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Gli occhiali d'oro, Giorgio Bassani


Ogni tanto leggo anche qualcosa di serio e impegnato. Sapete qual è la differenza tra un libro serio e un libro di poco valore? Il libro serio ti invade e poi ti perseguita per giorni e giorni, ti insegue anche quando lo hai finito. Le domande ti sorgono spontanee dal nulla e il pensiero si posa sempre lì.

Il libro fa parte di un ciclo. Ultimamente adoro le saghe e anche questo può rientrare nel genere. Naturalmente ho sbagliato. Il primo libro del ciclo è un altro, questo è il secondo. Ma il bello dei cicli è che puoi leggere un libro oppure un altro e nulla cambia. Fa parte di questo ciclo anche Il giardino dei Finzi - Contini, già letto e già amato che non ha per niente disturbato la lettura di questo libro, agile e veloce che contiene grandissimi temi, trattati con distacco e malinconia, ma che fanno riflettere moltissimo. Il tema centrale non è la persecuzione Razziale, ma l'omosessualità del dottor Fadigati, perseguitato non per la sua religione ma per la sua scelta omosessuale e messo ai margini della società proprio per questo.


I temi di riflessione sono molteplici, ma ho apprezzato anche l'uso della lingua e anche la tecnica narrativa del Bassani, nonché l'inserimento dei pittori Ferraresi anche in questo romanzo. Più livelli di lettura trovo, più un libro mi intriga, più ho bisogno di pensare e "rimuginare". Ma mentre penso ed elaboro non smetto di leggere e questa funzione hanno i libri leggeri: quella di lasciarmi spazio per riflettere sul libro precedente.

Ovviamente procederò nella lettura del romanzo di Ferrara, e spero di farvi anche una visita, a questo punto ho bisogno di vedere coi miei occhi Ferrara.

Anche da questo libro è stato tratto un film nel 1987 e spero di vederlo al più presto, anche se devo dire che la trasposizione cinematografica del Giardino dei Finzi contini mi aveva delusa (qui).

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