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Day 4 - the rest

Nell’ultimo mese avevo accumulato troppo stress. Sono rientrata troppo presto al lavoro e non ancora guarita dall’influenza, non mi sono misurata l’emoglobina e il ferro prima di rientrare e questo è stato il mio errore più grande. Ho faticato tanto e mi sono rimessa pienamente solo adesso, in questa settimana di riposo. Avevo tante cose da fare e quando sono in moto non riesco a fermarmi. Nemmeno di fronte alla febbre.
Oggi mi sono fermata.
Ho fatto una camminata di 3 km sulle alture della città.
Dire che fosse riposo personale non è pienamente vero. Sono andata con la mente che lavorava per alcuni progetti che ho in ballo sul turismo lento e sulla storia della città. Ho così tante idee è così tanta paura di metterle in pratica...
Da noi ci sono “sentieri famosi” che sembrano le vie di un centro commerciale e vie nascoste ma ugualmente mozzafiato che nessuno conosce, quella che ho percorso oggi è quasi sconosciuta, ma bellissima, ricca di antichi insediamenti in zone alte che controllavano il territorio, segno di antiche presenze.
La seconda parte della giornata l’ho passata a “studiare” inglese. Ora ho la mente sgombra e ricettiva, devo approfittarne. Però sale anche il mio mal del Nord. Esiste? Ho avuto per anni il mal d’Africa, ora ho mal del Nord. Ho desiderio di vedere aurore boreali, l’Islanda, ma mi accontenterei della Danimarca. Mi piacerebbe una vacanza nello Jutland, in posti un po’ inconsueti, ma anche capo Nord. Mi piacerebbe anche percorrere il vallo di Adriano. Guardo troppi vichinghi, leggo troppi vichinghi.
Ancora tre giorni e poi si tornerà alla normalità. Speriamo. Iniziamo ad essere stufi della quarantena.

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