Leggere questo libro mi ha messo un sacco di angoscia. Il mio bisnonno era un cavaliere di Vittorio Veneto, ma non l'ho mai conosciuto, è morto un paio di mesi dopo la mia nascita e non so niente di certo su di lui. So che ha combattuto la guerra e che vi ha perso la gamba e nonostante questo sapeva salire veloce sugli alberi più di quelli che di gambe ne avevano due. Leggere dell'esperienza di Lussu mi ha angosciata da matti, potrebbe essere molto simile a quella del mio bisnonno. La guerra in trincea è terribile. Siamo spessi portati a studiare la seconda guerra mondiale tralasciando la prima, entrambe sono state atroci, ma spesso lo dimentichiamo.
Mi sono resa conto che sono sempre in eterna attesa di qualcosa i meglio. Attendo con impazienza il venerdì quando ho la fortuna di lavorare perché comunque sono stanca e ho voglia di dormire. Aspetto con ansia la bella stagione perché odio il freddo. E quante volte ho avuto la fortuna di inseguire il caldo d'inverno? Quei tempi sono memorabili e chissà se mai torneranno. Ma infondo ogni giorno cosa vado cercando? La felicità. Perché di felicità non ne hai mai abbastanza, la cerchi in ogni luogo e più ne hai e più ne vorresti. Anche se sto passando un momento buio rispetto allo standard della mia vita mi accorgo che cerco di sorridere sempre, rimango imbronciata un paio di giorni e poi mi passa, sono un'inguaribile ottimista, mi dico sempre "vedrai che andrà meglio", "quando si chiude una porta, si apre un portone". Però quanto è difficile tirare avanti ogni giorno cercando di sorridere, cercando la felicità.

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