Passa ai contenuti principali

Picasso, Prima Comunione


Stamattina in cerca di ispirazione per il post del Mercoledì ho sfogliato la mia WebGallery e mi sono chiesta: " Se fossi davvero una collezionista, questa mattina che dipinto acquisteresti?" e ponendomi questa domanda ho fatto caso che ci sono pochissime opere di Picasso, uno dei miei artisti preferiti. Quindi oggi vi Presento "Prima Comunione" di Picasso. Ebbene sì Picasso sapeva disegnare. Ebbene si questo è un Picasso. Un giovane Picasso che ritrae sua sorella Lola nel giorno della prima comunione.
Siamo nel 1896, Picasso ha 15 anni.
E' lui stesso a confessarci questo: "A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino".
E' la mia citazione preferita. Racchiude in poche parole l'essenza del 900, la fuga dalla realtà, la crudele realtà, per rifugiarsi idealisticamente nel periodo dell'innocenza, l'infanzia. Anche oggi non ci proponiamo di rimanere bambini tutta la vita per essere felici?
Queste sono le vere chiavi di lettura per l'arte del 900 che spesso molti di noi etichettano con un banale "Lo sapevo fare anch'io".

Commenti

  1. Grazie per questa bella opera che mi sembra sia esposta al museo Picasso di Barcellona. Mi hai fatto ricordare quando, visitandolo qualche anno fa, ho scoperto un Picasso inedito. Conosciamo il Picasso del periodo rosa, del periodo blu ... del cubismo ecc. ma non andiamo oltre il conosciuto ed è un vero peccato perché scopriremmo che i grandi artisti hanno una storia, fatta anche di opere di stile classico. Ciao Artemisia e buona giornata.

    RispondiElimina
  2. io uso quest'opera sempre per far capire che i grandi del 900 dipingono cose strane e astratte perché non sono capaci a disegnare ma per una loro precisa scelta. Grazie e buona giornata anche a te

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Ritorno alle origini

Cambiare parzialmente lavoro mi ha fatto bene. Ho trovato il tempo per seguire queste conferenze, non accadeva da tempo. Ho incastrato tutta la famiglia e sono andata. Che emozione... che gioia. La mia materia. Le cose che conosco. La mia gente. Questa è la vera me che troppo spesso metto da parte, il mio posto è li fra i latinisti e i grecisti, perché in verità io sono una medievista. Io sono una medievista ligustica e nient'altro. Tutto quello che mi obbliga a fare il ministero della pubblica istruzione è una barzelletta e capita solo in Italia. Se l'Italia fosse un paese giusto a Firenze i giudici farebbero un bel lavoro, spazzerebbero via l'ingiustizia dall'università e dalla scuola, ma ancora una volta nulla cambierà. Perché agli italiani infondo va bene così . Ognuno ha il suo tornaconto. L'Italia è il paese degli egoisti. Da lunedì cercherò di mettere da parte la mia vena polemica, la mia insoddisfazione, e tutte le negatività, prometto, ma per me l...

Bernini, Ratto di Proserpina

Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-22 Senza ombra di dubbio questa è la mia scultura preferita. Non ce n'è un'altra che mi scateni emozioni pari. Adoro Bernini e adoro come lavora il marmo. La mano di Plutone stringe la coscia di Proserpina proprio come se fosse di carne e non di gelido marmo. Le sue mani sembrano vere, come la pelle di Proserpina sembra pelle vera e non pietra.  Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Ovido. Proserpina, figlia di Giove e Cerere (dea della fertilità e delle messi), fu notata da Plutone, Re degl'Inferi, che, invaghitosi di lei, la rapì mentre raccoglieva fiori al lago di Pergusa presso Enna.

La stele di Hammurabi

Questa opera mi affascina da quando avevo 8 anni e non ha mai smesso di esercitare il suo magnetismo e il suo fascino su di me. L'ho vista e ammirata al Louvre e sinceramente me ne sono innamorata subito.  In verità mi piace tutta la civiltà mesopotamica e vi consiglio di andare qui per farvene un'idea più precisa.

Corcos, ritratto di signora con due adolescenti

Corcos è uno degli italiani a Parigi, colui che da voce alla Belle Epoque, un gioventù decadente e pronta a decadere. Loro non sono sulla spiaggia, ma su una terrazza con un basso parapetto, di bianco vestiti e intenti a leggere e forse a discutere di quello che stanno leggendo. L'atmosfera è pacata, poche nubi all'orizzonte, nessun contrasto, solo lo sguardo fisso di lei, su di noi che la stiamo osservando.

Ci provo ogni giorno

Ho trovato questa frase e mi è subito piaciuta e l’ho voluta fissare qui perché è quello che cerco di fare ogni giorno. Cerco di essere l’adulto che avrei voluto accanto quando ero piccola. A volte potrò non piacere, a volte potrò essere non opportuna, ma da piccola ero una bambina estremamente sola che avrebbe tanto voluto essere ascoltata, assecondata nei suoi gusti e nelle sue passioni, una bambina che voleva accanto un adulto con cui discutere di cose serie invece era sempre sola con se stessa. Io cerco di essere quell’adulto che cercavo quando ero piccola, pienamente consapevole di non essere esattamente quello che serve alle mie figlie. Sono certa che ai loro occhi sono manchevole di qualcos’altro.

Millet, coltivatori di patate

Ho partecipato molte volte alla raccolta delle patate, ma mai alla semina. In questo dipinto Millet racconta la semina delle patate. L'uomo che con la zappa prepara il dolci, la donna che lascia cadere le patate a terra, nella speranza che esse prolificano. Questo dipinto ha la stessa monumentalità di un quadro assai più famoso di Millet, l'Angelus. Anche qui troviamo una coppia di contadini, non intenta alla preghiera ma bensì al lavoro quotidiano.

Il martirio di Santo Stefano, Annibale Carracci

Nella tradizione Cristiana CAttolica Santo Stefano è il primo martire, Annibale Carracci  lo Rappresenta nel momento del suo martirio  avvenuto per lapidazione alla presenza di San Paolo, non ancora convertito, come narrato negli Atti degli Apostoli.  Il luogo del martirio di Stefano a Gerusalemme è tradizionalmente collocato poco fuori della Porta di Damasco, dagli Atti degli Apostoli risulta che alla morte di Stefano, intorno al 36 d.C., fu seguita da una persecuzione locale contro i discepoli di Gesù, la prima verificatasi nella storia della Chiesa che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi e diffondere il vangelo nel mediterraneo.

Non mi piace parlare di politica

Non mi piace parlare di politica ma questa vignetta riassume il mio pensiero in questi ultimi giorni. Rabbrividisco al pensiero, una sola immagine che raccoglie molti pensieri e molti discorsi che potrei fare. Spegnete la TV e riaprite i libri prima che sia troppo tardi.

Make a wish ... Artemisia

Ogni giorno ho questa bellezza sotto gli occhi.  Ci abbiamo abitato per sette lunghe estati. Momenti indimenticabili di vita vera.  Ma come ogni cosa straordinaria anche questa parentesi si è chiusa lasciandomi un vuoto dentro indescrivibile e incolmabile.  Ma non si può avere tutto dalla vita.

Il secolo lungo della Modernità

Pian piano ho comprato tutti i libri di Daverio e altrettanto piano piano li sto leggendo.  Li adoro. Adoro il suo punto di vista, adoro come racconta gli eventi. Adoro ogni singola parola.  Lo consiglio vivamente a chi vuole conoscere l'arte dell'800: credo che sia un ottimo punto di partenza. Lo stile è colloquiale ma mai banale, e per chi già conosce protagonisti e storie durante la lettura avrà modo di approfondire e di meditare.