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Macchina del tempo

Stamattina mi sono alzata e l’ho salutato.
Avrei dovuto farlo anche 7 anni fa. Avrei dovuto convincerlo a non andare, a rimanere a casa. Un modo si trovava. Si poteva dire che la bambina aveva pianto tutta la notte, che non stava bene. Invece  siamo sempre stati troppo onesti, le ferie erano finite e si doveva rientrare, le scuse non valevano.
Quel giorno bastava un no, invece è stato un obbedisco anche se la legge stabiliva il contrario. Quando il capo ordina anche contro la legge eri abituato ad obbedire, peccato che obbedendo ad un ordine sbagliato quel giorno hai quasi perso la vita. 
Per qualcosa che non mi so spiegare la vita non l’hai persa però è profondamente cambiata e ho capito che non tornerà mai come prima anche se per lunghi anni l’ho sperato. Niente sarà più come prima, troppe cose si sono perse in quei 12 metri e nessun tribunale me le potrà restituire. Nessun tribunale me le potrà restituire perché in Italia sono tutelati più i criminali che le vittime, perché in Italia fanno più carriera i condannati che le vittime degli incidenti sul lavoro. E non ho paura di dirlo pubblicamente perché ci sono fatti pubblici che parlano. In Italia la vittima diventa carnefice per l’opinione pubblica in men che non si dica. Si parla senza sapere e il sentito dire diventa verità senza verificare. 
In questi 7 anni ho sperato nella giustizia e l’abbiamo avuta. Abbiamo avuto solo la giustizia. Parole bellissime su carta. Null’altro.  Solo Parole. Con le parole non si vive, con le parole non si curano ferite, con le parole non si fa niente. Le parole sono solo cerotti per l’anima.  Però mi sarebbe piaciuto avere anche altro. In questi 7 anni saremmo stati altro.  Cerco di non pensarci mai, ma ogni tanto mi torna in mente quello che avevo e fa male.

Commenti

  1. Capisco. Ci sono dei giorni, ogni anno che quando ritornano vorresti che saltassero subito al giorno successivo, per i brutti ricordi (o le conseguenze) che si portano dietro. Poi ci sono i "se quella volta..." che aumentano l'angoscia. Atapo

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