Lo scrittore ci assicura che in questo libretto ci sono tutti i racconti che abbia mai scritto e deco dire che sono stata felice di averlo comprato e letto in un oretta sotto l'ombrellone perché ho ritrovato il Coe che adoro, il mio scrittore preferito.
I suoi ultimi libri non mi erano piaciuti. Forse expo58 era in qualche modo gradevole, ma niente a che vedere con La casa del sonno e La banda dei brocchi. Invece in questi racconti l'ho ritrovato e ne sono molto felice.
In genere non apprezzo il racconto come genere, invece questi non mi sono pesati, forse perché vi ho ritrovato l'eco di romanzi che ho amato.
I suoi ultimi libri non mi erano piaciuti. Forse expo58 era in qualche modo gradevole, ma niente a che vedere con La casa del sonno e La banda dei brocchi. Invece in questi racconti l'ho ritrovato e ne sono molto felice.
In genere non apprezzo il racconto come genere, invece questi non mi sono pesati, forse perché vi ho ritrovato l'eco di romanzi che ho amato.
I primi quattro racconti di questa raccolta sono percorsi da una vena di ironica malinconia per le occasioni mancate e per il passaggio inesorabile del tempo. In "Nona e Tredicesima" un musicista di piano-bar sogna ciò che avrebbe potuto essere; in "V.O. Versione originale" un regista della giuria di un festival dell'horror e del fantasy tentenna tra due rapporti possibili per ripiombare nell'inconcludenza di una vita mediocre; in "Ai ferri corti" una coppia di pensionati vive nella solitudine rassegnata di una casa sul mare alla quale non sono riusciti a dare un nome; in "Leida" una donna spiega la nostalgia a un giovane ammiratore. I successivi tre racconti sono storie compiute e allo stesso tempo schizzi e frammenti per un'opera di più ampio respiro intitolata "Unrest", che traccia la storia di una famiglia borghese nella seconda metà del Ventesimo secolo. In "Ivy e le sue sciocchezze" l'io narrante è il figlio più piccolo, che vede il fantasma di un uomo assassinato dalla moglie che cerca di uccidere la nonna. In "Pentatonica" assistiamo alla prima frattura di un matrimonio. E in "Rotary Park" una donna scompare proprio alla vigilia di Natale nell'impossibilità di porre rimedio al senso di inquietudine che domina il suo matrimonio. Infine, "Billy Wilder. Diario di un'ossessione" evoca la vera ossessione dell'autore per un film amato di Billy Wilder, "La vita di Sherlock Holmes, e in particolare per la colonna sonora.
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