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Dimmi che credi al destino, Luca Bianchini


Questo è il tipo libro dalla copertina accattivante che ti chiama insistentemente dagli scaffali della libreria finché non lo leggi.
A volte hanno copertine accattivanti libri scadenti, ma non è questo il caso, anzi, il libro mi è piaciuto un sacco. Un libro divertente e ironico, ottimo per le serate autunnali, con una storia importante e a tratti anche dolorosa. ma Bianchini tesse l'elogio del potere salvifico dei libri. Ornella e Patti si salvano grazie ai libri. Questo messaggio è un po' fra le righe, ma io l'ho voluto cogliere a piene mani perché ci credo veramente. I libri possono fare molto per tutti, peccato che ce lo dimentichiamo spesso.



Ornella ha cinquantacinque anni e si considera una campionessa mondiale di cadute. L'ultima batosta, però, è difficile da accettare: non solo non riesce a dimenticare un uomo che non vede da troppo tempo, ma la piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – e che adora – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Per fortuna c'è Mr George, l'anziano signore con cui si confida al parco; e poi il suo vicino di casa Bernard, che la conosce molto meglio di quanto lei non sospetti; e soprattutto c'è la Patti, la sua storica amica milanese, che arriva a soccorrerla armata di poche idee e tante scarpe... Tra humour inglese e una malinconia tutta italiana, Dimmi che credi al destino è una storia commovente di rinascita e speranza, ambientata in una Londra dove il cielo cambia sempre colore e l'amore brucia a fuoco lento.

per saperne di più e leggere il primo capitolo.

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