Mi piacerebbe poter vivere tutta la mia vita in questa grande casa. Quattro stanze da letto, sala e salotto, cucina e due bagni. Cantina, stallone e metato. Grande terrazza che da sulla valle e un gradevole profumo di letame che si irradia in tutta la casa.
Un grande camino sempre acceso, zie che abitano vicino vicino e le bambine a correre tra una e l'altra lasciandomi fare i lavori di casa e che ritornano più nere delle zingare.
Una grande casa senza tv.
Una casa dove la notte è nera e silenziosa.
Questo si che è il paradiso.
Questo grande libro è uno dei miei primissimi libri, onestamente fregato ai pochi che erano presenti in casa durante la mia infanzia. Ho cercato di leggerlo a 16 anni, ma dopo alcune centinaia di pagine ho abbandonato. Non è mio costume abbandonare i libri e la mia sfida è durata quasi 25 anni. Mi sono detta che prima o poi avrei riprovato, sono passati 25 anni e l'ho fatto. La lettura è stata davvero difficile, non vi nascondo che mi sono legata alla sedia per finirlo, come Alfieri. LA prima volta ho abbandonato perchè i nomi erano troppo complicati, mi ero convinta che i personaggi venissero chiamati con troppi nomi diversi e perdevo il filo. stavolta non ho assolutamente incontrato questa difficoltà, anzi la storia ormai mi era nota perchè ho visto diverse riduzioni cinematografiche che mi hanno fatto capire come andava. Invece la grandissima difficoltà questa volta le ho incontrate nelle lunghissime dissertazioni attribuite a Costantin Levin. Si sa che il peronaggio di Levi...
E direi che il panorama rende l'idea!!!!
RispondiEliminaQuesto pero è meraviglioso
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