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disturbo della quiete pubblica, Richard Yates


Anche questo libro non mi è piaciuto troppo. Si è fatto leggere, anche velocemente, ma non ha lasciato un segno positivo.
Credevo che una volta tanto Goodreads avesse sbagliato a consigliarmi, ma solo ora mi sono resa conto che questo è uno dei libri che ho preso sotto consiglio di Fernanda Pivano. 

La storia di John Wilder, il protagonista, è davvero disastrosa. L'aspetto che più mi ha interessata e anche stordita se si può scrivere così, è l'identificazione della vita  di John con il protagonista del film che Pamela vuole a tutti i costi girare. La sceneggiatura è ispirata all'esperienza di John, ma poi la sceneggiatura prende il sopravvento e la vita di John si sovrappone alla sceneggiatura stessa, portando la vita di  John verso quell'esito, a cui lui cerca di sottrarsi ma non può.
John è un fallito, rifugge dai suoi successi in ogni modo, come se volesse rifugiarsi nella sua malattia mentale.

Perché non mi è piaciuto? 
Non mi piace lo stile di Yates, troppo asciutto, privo di poesia.
Non mi è piaciuto il tema generale della pazzia.
Non mi è piaciuto neanche come è stato condotto.

Pensavo di non dare una seconda opportunità a Yeats, ma credo che leggerò ancora un titolo, credo Revolutionary Road, ma non subito, prima o poi.


Sullo sfondo dell'ottimismo e della prosperità dell'era Kennedy si disegna la storia dell'ambizione frustrata - e della discesa nella follia - di John Wilder, impiegato che sogna il successo come produttore cinematografico e invece conoscerà soltanto l'angoscia dell'ospedale psichiatrico e le manipolazioni di Hollywood.

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