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Klimt, ritratto di Sonja Knips

Siamo abituati ad associare a Klimt l'oro mentre qui non nr abbiamo ancora traccia. È il 1898 e Klimt dipinge il ritratto di Sonja, una donna inquieta, consapevole della sua posizione, ma non ancora pienamente emancipata. Lei è in procinto di alzarsi ma si sofferma un momento, il momento utile per farsi ritrarre. L'atmosfera straniante è data anche dall'insolito formato della tela, quadrato , e dalla posizione decentrata di Sonja. 

Ian & Nikky

Ci sono martine in cui già ti svegli male, ma poi la giornata volge anche al peggio quando cazzeggi su facebook e trovi anche la notizia delle nozze del tuo idolo Ian  Somerhalder... Giusto un velo di tristezza... Però che carino tutto bello vestito di bianco con quel cravattino azzurro! Ormai non ho più l'età per strapparmi i capelli ad una notizia simile, semmai quella di fare loro un augurio sincero, di una vita felice insieme. Infondo io sono fan di Damon a cui lui presta solo fisico e voce, che non è altro che un'idea, non una persona concreta. Per quanto ne so Damon ama tantissimo Elena a cui donerà come atto di estremo amore la cura e la lascerà libera di andare.... e lui quindi tornerà nella settima stagione libero.... è questo quello che mi importa. Non so se andrà proprio così ma è così che io me lo sono immaginata. Perché diciamocelo Elena non aveva quasi più senso!!!

Iniziamo la giornata?

La mia sveglia è suonata da 2 ore e mezza ma non sono ancora riuscita ad iniziare la giornata. Ho sonno. Sono stanca e sono solo le 9. Mi chiedo fra 12 ore come sarò. Mi sono già cambiata tre volte. Non mi piace nulla di quello che ho. Vorrei buttare tutto e comprare qualcosa di nuovo, ma non è il momento. Veramente non saprei neanche cosa comprare, da dove iniziare. In ogni cosa sono stanca prima di cominciare. Vorrei... ma poi sono troppo stanca per farlo. Mi chiedo ogni giorno il perché. A volte sono troppo stanca anche solo per mangiare. Sono solo stanca. Da quando mi alzo a quando la giornata finisce. Sono stanca di ogni cosa. Come faccio ad uscirne?

Vicino a me

Ieri ho percepito chiaramente la vostra presenza accanto a me. Un turbinio di emozioni mi hanno fatto capire che voi eravate lì. A dire il vero voi siete sempre lì ad aspettarci. Solo che fino a ieri non vi avevo mai sentiti così forti e presenti. È inutile che giro il mondo. È inutile che vagheggio l'Africa. Quella è la mia casa. È da lì che vengo ed è lì che vado.

Un vuoto dentro

Oggi per la prima volta nella mia vita ho realizzato cosa voglia dire per me aver perso mia nonna. Fino ad oggi sono sapevo rispondere  non sapevo bene quantificare la perdita. Ho avuto 10 anni per capirlo, ma solo oggi mi è apparso chiaro e cristallino. Prima troppo dolore e troppe lacrime non mi lasciavano vedere cosa mi manca di lei. Io la ascoltavo, ma non abbastanza. Lei sapeva fare tante cose. Ma non ho voluto imparare quasi niente. Lei conosceva tante cose sulla famiglia che in un modo o nell'altro non mi ha mai voluto dire o mi ha detto a metà, o forse io non l'ho mai ascoltata abbastanza. Lei, semplicemente,  mi rendeva migliore. Se fosse stata con me in questi dieci anni l'avrei veramente ascoltata come mai avevo fatto prima. Se ci fosse stata io sarei migliore oggi. La nonna era il mio meglio. Però io so che mi guarda. Potrei dire che ne ho quasi le prove. Oggi io l'ho sentita veramente vicina a me. Un sussurro perso nel vento. Una brezza ...

Un sogno tra i fiocchi di neve - Corina Bomann

I precedenti titoli di questa scrittrice mi erano piaciuti abbastanza, tanto che ho deciso di leggere anche questo che purtroppo mi ha delusa parecchio. L'ho letto velocemente e mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Nel booktrailer qui sotto c'è tutto quello che c'è da sapere perché credetemi io non ho più nulla da aggiungere. Visto che c'ero ho sbirciato anche il booktrailer della Signora dei Gelsomini e già so che non lo leggerò, l'idea di fondo è sempre la stessa e a me non piace leggere lo stesso libro due volte. In questo caso ne ho già letti tre e ci metto una pietra sopra. Non fa per me. Questo libro, essendo ambientato a Natale, vale per la Reading Challenge 2015.

Visitare le Cinque Terre e non solo: Porto Venere

Non esistono solo le Cinque Terre, nei ritorni di La Spezia esistono moltissimi paesi e posti con attrattive simili ai paesi delle Cinque Terre, ma quasi sconosciuti al turismo di massa mordi e fuggi che in questi giorni invade i cinque paesi di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Merita una visita anche PortoVenere: Suggestiva località in provincia di La Spezia, non ha niente di meno delle Cinque Terre. Si raggiunge in auto, in autobus oppure con il traghetto. Io consiglio di raggiungerla in traghetto anche se il prezzo non è economico come il biglietto dell'autobus, ma raggiungere Porto Venere via mare è sicuramente un'esperienza accattivante, spesso possono essere avvistate coppie di delfini che vengono a nuotare direttamente nel golfo di La Spezia. Porto Venere è bella in ogni sua parte. I panorami di cui potete godere dal castello o dalla chiesa di San Pietro sono unici e mozzafiato. A mio modesto avviso è uno dei luoghi più belli al mondo. ...

#ioleggoperchè

Perché leggo? A bruciapelo non so rispondervi. Se ci penso, vi rispondo così: chi non legge vive una vita sola e io voglio vivere milioni di vite oltre la mia. Oggi sono Greta Wells e viaggio  in mondi paralleli, domani sono una levatrice e poi una sudafricana nel bel mezzo di un safari con i potenti della terra. Domani mi occuperò di ordigni nucleari, e poi cucinerò per Gertrude e Picasso. Aprirò una galleria con i miei quadri preferiti, farò il giro del mondo. Avrò 10, 100, 1000 vite diverse e improbabili perché nessuna storia è vecchia se non l'hai ancora sentita. Leggere è la cosa che più mi piace fare, una delle cose più belle della mia vita. Leggere non è un obbligo, ma la mia linfa vitale, la pista di lancio dei miei sogni.

Considerazioni

Ho voglia di essere conformista. Di essere felicemente simile a tante altre famiglie. Spesso mi hanno fatto notare come molti stessero peggio di noi. Anzi spesso è stato questo il pensiero che mi ha salvato dalla disperazione. Poi il cambiamento.  La consapevolezza di star male, di essere sfigata per tutto quello che mi è successo. Sono consapevole  che ci siano persone a cui è andata peggio e che si sono rialzati meglio, e viceversa,  ma anche il nostro è stato un dramma. Oggi è uno di quei giorni in cui vedo la luce in fondo al tunnel, uno di quei giorni in cui mi dico che il vento sta cambiando. Uno di quei giorni in cui mi dico che tutto tornerà come prima.

Make a Wish

Vorrei trovare la lampada di Aladino e avere i miei 3 desideri. Cosa chiederei? 1. Finire la casa al più presto 2. Avere la vita che avevo prima (l'anno più bello della mia vita è stato il 2011 anche se ho perso mio nonno, e vorrei essere felice come allora, viaggiare come allora, e tutto come in quell'anno) 3. Imparare bene il maledetto inglese Non so come fare a realizzare queste poche cose, realizzabili anche senza Aladino e la sua lampada, ma con piccoli e giornalieri sforzi. Una volta ero una maga nel sognare e poi realizzare i miei sogni, adesso non ci riesco più.  Devo poter ricominciare a vivere così.

Sensi di colpa

Posso passare davati ad una pila alta quanto me di roba da stirare senza provare nessun sentimento. Posso osservare la polvere che si sedimenta senza nessun senso di colpa. Ma proprio non ce la faccio a passare davanti al cesto della biancheria sporca che straborda e chiudere gli occhi e passare avanti. Stamattina almeno 28 mutande mi chiamavano... e poi almeno 56 calzini reclamavano un lavaggio... per non parlare delle 21 canottiere che fra altre mila cosa albergavano in quel cesto rigonfio all'invero simile. Oggi ho raccolto le forze e ho fatto 4 lavatrici. Le ho stese e le ho anche piegate. Proprio non ce la facevo a passare lì davanto senza provare sentimento alcuno. Proprio no. Ora ho 28 mutande da piegare, 56 calzini da appaiare e piegare. Sono extra stanca dopo una giornata di lavoro doppia prima come profe e poi come lavandaia. Ma non potevo proprio rimandare ancora....

Goodreads e i suoi consigli

In questi giorni sto leggendo "La miscela segreta di casa Olivares" di Giuseppina Torregrossa, un libro che mi è stato suggerito da Goodreads e devo dire che ci ha preso in pieno, mi piace veramente tanto, anche se ultimamente sono tanto stanca che ho rallentato i ritmi di lettura, ieri sera per esempio sono riuscita a leggere solo 2 pagine prima di addormentarmi invece della solita oretta. Un altro libro che mi era stato consigliato da Goodreads era quello di Paola Calvetti, altro libro che mi è piaciuto tantissimo, divorato in un paio di giorni. Devo dire che mi sono iscritta a questo social proprio con l'intento di trovare libri simili a quelli che mi sono piaciuti di più e per questo ci sta prendendo in pieno, peccato che i libri che mi interesserebbero davvero non sono ancora stati tradotti in italiano... e io non mi sento ancora pronta per leggere in inglese... Oggi ho fatto un po' di shopping librario seguendo i consigli di Goodreads e ho preso: Jane C...

Graziano Udovisi, Foibe, l'ultimo testimone

Questo libello mi è stato prestato da un mio collega, discendente di un infoibato. Non si sente quasi mai parlare di Foibe, da nessuno, io personalmente mi sto accostando al problema per la prima volta. Questa testimonianza è molto diversa da quelle dei prigionieri di guerra, di ogni guerra, e da quelle degli ebrei vittime dell'olocausto. E' piena di rabbia e di odio, la rabbia e il risentimento emergono in ogni parola. Il racconto dell'infoibamento è tragico, avevo la pelle d'oca. Il testo è schietto e privo di ogni abbellimento, uno scarno resoconto che rende la misura della tragedia ignorata per anni dall'opinione pubblica. E ancora oggi reperire informazioni sull'accaduto è davvero difficile, vige ancora il negazionismo sull'accaduto, un negazionismo temperato in quanto si è istituito un giorno della memoria, ma è sempre meglio non parlarne.

Klimt, Giuditta II

Il tema di Giuditta è indagato due volte da Klimt, questa è la seconda tela con lo stesso tema.  Questa tela porta il doppio nome,sia quello di Giuditta, eroina biblica che di Salomè, colei che conquista la testa del Battista come premio per la sua danza.  Comunque la si chiami, la si intensifichi, le femmes fatales erano uno dei temi più sfruttati dalla cultura fin de siècle nonché la principale ossessione simbolista che vedeva la donna sotto due opposti aspetti: angelico e diabolico; madre e Medea, vergine e Salomè. La figura femminile, da sempre spunto per il pittore, in questo caso pone in evidenza il viso, il busto e le mani, conferendo all'occhio all'occhio dell'osservatore caratteristiche plastiche e sinuose che vanno a scontrarsi con la staticità dei capelli neri della donna. in secondo piano si possono osservare le tipiche linee spiraleggianti che si mescolano a cerchi colorati concentrici fino ad arrivare a motivi geometrici come triangoli o rettangoli c...

10 anni

Cara nonna, 10 anni fa tu mi dissi che non importava se morivi, non ti avrebbe pianto nessuno se non il nonno. E io mi ero messa a piangere subito, per dirti che non era vero, io ti avrei pianto ogni singolo giorno della mia vita. Ma tu non mi hai creduto. Tu non hai combattuto. Sono passati 10 anni da quel giorno e io piango ancora ogni volta che ti penso. Non posso pensarti senza piangere, e allora faccio di tutto per non pensarti. Perché non posso piangere come il primo giorno dopo 10 anni.  In questi ultimi 10 anni ho fatto così tante cose e non sai quanto ti avrei voluta vicina. Ti avrei voluta il giorno del mio matrimonio, ti avrei voluto raccontare del mio viaggio di nozze in Kenya fra gli animali che guardavamo insieme tutti i giorni su quark, ti avrei voluta alla mia abilitazione e anche al mio primo giorno di lavoro. Ti avrei voluto far vedere la mia casa e per te sarei stata una brava donna di casa, avrei trovato la forza di essere ordinata come tu volevi. Avrei fa...