Passa ai contenuti principali

Qualcosa non torna

Il mio contratto prevede 14 ore settimanali.
Adesso spiegatemi come mai oggi che è venerdì ne ho lavorate 13.
Sorvoliamo sugli altri giorni che è meglio va.... e lunedì mi è andata bene che era festivo, ma se le conto tutte sorpasso alla grande il doppio e mi sa che arrivo al triplo.
Giuro che se sento un'altra persona che dice che i professori non fanno niente e si godono le vacanze, anzi 2 mesi di vacanze pagate, lo sbrano vivo.

Stamattina sono uscita di casa che la mia bambina dormiva. Stasera torno a casa 14 ore dopo e lei è già a nanna e io non ho passato un solo minuto con lei e questo mi fa soffrire come non posso descrivere.
Per questo non voglio sentirmi  dire che lavoro poco, perché non è vero.

Commenti

  1. Che dirti? Io ci sono giorni che butterei tutto all'aria pur di stare più con loro, stasera rientrando ero così stanca da non aver voglia nemmeno di sorridere. So che così non va.

    RispondiElimina
  2. Per fortuna che esistono giorni in cui siamo sempre insieme!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Skopas, Menade Danzante

Fino ad ora ho aggiunto a questa mia collezione privata opere che in quel determinato momento significavano qualcosa per me, magari perché le stavo spiegando in classe o perché stavo leggendo un libro. In seguito ho aggiunto due filoni tematici che mi hanno sempre affascinata: i baci e le donne in bianco. Ma di opere che amo fortemente ce ne sono poche. La Menade danzante di Skopas è una scultura che mi è sempre piaciuta tantissimo sin dal Liceo. Non ho ancora avuto la fortuna di andare a Dresda ad ammirarla dal vivo e mi sono sempre accontentata delle fotografie. La statua rappresenta una delle menadi, le fanciulle seguaci del dio Dioniso di cui ne celebravano il culto con cerimonie orgiastiche e danze forsennate al suono di flauti e tamburelli, al culmine delle quali aveva luogo il sacrificio di un capretto o di un capriolo, dilaniato a colpi di coltello e divorato crudo nel momento del parossismo estatico. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una copia di età ro...

I biscotti della nonna

  Alla nonna piacevano i dolci, in casa non mancavano mai le caramelle e tantomeno i biscotti che lei chiamava “pastìccini” che ovviamente offriva se qualcuno andava a farle visita. Spesso acquistava i tresor e io ne andavo matta. Solo oggi ho realizzato che non li fanno più. Non so quando sono usciti di produzione ma ormai fanno parte di quelle cose anni 80 svanite. Altro biscotto uscito di produzione che andava per la maggiore in casa della nonna era questo: Mi ricordo che acquistava sempre quello ai fichi. Anche questo biscotto non è più prodotto e chissà da quanto. Entrambi si trovano solo nei siti che ricordano i “favolosi” anni 80, ma sono solo ricordi. In compenso si trovano moltissime ricette per i tresor da fare in casa, ma in fondo basta guarnire un pavesino e il gioco è fatto. Ma oggi le persone vanno sempre in visita nelle case delle persone che conoscono o dei parenti? Ricordo che negli anni 80 i miei nonni ricevevano visite e le facevano. I mei genitori mai. Semmai fa...

Io e Te, Ammaniti

ho letto questo libro in meno di un paio d'ore mentre mi riposavo dopo pranzo per la scuola. La mia collega ha deciso di leggerlo in classe, interamente. In questo momento non sono proprio pronta per leggere storie del genere. Ho bisogno veramente di idiozie e leggerezze, capita no? Eppure l'ho letto volentieri anche se i temi trattati sono molto forti e impegnativi. Viverlo in classe non sarà facile. Mi riprometto di vedere il film uno di questi giorni.

Primo:essere felici

Il mio primo dovere è essere felice. Me lo dico ogni giorno eppure è la cosa più difficile da mettere in pratica in questo periodo. Se prima coltivare e realizzare sogni mi appariva così facile adesso invece mi appare così difficile, non so neanche da dove iniziare. Mi sembra di stare a guardare la vita, non riesco neanche a darmi degli obbiettivi che tutto mi scorre. Non riesco a leggere, non riesco a trovare niente di veramente interessante, avrei solo bisogno di supporto che non trovo, vedo tutti così maledettamente distanti. Non riesco a focalizzare le priorità è gli interessi. Nessuno dei miei sforzi mi sembra mai abbastanza. Tutto mi sembra vano. È la notte vengo scossa da tantissimi sogni, sempre molto inquietanti, i miei fantasmi, che scaccio con prepotenza di giorno, di notte tornano, senza chiedere il permesso. Finirà. Continuano a dirmi. Io provo a essere felice, provo a fare le cose che desidero è soprattutto a circondarmi di persone positive.

Il binario

La mattina una piccola cosa ti può cambiare la giornata. Stamattina mi sono alzata male... ero stanca, distrutta, piena di catarro. Ho fatto tutto con fatica. Arrivare in stazione sta diventando un inpresa tipo maratona di New York.  Ma quando arrivi e trovi il treno sul binario 1 invece che al 7 sicuramente la giornata ti cambia. Almeno a me la cambia parecchio.

Benvenuti a casa mia

Quando ho visto questa foto della mia isola, il posto in cui ogni giorno vado al mare mi si è stretto il cuore e ve la presento questa è la mia casa: l'isola Palmaria. Capite perché non ho molta voglia di vacanze durante l'estate, capite perché preferisco stare a casa. Capite anche perché inseguo l'estate tutto l'anno, perché odio l'inverno, il freddo e la neve. Capite perché a casa mia vengono da tutto il mondo, e questa inquadratura non rende giustizia, credetemi è il lato peggiore. Per innamorarmi della mia terra ci ho messo tanto, ma ora l'amore è viscerale, incontrollato, spasmodico. Poi da quando è così facile vedere i delfini fino in città mi sembra di vivere in paradiso. L'Italia è tutta bella, ma questa parte è davvero magica Mare e Montagna in una sola ora.  Montagne che si tuffano direttamente in mare. Mare cristallino e profondissimo. Acque smeraldine popolate da delfini che giocano spesso vicino alla riva.

Corcos, ritratto di signora con due adolescenti

Corcos è uno degli italiani a Parigi, colui che da voce alla Belle Epoque, un gioventù decadente e pronta a decadere. Loro non sono sulla spiaggia, ma su una terrazza con un basso parapetto, di bianco vestiti e intenti a leggere e forse a discutere di quello che stanno leggendo. L'atmosfera è pacata, poche nubi all'orizzonte, nessun contrasto, solo lo sguardo fisso di lei, su di noi che la stiamo osservando.

Berthe Morisot, La lettura

Spesso dimentichiamo le donne che hanno partecipato alle mostre impressioniste come Berthe Morisot e i loro dipinti. Per la mia serie di donne in bianco ho scelto questo dipinto in cui Berthe rappresenta sua sorella mentre legge. Le sorelle Morisot erano state educate come ogni fanciulla del tempo, con letture e anche insegnando loro a dipingere. Berthe farà poi di questo  "divertimento" il suo mestiere. Qui possiamo cogliere molto della vita del tempo: le gite fuori porta, le letture, ma anche l'orientalismo si può cogliere nel ventaglio posato sull'erba.

Accabadora

Questo è un libro che mi è stato suggerito dall'"algoritmo", uno dei tanti che tiene d'occhio le mie letture e consiglia cosa potrebbe piacermi. In alcuni casi l'algoritmo mi conosce e poche volte sbaglia. L'algoritmo me lo ha consigliato perchè mi era piaciuto l'Arminuta , anche in questo caso si tratta di una bambina presa alla famiglia povera che va a vivere con la zia benestante: Maria diventa così una filla de anima , come appunto "i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell'altra". In questo caso Maria rimane con la zia Bonaria per molto tempo, finchè non scopre cosa fa davvero la zia Bonaria come "mestiere", non di certo la prostituta come potreste pensare ma Bonaria Urrai conosce i sortilegi e le fatture di una cultura rimasta arcaica nel profondo anche se ci troviamo negli anni 50, e che quando è chiamata, solo se veramente voluto dall'interessato senza speranza, è pronta a porta...

Toulouse Lautrec “Moulin Rouge. La Goulue”

Aggiungo, oggi,  alla mia collezione una litografia di Toulouse Lautrec. “Moulin Rouge. La Goulue” è una litografia a quattro colori realizzata conseguentemente alla vittoria dell'artista in una gara indetta dall'impresario del famoso Moulin Rouge, Charles Zidler, per la realizzazione di un cartellone pubblicitario che rappresentasse il locale ed i suoi ballerini. ono protagonisti i due ballerini del locale più importanti all'epoca: in primo piano Valentin le Desossè ed in secondo la Goulue nel pieno della sua esibizione mentre balla lo chahut, una danza molto in voga nella Parigi di fine Ottocento; sullo sfondo è schierato un indistinto pubblico. I colori dei tre piani conferiscono profondità alla scena che di per sé è piatta, senza prospettiva, come le stampe giapponesi a cui si ispira. In questa Affiche si respira l'aria della Parigi della Bella Epoque, la voglia sfrenata di divertimento, quel sapersi godere l vita che oggi abbiamo perso. E' lo specch...