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Quel che occorre sapere

Una volta, tanto tempo fa, esisteva una sola grande scienza e quella era la filosofia, poi pian pianino ci fu la suddivisione del sapere. Il sapere venne poi parcellizzato così tanto che oggi un ortopedico specializzato in mani non sa curare un ginocchio. In certi casi è un bene, in altri...

Ho iniziato da lontano perchè ho visto ancora una volta il servizio delle iene sul parlamentare che preso alla sprovvista, scappa, senza rispondere alle domande, ma vi sembra uno con tutte le rotelle? Io candidamente ammetto sempre di non sapere, del resto se esiste un ortopedico che si intende di mani ma non di piedi può esistere anche una professoressa che conosce bene il programma che deve condurre in classe, ma diciamo che sul 900 zoppica un po'... ma in archeologia vi fa un culo così. Anzi io ammetto sempre che per me il mondo finisce nel 1815. Eh si il mio interesse si ferma al Congresso di Vienna, ai fasti napoleonici e al grande Canova, quello che viene dopo.... zoppico, non riesco a farmelo piacere, non riesco a usare l'occhio scientifico fino in fondo. E così può accadere che un parlamentare non abbia la minima idea di cosa è successo il 17 marzo 1861.

Ma qualche tempo fa non si parlava di un bell'esamino di cultura italiana per chi chiedeva il permesso di soggiorno?
Ma io son pronta a scommettere che molti italiani, e tra di loro moltissimi politici non sarebbero in grado di rispondere adeguatamente, e allora perchè non creiamo un patentino del perfetto politico? Chi si mette in politica deve fare un esamino dove si verifica la conoscienza della costituzione Italiana, dell'inno Italiano, dei colori della bandiera e soprattutto a ciò segue un bell'esame di geografia... Mi azzardo in una previsone: un parlamentare su due preferirebbe farsi il test delle droghe piuttosto che questo di cultura italiana.

Domanda a bruciapelo "dov'è Isernia?" e chiedere a google non vale.

Mi direte "ma certe cose non si dovrebbero imparare a scuola?". E io vi rispondo " si dovrebbero", ma molte volte si è impegnati in altro, in progetti vari, che tolgono il tempo al vecchio nozionismo ormai obsoleto. Anche se mi sembra di aver sentito da qualche parte che forse rimettersi ad imparare le poesie a memoria oggi, non sarebbe poi così inutile, non esercitiamo più la nostra memoria, nemmeno con i numeri di telefono. Prima dell'avvento del cellulare almeno sapevamo i numeri di telefono, almeno una decina, e ora? Io mi son resa conto di non sapere nemmeno più quelli. So il mio, quello di mio marito, e quello di casa mia ah e anche quello di mia suocera, dimenticavo, poi? Nessun altro.
In effetti la mia memoria ha sempre fatto schifo, non sono mai riuscita ad imparare nulla a memoria, imparo solo quello che capisco (ora capite perchè zoppico sul 900... l'astrattismo mi è ancora difficile da capire)... Ciò non toglie che dovremmo tutti fare lo sforzo di crearci una valigetta in cui mettere il minimo indispensabile, quelle conoscienze minime che ci fanno Italiani. Mettiamo nella valigia, per prima cosa, l'inno d'Italia, poi un minimo di conoscienza del risorgimento, poi qualche idea, ma anche vaga, sul nome delle vie... per esempio cos'è successo il XX Settembre (brecciua di porta Pia), XXIV Maggio (questa è difficile... entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale), per citarne alcune...
E poi voi cosa mettereste in queta valigia dei saperi minimi essenziali dell'italiano medio?

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