Passa ai contenuti principali

Richelle Mead, L'accademia dei vampiri #3, Il bacio dell'ombra

Adoro le saghe, adoro i fantasy soprattutto quando parlano di vampiri. Ho adorato questo libro dalla prima all'ultima pagina ed è decisamente meglio del primo e del secondo messi insieme. Spesso sono esigente da un libro, ho esigenze lessicali e persinoformali. Non sopporto gli aggettivi e le precisazioni inutili, odio la ridondanza e soprattutto la mancanza di ritmo. Poi mi trovo davanti ad una storia avvincente, a qualcosa che mi interessa, a qualcosa che incontra i mei gusti e tutte queste pretese formali e grammaticali decadono e mi concentro solo sulla storia. I protagonoisti diventano miei amici, assumono importanza come l'aria che respiro, devo sapere cosa gli succede. La mia mente è ingobra delle loro vicende e domade su di loro. allora capisco che questo libro mi ha preso, che finalmente sono davanti a qualcosa che mi piace davvero.

Mi sono chiesta come mai mi perda così tanto in libri come questo, adolescenziali, fantasy. E ogni volta mi ripeto la stessa cosa: sono la mia evasione. L'evasione da un mondo grigio e in guerra, l'evasione da una realtà non sempre perfetta, l'evasione da un io molto incasinato. Ogni libro ha un po' una missione, quella di farti stare meglio. C'è il giorno che ho bisogno di riflettere sui massimi sistemi e i giorni in cui è questo quello di cui ho bisogno.

La suspance è stata molta. La fine mi ha spiazzata, sono stata davvero male, ho pianto disperatamente e alla fine ho cercato anche spoiler perchè non potevo proprio accettare la fine. Dopo questo ci sono altri 3 libri e non riuscivo proprio a capacitarmi di questo finale. Saputa la cosa più importante sono giorni che immagino l'evoluzione. E' questo che adoro delle serie, apsettare e immaginare cosa possa avvenire dopo, rimanere sorpresa quando gli eventi prendono un'altra piega o compiacermi per aver indovinato.

Ho parlato più di me che del libro, ma per me è stata emozione pura, trasporto.



L'ultimo anno all'Accademia dei Vampiri non è facile per Rose. Dopo aver combattuto contro i terribili Strigoi e aver visto morire il suo amico Mason non è più la stessa. Ha strane visioni, oscure premonizioni. Ma non vuole parlarne con Lissa, la sua migliore amica, e non può confidarsi neppure con Dimitri, l'allenatore che ama in segreto. Quando infine il cerchio del male si stringe attorno all'Accademia, Rose si trova a dover scegliere tra proteggere l'amica e salvare il suo amore...

Commenti

Post popolari in questo blog

Skopas, Menade Danzante

Fino ad ora ho aggiunto a questa mia collezione privata opere che in quel determinato momento significavano qualcosa per me, magari perché le stavo spiegando in classe o perché stavo leggendo un libro. In seguito ho aggiunto due filoni tematici che mi hanno sempre affascinata: i baci e le donne in bianco. Ma di opere che amo fortemente ce ne sono poche. La Menade danzante di Skopas è una scultura che mi è sempre piaciuta tantissimo sin dal Liceo. Non ho ancora avuto la fortuna di andare a Dresda ad ammirarla dal vivo e mi sono sempre accontentata delle fotografie. La statua rappresenta una delle menadi, le fanciulle seguaci del dio Dioniso di cui ne celebravano il culto con cerimonie orgiastiche e danze forsennate al suono di flauti e tamburelli, al culmine delle quali aveva luogo il sacrificio di un capretto o di un capriolo, dilaniato a colpi di coltello e divorato crudo nel momento del parossismo estatico. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una copia di età ro...

Venere di Milo a cassetti

Il fascino della venere di Milo di esemplifica, a mio avviso, in quest'opera di Dalì. Dalì riproduce la Venere inserendo dei cassetti nella testa, nei seni, nella pancia e su un ginocchio. Aggiunge ai cassetti un pomello di pelliccia che ci invita ad accarezzarlo per rinvigorire la sessualità repressa dalla diffusa morale cristiana. I cassetti sarebbero i nostri segreti più intimi che solo oggi la psicoanalisi è in grado di aprire. Ma secondo Breton i significati sarebbero altri e per i dadaisti non significa semplicemente niente, anzi qualcuno suppone che ci sia lo zampino di Duchamp in questa opera di Dalì...

Gli amanti, Magritte

Oggi ho scelto Gli Amanti di Magritte perché vorrei presentarvi nelle prossime settimane una serie di "baci". Inizio con questo perché oggi mi sento molto surrealista! :) Dell’opera esistono due versioni, entrambe datate 1928, la prima attualmente è conservata presso la National Gallery of Australia, mentre la seconda si trova al Moma di New York . Il quadro raffigura due amanti che si baciano appassionatamente, con le teste coperte da un panno bianco che impedisce loro di vedersi e comunicare, suscitando una certa inquietudine e angoscia. La scena è poi completata da uno sfondo fortemente contrastato di tonalità di blu e dalla cornice classicheggiante che riveste la rossa parete, riportando agli occhi i tempi antichi. I due lenzuoli sono resi con un abile uso dei chiaroscuri, che sembrano riecheggiare i virtuosismi del peplo di una scultura ellenistica, e sono fonte di luce dell’intera opera. Questi drappeggi che paiono leggeri e appena appoggiati sui volti dei du...

Pontormo, Cristo davanti a PIlato

Questo episodio era molto frequente in epoca medievale, ma successivamente venne rappresentato molto più rararmente. Cristo davanti a Pilato è un affresco staccato (300×292 cm) di Pontormo, databile al 1523-1525 circa e conservato nella Certosa del Galluzzo presso Firenze. Con le altre quattro lunette del ciclo delle Storie della Passione decorava il chiostro della Certosa; oggi sono tutte staccate e conservate in un ambiente chiuso del monastero. Nel 1523, per sfuggire a un focolaio di peste, Pontormo se ne andò da Firenze approdando, accompagnato dal solo allievo prediletto Bronzino, alla Certosa (circa 6 km dal centro cittadino), dove venne accolto dai monaci, lavorando per loro fino al 1527. Il primo compito che gli venne affidato fu quello di affrescare alcune lunette del chiostro con scene della Passione di Cristo, in tutto cinque. Al centro si vede Gesù, col capo umilmente chino e l'addome leggermente piegato in avanti, mentre ascolta con rassegnazione le accuse m...

Ia Orana Maria, Gauguin

Gauguin è uno dei miei pittori preferiti, lo sento da sempre uno spirito affine, condivido con lui l'irrequietezza che lo ha portato ai confini del mondo alla ricerca di un vivere primitivo a totale contatto con la natura per spogliarsi delle convenzioni occidentali, cosa che purtroppo non ha mai trovato, nemmeno a Tahiti, nemmeno nelle isole Marchesi.

William Turner, Pioggia Vapore e Velocità

Oggi ho deciso di scegliere un'Opera di William Turner che mi è molto cara, ed è Pioggia, Vapore e Velocità. Mi ricorda i tempi della specializzazione e il mio docente di Arte Contemporanea. Mi ricorda il dipartimento di Storia dell'arte e quei giorni memorabili. Cosa descrive Turner? Quello che vede sporgendosi dal finestrino del treno. Un treno in Arrivo, il vapore della locomotiva che si confonde con le nuvole, la pioggia che scroscia dalle nuvole. Turner sceglie le immagini e le parole più inafferrabili che descrivono gli stati d’animo del mondo, nei quali sono racchiusi i temi poetici del Romanticismo inglese. La pioggia ed il vapore per evocare gli agenti atmosferici concreti causati dall’acqua; la velocità per invocare un concetto astratto. Essi si scontrano con la corporealità e la solidità della locomotiva e della ferrovia, ideata e costruita per opera dell’uomo. Rappresenta un'emozione che affascina e allo stesso tempo spaventa. Affascina il treno, crea...

Desideri

"Noi piantiamo desideri, Olivia, qualcosa prima o poi succederà ". Dopo due grandi fatiche mi sono concessa una lettura che potesse distrarmi e ho scelto questo libro: Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili di Paola Calvetti, un libro che mi è stato suggerito da Goodreads o dalla libreria di Kobo, questo non me lo ricordo, ma figurava nei consigli di lettura per la sottoscritta. Ne ho letto solo il 20% circa ma è una lettura spensierata, quello che mi ci voleva dopo  gli ultimi due mattoni che mi sono inflitta (Murakami e Kristof). Mi piace infloggermi i mattoni, sia chiaro, ma dopo ho bisogno di rilassarmi con qualcosa di leggero e questo sembra essere il libro giusto. Poi insomma parla di desideri e come i desoderi mettano di buon umore quando tutto va male. E questo è vero... quando tutto intorno a te è grigio ma sei in grado di formulare un desiderio e a lottare per realizzarlo questo rende la vita veramente più bella anche se navighi nella...

Un minuto d’arte

  Un libro divertente. Non è un manuale di storia dell’arte e nemmeno un libro per neofiti, prima di leggerlo qualcosa devi sapere se no si perde molta dell’ironia contenuta in queste pagine. Letto velocemente per me è stato divertente come un libro di barzellette e penso che lo consiglierò ai miei studenti come lettura estiva. Corto e divertente, pieno di curiosità che possono diventare utili durante una conversazione semiseria e che ahimè contiene anche riflessioni sull’Italia di oggi che comunque non riesce a valorizzare come dovrebbe il suo patrimonio artistico, in particolare mi riferisco al capitolo dedicato a Botticelli, anch’io la penso come lei.

La libreria dei desideri, Claire Ashby

In questo periodo non sono in grado di leggere cose troppo complicate, mi mancano le letture impegnate sia chiaro, ma non riesco proprio a reggerle. Ho dovuto lasciare lì una di queste e dedicarmi a qualcosa di meno impegnativo per poter leggere comunque. Nel mio kobo ci sono quasi 600 libri e quella sera ho deciso di leggere qualcosa che avesse a che fare con una libreria e ho scelto questo. E' stata una lettura piacevole che mi ha ricordato libri già letti. Io Prima di te della Moyes , anche se qui si parla di un veterano dell'Afganistan con una gamba sola e soprattutto c'è l'happy end. Ma anche Lo strano caso dell'apprendista libraia . Anche se questo l'ho trovato più divertente e naturalmente completo. Almeno questa storia termina decentemente. Mentre leggevo continuavano a venirmi in mente dei paragoni con altre storie e quindi mi son persa un po' la magia del libro in sé. Sembra il tipico libro che ti serve quando ti è piaciuto immensa...

Kahnweiler, la via al cubismo

Mi piace leggere la storia dell'arte direttamente dai suoi protagonisti, quindi dopo Gertrude Stein ho deciso di leggere questo libretto scritto da Kahnweiler, il Gallerista di Picasso. Daniel - Henry Kahnweiler nel 1907 aprì una galleria a Parigi al 28 di Rue Vignon e iniziò a presentare artisti Fauves e poi i cubisti.  Di vedute molto aperte, fu il primo a mettere sotto contratto molti protagonisti dell'avanguardia. Nel 1912 Picasso e Barque firmarono contratti che davano a Kahnweiler il diritto esclusivo di comprare la loro intera produzione. Con lui Picasso lavorerà tutta la vita.