E siamo già a cinque. Non me ne sono quasi accorta, ma ormai sei proprio grande. Cinque anni fa ero in ospedale, tesa, e aspettavo il mio turno, aspettavo che la sala operatoria si liberasse. Non volevo che uscissi dalla mia pancia, era bello tenerti dentro, giocare con te, dividere il mio corpo con te. Ma le cose belle finiscono sempre e alle 13e12 sei uscita dalla mia pancia. Ecco ti avevo nelle mie braccia e non eri una bambola ma una bambina vera. E io non sapevo cosa fare. E adesso che sono passati 5 anni e' tutto uguale, io non so mai cosa fare. Sei tu la mia maestra, sei tu che mi insegni ad essere mamma. Per questo motivo ti sembrerà che preferisca Rachele, ma invece con te imparo, con lei replico. E' la sfortuna, ma anche fortuna, dei primogeniti. Ogni giorno che passa ti vedo sempre più simile a me, non nell'aspetto, ma nel carattere, nella testardaggine e oggi ho concluso che sei fatta proprio come me, hai la mia stessa capacita' di sognare e d...
Io passo da entrambe le parti...sono aggiornatissima! ;)
RispondiEliminaio idem con patate! ^___^
RispondiEliminaMa allora non hai resistito neanche tu! Non si sta poi così male di qua, almeno c'è più democrazia!
RispondiEliminaavevo il blog qui 3 anni fa, solo che mi sentivo come la particella di sodio dell'acqua lete e me ne sono andata a cercar fortuna altrove... ma qui non evevo chiuso, ho semplicemente rinfrescato il tutto... e ora ho nuovamente i piedi in una sola scarpa
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