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Di Rane, pecore e topi

 

Non ne posso più di sentirmi appellare come rana bollita, pecora o addirittura topo. Probabilmente fra i miei contatti ci sono così tanti no vax che su Facebook o fra gli stati di whatsapp non leggo altro. Non so quante storie di whatsapp ho disattivato e sto meditando di lasciare Facebook perché non ne posso più. Sono mesi che non commento e ora ho imparato anche a non leggere i commenti sotto a certi post.

Sono stufa dei continui accostamenti del green pass alla stella gialla, ma la gente la storia la conosce? Dovevi indossare la stella anche se eri stato battezzato e ti credevi Cristiano e nemmeno sapevi che un tuo genitore si era convertito prima che tu nascessi. Essere ebreo era immutabile. Come si può anche solo paragonare? Eppure una mia collega, persona laureata, si è fatta un selfie con una stella gialla il giorno dell’entrata in vigore del green pass… io mi sono sentita morire, l’ho sentita come una sconfitta culturale enorme. Purtroppo non sono bastate le parole di Liliana Segre per fermare questi accostamenti scellerati.

Non ne posso più delle tesi del complotto. Per me il covid è reale. Per me il covid è stato malattia, morte, sofferenza e privazione. Sentirmi dire che non esiste mi fa stare male. Sono la prima che auspica un mondo senza covid, ma se lo sforzo non è comune ciò non avverrà mai.

Non ne posso più di chi urla alla dittatura, alla mancanza di democrazia. Già che potete scrivere quel che cazzo volete dovrebbe essere sinonimo di libertà, le dittature al giorno d’oggi oscurano i social. 

L’unica cosa che vedo è Ignoranza. Ignoranza a braccetto con la paura. Ignoranza seguita da perseveranza. Perché chi sostiene questi punti non si smuove dal suo castello di idee. 

E io non mi trovo più in un mondo in cui nessuno è più capace a ragionare, argomentare ma al contrario aggredisce. Perché ho solo gente così che mi attornia?

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