Devo ammetterlo. In questo primo mese di scuola di Vittoria ero un tantinello preoccupata. Vedevo un solo quaderno di Vittoria e i voti non erano quelli che speravo. Bene, brava... Nulla di piu'... E giuro, mi mordevo le mani perche' l'avevo mandata un anno avanti penalizzandola...
Ieri ha portato a casa tutti i quaderni.
Aprire quello di matematica e'stata una gioia immensa. I voti sono di altro tenore, ovviamente per me piu' gratificanti... Un tripudio di brava e bravissima....
Amore mio non hai preso nulla da me...
L'italiano, la storia e la geografia ti annoiano.... Mentre la matematica, la scienza e la tecnologia ti entusiasmano e ti portano a fare meglio!
E io che ti ceredevo simile a me... Invece ti scopro matematica!
Compro sempre il doppio dei libri che posso realmente leggere e qualcuno rimane sempre indietro. Questo è rimasto indietro di ben 12 anni, per fortuna direi, visto che questo era il momento giusto per leggerlo. L'ho amato dalla prima pagina. La prosa è eloquente ma semplice, scorre via senza fronzoli proprio come piace a me. La scrittura asciutta esalta i particolari, fa emergere i personaggi. Al centro del libro la storia d'amore di Mara e Bube, la loro crescita, la loro maturazione. Un'amore a distanza, quasi un'amore negato. Un'amore che proprio non sappiamo come andrà a finire. Sullo sfondo l'Italia del dopoguerra e tutte le sue problematiche, le disillusioni di chi si aspettava un'Italia migliore dopo la guerra civile e raccoglie solo amarezze. La letteratura Italiana del secondo dopoguerra è certamente da rivalutare, ma riscoprire, da rileggere con occhi nuovi.
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