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Smarrimenti

Oggi ho capito che ho un lavoro. Fino a martedì scorso facevo una cosa che mi piaceva, per cui mi divertivo e guarda unpo'mi pagavano anche. Oggi invece lavoro. Ho la terribile impressione di aver fatto una scelta sbagliata.  Spero che il vento cambi.

Cosa ha portato di nuovo...

Mai avrei immaginato anche solo una settimana fa come sarebbero andare le cose. Mai avrei immaginato che l'autunno avrebbe preso questa piega. Solo tre mesi fa mi ci sarebbe voluto uno sforzo immaginativo immane per immaginarmi a questo punto. Invece l'autunno è stato in discesa. Tutto ha preso il verso giusto. Io mi trovo decisamente  incredula di fronte a tutto ciò che stringo tra le mani. Erano anni che tutto non filava più per il verso giusto. Mi manca solo una cosa per essere davvero felice. Ma più ci penso e più mi rendo conto che sarebbe chiedere troppo. Infondo va bene anche così,  infondo ho già tutto ciò che voglio, tutto ciò che mi serve.

Eva Cantarella, Dammi mille baci

Mi sono decisamente innamorata della scrittura asciutta e semplice della Cantarella.  Questo è il secondo libro divulgativo sui romani che leggo in breve tempo e devo dire che più ne leggo e più rimango affascinata dai Romani. Li ho sempre adorati, ma più li conosco e più li apprezzo. Erano uomini rudi, questo è vero, però la loro cultura e il loro modo di vivere mi affascina sempre, ovviamente delle classi alte, non del popolo. Il bello di questi testi divulgativi sta nella loro capacità di farti riflettere, di aprirti la mente, di portarti dal passato al presente in un battito di ciglia.

Inquietudini...

Avete presente quando un sogno si avvera? Quando tutto quello che volevi lo hai ottenuto? Beh... mi è successo. Ho una casa grandissima. Ho la cucina americana. Ho la famiglia che volevo. Ho il lavoro che volevo. Ho il lavoro dove volevo. Eppure... Eppure... Non riesco a gioirne pienamente. Neanche un po'.

Jamie McGuire, Un'incredibile follia

Questo è l'ultimo capitolo della trilogia Happenstance. Ero curiosa di sapere come andava a finire anche se non lo nego, il finale appariva abbastanza scontato. Sicuramente la lettura è stata più piacevole rispetto al secondo volume , ma inferiore rispetto al primo . Sinceramente inizio a detestare le trilogie, e le storie che si dipanano per volumi e volumi. Si tratta di storie semplici che potrebbero benissimo essere racchiuse in un unico volume. Specialmente questi, tre libri, ma con un numero così esiguo di pagine che potrebbero semplicemente essere un solo libro. Magari lo erano, ma per creare asppettaive, pubblico e ovviamente guadagni si è creata una trilogia. Se da una parte certe scelte commerciali mi fanno accapponare la pelle quando si parla di libri, dall'altra non posso dire che non mi sia piaciuto. Ho bisogno di storielle leggere la sera prima di dormire. Chissà se quando avrò di nuovo la tv  avrò tempo per questo tipo di libri. è questa la domanda che...

I falliti

Inseganre è una missione.  Non un ripiego. Nasci insegnante, non lo diventi. Ho incontrato troppi sul mio cammino che credono che l'insegnamento sia solo una professione, molti lo credono un ripiego, un lavoro da donna. Io ho sempre creduto in questa missione,  sento di essere nata per questo. Sento che è il mio destino oltre che un semplice lavoro. E proprio non mi capacito quando trovo persone che esercitano la mia professione come un lavoro, senza entusiasmo e senza trasporto.

After 4

Ho letto anche il quarto capitolo della serie After e sinceramente sono stufa. Il mio interesse è andato scemando lo ammetto. Molto bello il primo, bello il secondo, noioso il terzo, bruttino il quarto e il quinto lo leggerò solo perché è l'ultimo. Devo essere sincera? Ho gradito solo l'ultima pagina. E ora mi tocca aspettare il 10 dicembre per sapere come va a finire, se non si chiama marketing questo... Sono decisamente fuori età per questo tipo di libri, lo so. Per questo alla lunga mi stufano. Ma alla sera, quando sono sfinita, dopo una brutta giornata da adulti, rifugiarsi in queste cose mi rilassa, mi fa sentire ancora giovane. Per me questi libri hanno lo stesso valore dei giornali femminili.  C'è chi si rilassa sfogliano un giornale e io mi rilasso con queste storie. Poi da avida lettrice quale sono mi bastano due sere per leggerli tutti e dopo poco mi rendo conto dei limiti linguistici che hanno questi libri. Il quarto poi ha una povertà di lessico d...

Orgoglio e Pregiudizio - il film

Come di consueto, dopo aver letto il libro ho visto il film.  Tra i tanti ho scelto quello con Keira Knightely e devo dire che in questo caso il film supera il libro e di tanto. Il libro mi ha decisamente annoiata, ho fatto tanta fatica a leggerlo e quasi mi sono dovuta legare alla sedia (di Alfieriana memoria) per finirlo.  Il film invece è scorso via, anzi l'ho apprezzato davvero tanto, e le piccole differenze rispetto al libro non mi hanno neanche infastidita come al solito. L'unica cosa che non mi è piaciuta tantissimo è la scelta degli attori, Darcy e Bingley sono davvero bruttini! Mentre Elizabeth è perfetta. Leggendo, non avevo capito che la differenza sociale tra Elizabeth e Darcy era così marcata, lei e la sua famiglia appaiono come poveracci... altro che nobiltà di campagna che mi ero immaginata. Quello che ho apprezzato è la mancanza di baci, solo sguardi, parole e sottintesi. Esattamente come nel libro.

Manet, Nanà

"...mentre la giovane donna [...] si copriva il volto di cipria,evitando accuratamente di metterne sugli zigomi.Ma, quando   il principe disse che,se fosse andata a cantare a Londra,tutta l'Inghilterra si sarebbe precipitata ad applaudirla,ebbe un sorriso cortese e si voltò un momento,con la guancia sinistra bianchissima,in mezzo a una nuvola di cipria.Poi ridiventò immediatamente molto seria : era giunto il momento del rossetto.Col volto vicinissimo allo specchio,immergeva il dito in un vasetto,si applicava il rossetto sotto gli occhi,lo spalmava con delicatezza,fino alle tempie.I signori tacevano rispettosamente." ( "Nana ",1880,Emile Zola) Giusto per riprendere il discorso lasciato in sospeso qui  e anche qui .

Orgoglio e Pregiudizio

Alla fine ho deciso di leggere questo libro, l'archetipo di tutte le storie d'amore. Sono rimasta delusa. Non posso nasconderlo. Ho riconosciuto nell'intreccio tutti i vari romanzi  che si sono ispirati a questo libro, da Briget Jones fino ad After, ma il libro mi ha preso giusto delle ultime pagine, da quando Lydia scappa da casa. Se devo essere sincera mi aspettavo in una defezione di Darcy, mi aspettavo un amore impossibile, invece c'è un bel happy end. E ora mi guarderò qualche versione cinematografica. Prima la miniserie del 1995 con Colin Firth (inutile immaginarsi Darcy con altra faccia... inutile davvero) e poi il film del  2005.

La chiamano guerra

La scorsa settimana mi è capitata una cosa brutta. Eravamo in centro e da lontano la Viki ha visto un grosso alano nero. Davanti a noi c'era un piccolo cane. L'alano si è avventato sul cagnolino, il padrone non ha neanche tentato di fermarlo. Ha lasciato il guinzaglio. Nel momento che il guinzaglio è caduto Vittoria ha iniziato ad urlare disperata. Il grosso cane con le fauci aperte sembrava dirigersi verso di noi. Lei ha iniziato ad urlare ed è stato difficile per me trattenerla, proteggerla, scappare. Ha tremato per quasi un ora. Adesso con Parigi negli occhi penso se un giorno dentro ad un museo, al supermercato o per casa ci trovassimo faccia a faccia con un terrorista armato di fucile. Il terrore sarebbe identico. Amplificato per un milione. E davanti alla canna del fucile cosa fare? Scappare? Come? Non è guerra convenzionale. La guerra convenzionale ce l'ha raccontata De Andrè: Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora fino a c...

Un mondo migliore

Esiste un mondo migliore? Un mondo migliore di questo? Ho vissuto un'infanzia protetta, dove non mancava niente, un mondo edulcorato e pacifico. Oggi invece mi sento impotente. Non riesco a dare alle mie figlie quella felicità che io avevo. La crisi economica,  l'incertezza del lavoro e ora la Guerra. Perché questa è Guerra. Una guerra che non conosci, che non ti aspetti. Non sai chi è,  non sai come e dove potresti essere colpito. Vai ad un concerto, ad una partita oppure al museo e muori. Vivi e sei un bersaglio. Non si hanno obbiettivi militari, politici, convenzionali. L'obbiettivo sei tu. Tu che vivi. L'obbiettivo è farti paura. L'obbiettivo è non farti vivere. Sia togliendoti la via, sia insinunando in te il terrore. La paura di uscire di casa. La paura di muoverti e vivere. Perché l'Occidente basa la sua economia sulla vita e sulla libertà personale e fare così, terrorizzare tutti, è l'unico modo per distruggerci. ...

#prayforParis

Spesso alla sera mi addormentato molto presto, molto presto spengo la tv e me ne vado a letto con un libro. Ho perso l'abitudine della tv. Questa mattina mi sembrava un ottima mattina. La mia stanza azzurra piena di luce, l'orchidea incorniciata dalla nicchia gialla. Una splendida giornata autunale. Le colline tutt'intorno decorate con un filo di nebbia. Un caffè caldo. È ora di connettersi con il mondo... Il cuore manca di un battito. Ancora ina volta si è ucciso in nome di Dio. Ancora Parigi. Il sole sembra brillare di meno. Nubi all'orizzonte. Non è questo il mondo in cui voglio vivere.

disturbo della quiete pubblica, Richard Yates

Anche questo libro non mi è piaciuto troppo. Si è fatto leggere, anche velocemente, ma non ha lasciato un segno positivo. Credevo che una volta tanto Goodreads avesse sbagliato a consigliarmi, ma solo ora mi sono resa conto che questo è uno dei libri che ho preso sotto consiglio di Fernanda Pivano.  La storia di John Wilder, il protagonista, è davvero disastrosa. L'aspetto che più mi ha interessata e anche stordita se si può scrivere così, è l'identificazione della vita  di John con il protagonista del film che Pamela vuole a tutti i costi girare. La sceneggiatura è ispirata all'esperienza di John, ma poi la sceneggiatura prende il sopravvento e la vita di John si sovrappone alla sceneggiatura stessa, portando la vita di  John verso quell'esito, a cui lui cerca di sottrarsi ma non può. John è un fallito, rifugge dai suoi successi in ogni modo, come se volesse rifugiarsi nella sua malattia mentale. Perché non mi è piaciuto?  Non mi piace lo stile di...

Cosa è cambiato

Oggi è stato il mio primo giorno di servizio in ruolo. Credevo che niente fosse cambiato e invece... tutto è cambiato. Mi sento diversa. Ora è questo il mio lavoro. Non cambio più. Ma allo stesso tempo mi sento appagata. Continuo a guardare le due mail che ho ricevuto con aria trasognata per rendermi conto davvero che sono di ruolo. Nei corridoi oggi chiaramente camminavo a mezz'aria tanto ero felice. Non mi sento di criticare il governo. Anzi. Il ruolo mi era dovuto, certo, ma quando ho iniziato sapevo che sarei andata incontro ad un lungo precariato. Sono passati 9 anni, ma li ho già dimenticati. Proprio perché sapevo quello che mi attendeva ho cercato di portare avanti la mia vita anche senza stabilità lavorativa. Mi sono comunque sposata, ho costruito una famiglia. Non ho lasciato nulla indietro e ora ho anche un lavoro stabile. Nella mail che ho ricevuto da Renzi c'è l'invito a festeggiare... tutti mi stanno chiedendo di farlo. Capisco...