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Grazie prof.


In questi giorni si sprecano i ringraziamenti ai vari prof. Delle superiori visto che è stata indetta la settimana Italiana dell'insegnante con tanto di ashtag  #RingraziaUnDocente.
Anche oggi sul corriere della sera uno smieloso ringraziamento ad un docente di matematica per aver convinto i genitori a far studiare una ragazza invece di farle fare la parrucchiera.
Da studentessa non ho incontrato nessuno che abbia realmente promosso il mio talento, tranne il mio prof. Della tesi all'università. Ha sempre speso ottime parole per me definendomi anche massima esperta di genealogia nel mio ambito davanti ad una platea di studiosi, peccato che poi nella vita mi son messa a far altro lasciando gli studi medievistici nel cassetto. Perché, diciamocelo, l'Italia non è un paese con spiccato senso per la ricerca.
I miei prof. precedenti non mi hanno mai apprezzata e più che esempi da imitare sono stati esempi di quello che non dovevo fare. Ma è grazie a questo esempio negativo che ho trovato la forza di andare avanti, di spaccare il mondo.
Alcuni di loro, involontariamente, mi hanno dato il la per scoprire, ricercare, per essere quello che sono, questo lo riconosco. Ma la vera spinta, nella mia vita, l'ha data la mia maestra alle elementari.  Se devo ringraziare qualcuno è lei che devo ringraziare.  

È lei che mi ha indicato la via quando è stato necessario. Donna straordinaria, alla prima esperienza di insegnamento,  e per questo ci ha donato il cuore, ci ha messo la passione di intraprendere qualcosa di nuovo e per questo è stata in grado di trasmettermi tanto.
Oggi, da docente, non mi sento plasmatrice di talenti. Cerco solo di incuriosire i miei studenti. Di capirli quando è necessario.  Di essere presente. E chissà se un giorno qualcuno mi dirà "grazie a lei io sono quello che sono".  Ho almeno 30 anni davanti per sentirmelo dire.

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