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Una piccola libreria a Parigi, Nina George



Abitualmente scrivo di libri al sabato, ma oggi mi va di farlo anche di lunedì sera.
Ho preso questo libro perchè il Kobo store me lo consigliava come affine a un altro libro che avevo comprato: Lo strano caso dell'apprensita libraia. Bene se non mi è piaciuto poi nemmeno tanto questo libro, perchè leggerne uno simile dico io? Non lo so. E' solo che vorrei una dannata storia d'amore strappalacrime da leggere tutta d'unfiato e non la trovo. Vorrei una saga come twilight e non la trovo. Così vago tra un libro e l'altro sperando di trovare qualcosa che mi piace(con scarsi risultati, ultimamente).
Così mi sono messa a leggere questo libro, che poi non è altro che un libro profumato! Ci sono libri semiseri che si mascherano da libri profumati e libri profumati che si mascherano da libri seri! Oh le ho viste tutte.
Il titolo originale del libro è Das Lavandelzimmer. Io non so un h di tedesco, ma so che questo era il titolo giusto per il romanzo: la stanza di lavanda. Perchè chiamarlo quindi Una piccola libreria a Parigi?. Il titolo è decisamente fuorviante. Sì parla di un librario e di una libreria, ma non di Parigi. Semmai è da lì che si parte, ma non è lì che si svolge e si arriva.
Sui titoli sono estremamente pignola.

Non crediate che abbia comprato il libro solo perchè simile all'altro. La vera ragione che ha rapito il mio interesse è stato senza dubbio il tema della "farmacia letteraria". S eparla in diversi luoghi, di psicologi che aiutano, guariscono tramite libri e non medicine e chissà perchè ho creduto di trovare in questo libro risposte concrete. Mi sbagliavo. Semmai è un pretesto per l'inevnzione narrativa, nulla più. Diciamo che il canovaccio del romanzo è tremendamente buono, peccato però che non sia portato avanti con la profondità necessaria, o almeno quella che mi apsettavo.
Certo se avessi visto il book trailer avrei subito capito cosa dovevo aspettarmi:

 

 Infondo cosa sono i libri? Aspettative. Io mi aspettavo qualcosa di diverso. Per questo non mi è piaciuto.
Se lo avessi scelto solo come un "libro profumato" allora lo avrei amato.


Jean Perdu ha cinquant'anni e una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna, la "Farmacia letteraria": per lui, infatti, ogni libro è una medicina dell'anima. Da ventun anni vive nel ricordo dell'amata Manon, arrivata a Parigi dalla Provenza e sparita all'improvviso lasciandogli soltanto una lettera, che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire. Ora vive solo in un palazzo abitato dai personaggi più vari: la pianista solitaria che improvvisa concerti al balcone per tutto il vicinato, il giovanissimo scrittore in crisi creativa, la bella signora malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Per ciascuno Jean Perdu trova la cura in un libro: per tutti, salvo se stesso. Finché decide di mettersi in viaggio per cercare la donna della sua vita. Verso la Provenza e una nuova felicità.

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