benedettine di San Placido a Madrid. DAlle ferite il sange cola in abbondanza, tipico della tradizione spagnola,  e ritorna all'iconografia medievale dei quattro chiodi, mentre dal trecento in poi era in uso rappresentare un solo grosso chiodo che teneva entrambi i piedi. Il fondale scuro ricorda il buio che scende sulla terra dall'ora sesta all'ora nona del Venerdì Santo.

Pontormo, Cristo davanti a PIlato

Questo episodio era molto frequente in epoca medievale, ma successivamente venne rappresentato molto più rararmente. Cristo davanti a Pilato è un affresco staccato (300×292 cm) di Pontormo, databile al 1523-1525 circa e conservato nella Certosa del Galluzzo presso Firenze. Con le altre quattro lunette del ciclo delle Storie della Passione decorava il chiostro della Certosa; oggi sono tutte staccate e conservate in un ambiente chiuso del monastero. Nel 1523, per sfuggire a un focolaio di peste, Pontormo se ne andò da Firenze approdando, accompagnato dal solo allievo prediletto Bronzino, alla Certosa (circa 6 km dal centro cittadino), dove venne accolto dai monaci, lavorando per loro fino al 1527. Il primo compito che gli venne affidato fu quello di affrescare alcune lunette del chiostro con scene della Passione di Cristo, in tutto cinque. Al centro si vede Gesù, col capo umilmente chino e l'addome leggermente piegato in avanti, mentre ascolta con rassegnazione le accuse m...

Ripudio di Pietro

Georges de La Tour, LAcrime di San Pietro. Lo ammetto, non volevo andare a presentare cose molto conosciute in questa settimana Santa così ho guardato tutti gli episodi e ho scelto anche qualcosa di inconsueto, come questo dipinto di Pietro, dominato da un'atmosera popolaresca, di elegia notturna, dove Pietro prima che il Gallo canti per tre volta afferma di non conoscere Gesù. Con il suo pianto Pietro saluta l'alba del giorno in cui morirà Gesù.

Caravaggio, Cattura di Cristo

Durante il soggiorno romano dell'artista, Ciriaco Mattei commissionò al Caravaggio il dipinto. Suo fratello, il cardinale Gerolamo Mattei ne avrebbe suggerito il soggetto con il Bacio di Giuda, l'iconografia e l'ambientazione. A sinistra un discepolo scappa terrorizzato; Giuda svolge il suo compito con una smorfia, mentre Gesù riceve il bacio traditore con un'angosciata rassegnazione e le sue mani sono strette in un intreccio interpretato come l'intenzione di non intervenire. Le guardie si accalcano e lo trattengono, forse la guardia con la lanterna è un autoritratto di Caravaggio. La frenesia dell'insieme, data dallo sbilanciamento delle figure e ravvisata dai guizzi di luce sulle corazze dei soldati, rende il fare concitato e dinamico della scena.

L'ultima cena - Ghirlandaio

L'affresco,  dipinto da Ghirlandaio, venne commissionato al pittore ormai all'apice della carriera dai frati domenicani di San Marco, per decorare il "Refettorio piccolo", dove mangiavano in genere le persone ospitate nel convento, non i frati. MArco e Luca descrivono l'amiente dell'ultima cena come un ambiente ricco e ricercato: una grande stanza al primo piano con tappeti, cuscini e divani.  Come da tipica iconografia del tempo, che Leonardo infrangerà,  gli apostoli  sono tutti disposti su un unico lato della tavola e Giuda, il traditore, è isolato sul lato opposto ma al centro, vicino a Gesù. Gesù è al centro e Giovanni poggia la testa sul suo petto. Sono particolarmente affezionata a questa ultima Cena perchè era il dipinto da descrivere al mio esame d'ingresso alla scuola di specializzazione, peccato che oggigiorno non si abbia tempo per trattare il Ghirlandaio, anche se a volte trattando il Convento di San MArco in toto si riesce peroloment...

L'ingresso a Gerusalemme - Duccio di Buoninsegna

L'entrata di Gesù a Gerusalemme è una tavola che compone le storie di Cristo nella grande tavola composita della  Maestà che Duccio dipinse per il duomo di Siena e rappresenta Gesù che in groppa ad un asino arriva a Gerusalemme in occasione della sua ultima pasqua.  Gesù entrò nella città santa di Gerusalemmeaccompagnato da una folla festante che agitava rami di palma, stendendo per terra fronde e mantelli, e lo acclamava gridando Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore . In questa settimana Santa, ho deciso di dedicare ogni giorno ad un dipinto riguardande la passione di Cristo, per rimediare alla poca voglia che ho in genere di parlare di Arte, anche se non è proprio facile trovare qualcosa di adatto ogni giorno, sono certa che mi verranno in mente un sacco di dipinti a settimana conclusa.

Il giorno dell’annuncio

Spesso nel medioevo la data di oggi segnava l’inizio dell’anno. Non il primo gennaio o il primo settembre, ma il 25 marzo, il giorno dell’incarnazione di Cristo o dell’Annunciazione. Sono particolarmente legata a questa data da buona medievista, quanti documenti ho ridatato proprio in base a questa prassi di iniziare l’anno oggi. E quante cose potevano cambiare retrodatando un documento! Ma oggi la tradizione vuole che Gabriele si sia manifestato alla Vergine. Fra tutti ho scelto Leonardo. Perché ? Perché è la meno divina e la più umana che conosca. Leonardo è ancora pitttoricamente inesperto, ma possiamo soprassedere, perché è sempre Leonardo.

La presentazione al Tempio, Mantegna vs Bellini

Questa è la presentazione al tempio di Andrea Mantegna. Dopo 40 giorni dalla nascita era usanza presso gli ebrei come prescritto nell'Esodo di presentare i bambini al Tempio. Così secondo Luca fecero anche Giuseppe e MAria presentando Gesù a Simeone. Su una cornice marmorea si appoggiano Maria, che tiene il piccolo Gesù in braccio fasciato e lo tende a Simeone. Dietro di Loro Giuseppe. Le figure senza aureola ai lati della tavola sono i ritratti di Andrea e Nicolosia sua moglie.  Anche il cognato, Giovanni Bellini a distanza di tempo ripropone la stessa iconografia ma qui i personaggi aumentano: a destra due uomini in questo caso Giovanni Bellini con Andrea o con il fratello Gentile, mentre a sinistra la mafre Anna e la sorella Nicolosia, insomma un rtratto di famiglia. Questa scena è più familiare e delicata rispetto a quella del mantegna dove viene sottolineata una certa drammaticità.

Le nozze di Cana

Paolo Veronese è un artista poco conosciuto e frequentato, almeno nei programmi scolastici. Lo si fa sempre in accoppiata a Palladio se si parla della decorazione pittorica delle ville oppure quando si parla di Sacra Inquisizione, ma mai da solo per le sue grandi e maestose tele. La grandissima tela delle nozze di Cana oggi si trova al Louvre e Gesù guarda in faccia la Gioconda. Una parete intera dedicata a Leonardo e una parete dedicata a Veronese, divererse le dimensione dei dipinti: un misero 50x70 per la Gioconda e un rispettabilissimo 666 x 990 cm per le Nozze di Cana, praticamente un mondo intero che ti fagocita al suo interno, eppure nessuno che rimane rapito da tutto ciò, tutti attirati da quel 50x70 di puro mistero che è la Gioconda. Io Ho sempre preferito le nozze di Cana. Mi sono sempre messa a guardare questo microcosmo di personaggi con meraviglia, come se partecipassi al primo miracolo di Gesù, è così grande che sembra di sentire la musica, il chiasso delle chiaccher...

Battesimo di Cristo, Giovanni Bellini

Questa Domenica si ricorda il Battesimo di Cristo. In questa vita moderna e super indaffarata spesso ci dimentichiamo delle ricorrenze religiose che all'epoca dei miei nonni invece erano molto sentite e celebrate. Questa Domenica la Chiesa Cattolica celebra il Battesimo di Cristo, e ho scelto fra i tanti quello di Giovanni Bellini, artista veneto cognato del Mantegna, figlio e fratello di grandi maestri quali Jacopo Bellini e Gentile Bellini. Secondo il VAsari Giovanni fu maestro di Tiziano e anche del Giorgione. Ho scelto il Battesimo di Bellini perché lo sento molto vicino a me, e soprattutto per la presenza del paesaggio.  La scena sacra è inserita in un paesaggio tipicamente Veneto, reso un po' esotico dalla palma a destra. Oltre a Gesù e a Giovanni sono rappresentati tre figure angeliche che rappresentano le virtù teologali. Nella parte alta , segnata dall'aurora, come a dividere la zona terrena da quella celeste,  lo spirito santo sotto forma di colomba dis...

Santo Stefano

Nella Cappella Niccolina nei palazzi Vaticani ci sono degli affreschi di Beato Angelicodedicati al giudizio e alla Lapidazione di Stefano protomartire. La prima scena di  Santo Stefano condotto al martirio  si svolge all'interno delle mura, con alcune figure che con prepotenza spingono e tirano il santo fuori dalla città. L’uomo sulla sinistra, con passo veemente, tiene già in mano una pietra per la lapidazione. Il lato destra mostra invece la  Lapidazione di santo Stefano , ambientata appena fuori dalle mura, col santo inginocchiato di spalle, rivolto all'estremità destra, che subisce impassibile in martirio durante la preghiera. I carnefici hanno vesti simili a quelle dei personaggi nel lato sinistro, ma non sono i medesimi. In primo piano al centro si trova un giovane riccamente abbigliato, che probabilmente rappresenta Paolo di Tarso prima della conversione, che secondo gli Atti degli Apostoli assistette alla scena.

Correggio, Adorazione dei Pastori

Ieri sera a Messa è stato letto il Vangelo di Luca e mi ha colpita la frase in cui Luca dice che Maria mette le fasce a Gesù appena nato. Un Gesù poco divino e inconsapevole che si è veramente fatto uomo. Mentre nell’arte medievale si tende a rappresentare un Gesù bambino consapevole del suo destino e poco bambino, nel rinascimento, specie in quello maturo queste interpretazioni teologiche lasciano il posto alla tenerezza, a quella complicità tra mamma e figlio appena nato, poco importa se questi é Dio. E qui la pennellata sapiente di Correggio ci restituisce questo sentimento che ben calza le parole di Luca. Una madre felice di aver dato alla luce il suo Bambino anche se il suo bambino è luce. E mentre lei l’ho contempla con tenerezza materna, i pastori e sopra di loro gli angeli invece si stupiscono del miracolo. Buon Natale.

Raffaello, la trasfigurazione

In questi giorni ho ripreso in mano i libri di storia dell'arte, chiusi da troppo tempo, ed è stato davvero troppo facile per me dimenticare l'italiano, l'italiano per gli stranieri, la storia della moda, e tutto quello che ho fatto negli ultimi 3 anni. Mentre è stato così facile ritrovare tutto quello che facevo una volta. Guardare le immagini nei libri mi ha scatenato moltissime emozioni, tra cui ho cercato di ricordare quando ho visto queste opere. Ho ricordato la mia visita ai musei vaticani il dicembre scorso, quella stanza buia, e inattesa la grandissima tela della trasfigurazione. Le altre sale piene di gente, quella insolitamente vuota. Un colpo al cuore. Non mi aspettavo tale bellezza. Nessuna immagine che le renda giustizia. E quando sfoglio il libro mi rendo conto che ormai ho visto quasi tutto e ne vado fiera, un sogno di ragazza realizzato. Avevo dimenticato come queste piccole cose mi riempissero il cuore di gioia. Non vedo l'ora di torn...

Santo Stefano

Santo Stefano, festeggiato oggi, il 26 dicembre, è detto protomartire, ovvero il primo martire della Chiesa Cattolica Cristiana, Lapidato nel 36 d.C. a Gerusalemme. Prima del Concilio di Trento le pietre oggetto del suo martirio vengono raffigurate intorno a lui, ovali, quasi come uova. In questo caso Carlo nel 1476 ne raffigura tre, ma pone in mano a Stefano anche la Palma del martirio. Dopo il concilio di Trento si preferiranno scene più realistiche del suo martirio come descritte negli Atti degli Apostoli.

Caravaggio, Natività con San Lorenzo e San Francesco

 Quest’opera del Caravaggio è stata trafugata a Palermo nel 1969 e mai più ritrovata ed è inserita fra le 10 opere più ricercate del mondo anche se diversi pentiti asseriscono che sia andata distrutta. Il furto ha dato lo spunto a Leonardo Sciascia per scrivere il suo racconto lungo o romanzo breve, Una storia semplice. Oggi il suo valore si aggirerebbe sui 30 milioni di euro, probabilmente anche di più, immagino. Nel 1969 la tela era in condizioni perfette. Oggi possiamo ricordarla solo attraverso delle fotografie. Al centro della tela Maria, in posizione per niente Santa, riverso verso di lei, per terra, il bambino. Nessuno guarda lo spettatore, tutti sono concentrati sul bambino riverso per terra e il bambino guarda loro, innocente, appena nato e ben poco divino. È nato un qualcunque bambino, un povero bambino, senza niente, per terra. Buon Natale.

Timbuctù dreaming part one

Sono sempre stata affascinata da quelle costruzioni che i bambini che fanno con la sabbia bagnata sul bagnasciuga colando la sabbia fra le dita e costruendo grandi torri che sembrano grandi cattedrali gotiche ma che oggi studiando il Mali, mi paiono somigliare a queste costruzioni tipiche del deserto. La parola Timbuctù mi ha sempre affascinata, credevo fosse un non luogo, un luogo della fantasia medievale, invece esiste davvero e si trova in Mali. In questi anni sto imparando a conoscerlo e mi affascina sempre di più, mi affascina la sua gente, mi affascina la sua storia e mi affascina la sua arte, partirei anche domani ma ho la consapevolezza che per me Timbuctù rimarrà un non luogo, un luogo della fantasia. E mi immagino queste architetture fantastiche che emeergono dalle sabbie dal deserto e brillano fra le merci esposte in arrivo e in partenza e la suggestione con un luogo ben conosciuto e che non ho mai capito da dove venisse mi è subito chiaro. Ed ecco Gaudì, la ve...

Egon Schiele, L'abbraccio ( Gli amanti )

Quest'opera di Schiele non rientra pienamente nella categoria dei "baci", non è un bacio appassionato, nè un bacio di addio, nè un bacio di possesso... il bacio c'è è indubbio, quello di lui nell'orecchio di lei, termninato l'atto sessuale lei  si ritrae ma allo stesso tempo cerca conforto in lui. Lui si aggrappa disperatamente a lei conscio del culmine della prima guerra mondiale, infatti più che un letto ci pare un sudario.

Henri de Toulouse-Lautrec, A letto, il bacio

  Toulouse Lautrec era solito dipingere direttamente nel bordello e  il soggetto del dipinto sono due prostitute lesbiche ritratte in un momento d'intimità, mentre si scambiano un bacio a letto, con molto trasporto.