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Conto alla rovescia

Manca meno di un mese alla fine delle mie ferie. Il 27 di agosto ricomincio.
All'IPSIA il preside convinto di andarsene voleva chiudere i giochi entro il primo e ha fissato tutti gli esami nell'ultima settimana di Agosto. Alla fine lui rimane e io vado. Nell'ultima settimana di Agosto andrò a svuotare il cassetto, consegnerò l'IPad e saluetrò chi è rimasto, perchè ce ne andremo in tanti e poi a partire dal Primo inizia la nuova avventura. LA scuola è più lontana, e proprio in questi giorni il mio motorino ha deciso di fare le bizze e funzionare male. Ora che mi serve davvero... Quindi ho un mese per rimetterlo in sesto, almeno settembre vorrei andare in motorino, e non usare subito l'autobus... non ho un bel rapporto con i mezzi pubblici.
Quando penso al "divorzio" con l'IPSIA sale un po' la malinconia. Non è come quando sei precario e scegli un'altra scuola alle nomine, qui la sensazione è diversa. Lo scorso anno mi hanno fatto pressioni di ogni tipo affinchè me ne andassi, però mi sento un po' triste ugualmente. Vado a stare meglio, lì non c'era posto per me, eppure... eppure mi sento come se lasciassi indietro qualcosa. Non avevo classi, non avevo nulla... non avevo nemmeno rispetto, eppure... eppure mi spiace lasciare la mia routine. Routine fatta di niente. Perchè quando ci penso non avevo niente. E quest'anno non avrei avuto niente davvero perchè le mie colleghe preferite sono persino andate in pensione e sarei stata sola, completamente sola. All'Ipsia non lascio nessuno, eppure mi dispiace.
Chiuderò una parentesi durata tre anni, per ricominciare dove ho lasciato, dove Renzi mi ha interotto.
Chissà se tre anni fa non avessi avuto il miraggio del ruolo facile cosa avrei fatto della mia vita... stavamo valutando di emigrare negli Stati Uniti, ci siamo fermati solo perchè c'è stata la promessa in tempi brevi del posto a tempo indeterminato per me. Avremmo davvero avuto il coraggio di farlo?

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