Passa ai contenuti principali

Io, DSA

Ieri  sono andata ad un seminario sui DSA ovvero sui disturbi specifici dell'apprendimento in particolare dislessia,  disgrafia, discalculia. Mesi fa avevo partecipato ad un seminario condotto da un medico dove spiegava in cosa constatava il disturbo dal punto medico,  ieri invece un'insegnante proponeva strategie didattiche.

Questi seminari mi interessano particolarmente perché  io stessa sono DSA, ovvero dislessica.  Dal mio curriculum studiorum proprio non si evince, ma lo sono.  Me ne sono accorta tardi, a laurea presa, ma lo sono. Forse vi siete accorti di quanti errori faccio. A volte forzo persino il correttore... eppure le regole le so, solo che continuo a farli. Faccio anche tante altre cose che ora non sto qui ad elencare: una su tutte non so leggere l'orologio a lancette. ..

Nella mia carriera scolastica ho fatto fatica ma mi son rimboccata le maniche e ce l'ho fatta. Ieri la tizia esemplificava tutti i metodi per aiutare i ragazzi, ma in pratica spiegava il mioetodo di studio che nel corso degli anni mi son trovata, ovviamente da sola perché nessuno mi ha mai aiutata in questo percorso, se non la mia maestra alle elementari che ha trattato tutti i bimbi della classe come se fossero tutti dislessici. Poi grazie a lei sono partita e da sola ho trovato la via.

Ieri ci raccontava il suo metodo come se fosse oro... io gli volevo dire che io c'ero arrivata da sola senza l'aiuto di nessuno... ma non me la sono sentita di infragere il clima sognante della tipa che si sentiva caricata dai (pochi) ascoltatori che pendevano totalmente dalle sue labbra.

Il problema grosso è che oggi la dislessia viene sentita da tutti come un handicap. .. cosa che non è assolutamente vera. Io ho avuto meno problemi quando me ne sono fatta una ragione specialmente pensando che anche un genio come Leonardo lo era. Chi non se ne fa una ragione è la mia mamma che continua a non crederci dicendomi che se lo fossi davvero non avrei la laurea. Niente di più sbagliato. Il mio cervello funziona diversamente, ma ciò non significa che non funzioni affatto, anzi sicuramente funziona meglio! :)

Per ora mi offendo, e anche molto,  quando alcuni mi fanno notare gli errori con ironia pensando al mio mestiere. Sono fatta così,  posso migliorare un pochettino,  ma io e l'ortografia non viaggeremo mai sulla stessa onda. Però ci sono troppi ragazzini che la vivono male, che sono esclusi, che vanno in panico per nulla. .. anzi non per nulla... ma per la gente che non vede l'ora di giudicare il diverso. Ah mai l'uomo accetterà il diverso...

Commenti

  1. Sto vivendo quest'esperienza non sulla mia pelle ma molto da vicino. Ed hai ragione in ogni parola, soprattutto nel fatto che si parla a spoposito di handicap, forse perché e' più facile catalogare così, tutte le cose che non si conoscono.

    RispondiElimina
  2. Io ho tre cuginetti, TRE, dislessici, due sono fratello e sorella..il più grande ce l'ha fatta da sola, come te, e'un 2'superiore e solo l'anno scorso finalmente l'hanno fatto vedere, vedendo che sua sorella, alle elementari, dislessica riconosciuta, faceva meno fatica a scuola con gli strumenti che le avevano dato...purtroppo per lui il papà non voleva nemmeno immaginare che lo fosse, ah che problema avere un figlio dislessico! Il figlio ha accettato la cosa subito, non come diversità ma come quasi una boccata d'aria ("allora non sono stupido come mio padre continuava a ripetersi")...beata ignoranza...La dislessia x fortuna ora e riconosciuta, chissà quanti di noi lo erano e lo sono senza sapere di esserlo...perché solo ora x fortuna c'è un'attenzione verso la dislessia. Mi sono documentata molto a tiguardo, vivendola da vicino, e sarò molto attenta nei confronti dei miei figli! ;)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

bacio alla Finestra, Munch

“Il bacio con la finestra” è un dipinto di Munch del 1892 conservato al National Museet for kunst di Oslo. Una coppia di amanti clandestini si baciano vicino a una finestra, nascosti al mondo esterno da una tenda. Al di fuori, pochi passanti e qualche vetrina illuminata. La pittura è carica di tinte macabre e realizzata con pennellate spesse. Le tinte fredde richiamano le atmosfere nordiche. Il dipinto fa parte di un gruppo di opere sul tema del ciclo della vita, della morte e dell’amore.

1Q84, Libro 1 & 2

Finalmente l'ho terminato. 712 pagine di agonia. Pensavo non finisse più. Appena l'ho terminato ho aperto il libro 3, e appurato che erano ben 400 pagine l'ho anche richiuso. Non posso farcela a leggerlo uno dopo l'altro, ho bisogno di pensare ad altro. Cosa penso di questi libri? (Libri in quanto sono usciti separatamente ma sono usciti insieme in versione italiana). Ridondante. Ora vi descriverò le mie impressioni, perché su questo libro è stato scritto di tutto e quel tutto è facilmente trovabile attraverso google. Il concetto che più si addice a questo libro a mio giudizio è ridondante. Le cose sono ripetute all'infinito, più e più volte e cambia solo un piccolo particolare, viene aggiunto solo un particolare. Io che sono fan della scrittura asciutta e priva di fronzoli degli americani sono stata affogata da questa prolissità di concetti ripetuti e questi continui a cose disparate (musica, letteratura, ecc.). Ridondante, appunto. La prolissità riguarda ...

Pubblicità progresso dal 1972

Grazie al cielo nel 1972 non ero ancora nata.Ma oggi nel 2019 questo ritaglio della Stampa che ho trovato su Facebook mi fa indignare. Come si può accettare uno slogan pubblicitario tale? Maschilista, sessista, che riduce la donna ad oggetto? Addirittura C O L P E V O L E della sua forma fisica? Ma che mondo è quello in cui una persona, non solo una donna deve sentirsi COLPEVOLE della sua forma fisica? Quanti danni avrà causato a suo tempo questo slogan? Quante donne si saranno sentite in difetto, manchevoli e colpevoli di una copla che non esisteva? Ho solo domande e nessuna risposta.

Le Tre Grazie, Antonio Canova

Un'opera d'Arte che non ho mai scordato è questa: Quando andavo a scuola io non usava andare per musei e mostre, anzi non mi hanno portata quasi mai in gita, anche se eravamo una classe di ragazze calme e accomodanti. Però Ricordo la mostra dei marmi dell'Ermitage, e ricordo loro, le tre Grazie. Come posso dimenticare il marmo così candido, così finemente lavorato? E così le aggiungo alla mia web Gallery.

Monaco in riva al mare

Ho sempre adorato quest'opera, per il mare, per il paesaggio, per il suo recondito significato. L’opera, del 1808-1809, mostra un paesaggio simbolico in cui la rappresentazione della natura non è più fine a stessa, ma si carica di significati complessi; l’artista, in questo quadro, immerge la figura del monaco in un paesaggio dominato dal blu del cielo e del mare. L’uomo immerso nella natura, solo e sospeso tra desiderio e angoscia di fronte all’infinito: è proprio questo che il filosofo tedesco Immanuel Kant definisce nella critica del giudizio come il sentimento del sublime.

Bazille, L'atelier de la rue la Condamine

Perché ho scelto proprio quest'opera? Non ne ho idea. Semplicemente volevo un'opera di Bazille e ho scelto questa. Perché proprio questa? Perché racconta una storia, racconta un luogo, racconta l'amicizia. Ti ci puoi perdere dentro e immaginare di essere proprio lì ad osservarli, concentrandoti li puoi persino sentirli parlare fra di loro. A mio avviso questo è uno dei quadri su cui potrebbe nascere uno di quei romanzi che hanno riscosso molto successo come la ragazza dall'Orecchino di Perla, costruiti su di un singolo dipinto, molto evocativo.

Questa è la mia vita

Beati coloro che alzano le spalle e vanno avanti. Io spesso non ci riesco. Ci sto male. Mi arrovello. Specie quando ci vanno di mezzo le bambine, anche se poi spesso a loro non interessa, ma invece io credo di sì.  Quando imparerò ad essere felice e basta credo che avrò una vita diversa.

La Venere di Willendorf

Inutile nasconderlo, la mia passione è l'Archeologia. Infatti anche questa settima presento un'opera antica, o meglio preistorica. Questa è la Venere Paleolitica detta di Willendorf, luogo in cui è stata trovata. La Venere è una statuetta di piccole dimensioni, solo 11 centimetri, data a circa 20 000 anni fa. Le statuette come questa sono considerate le prime forme d'arte dell'uomo. Anche per questo motivo abbiamo poche informazioni a riguardo. Si pensa che l'uomo paleolitico le intagliasse nella pietra morbida oppure nell'osso e se ne servisse per i riti legati alla fecondità. Questo lo desumiamo dai tratti femminili accentuati: grossi seni, fianchi larghi e ventre abbondante. Mentre le altre parti del corpo sono semplicemente abbozzate, come le braccia, oppure del tutto inesistenti, come il volto. Non conosciamo né la funzione, né l'uso. Possiamo solo fare delle ipotesi. Possiamo immaginare che per la mancanza dei piedi la statuetta non dovesse stare p...

Il Busto di Nefertiti

Oggi voglio aggiungere questo meraviglioso busto alla mia personale collezione. Raffigura la Regina Egiziana Neferiti. E la voglia che ho di ammirarla dal vero varrebbe un viaggio fino a Berlino, credetemi. Il busto di Nefertiti è un busto dipinto di circa 3300 anni raffigurante la regina egizia Nefertiti come una donna di una straordinaria bellezza. Venne scoperto da un gruppo di archeologi guidati dal tedesco Ludwig Borchardt nel 1912 all'interno della bottega dello scultore Thutmose nel sito archeologico egiziano di Amarna.

Egon Schiele, L'abbraccio ( Gli amanti )

Quest'opera di Schiele non rientra pienamente nella categoria dei "baci", non è un bacio appassionato, nè un bacio di addio, nè un bacio di possesso... il bacio c'è è indubbio, quello di lui nell'orecchio di lei, termninato l'atto sessuale lei  si ritrae ma allo stesso tempo cerca conforto in lui. Lui si aggrappa disperatamente a lei conscio del culmine della prima guerra mondiale, infatti più che un letto ci pare un sudario.