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Il terzo figlio

 

Ricordo esattamente quando ho deciso che avrei avuto 3 figli. Poteva essere ieri, oppure oggi di 16 anni fa. La nonna era morta e io abbracciavo mio fratello in lacrime. In quel momento ho sentito forte la mancanza di un altro fratello, mi sono sentita come se mancasse qualcosa. Ho pensato che se fossimo stati in tre quei mesi difficili sarebbero stati meno pesanti, perché in tre ci si da più aiuto. E anche quando la mia famiglia si è disgregata ho avuto il “bisogno” di essere in tre, spesso mio fratello è via per lavoro per mesi e io mi ritrovo sola a gestire mia mamma e non è per niente facile, avere un aiuto, un’altra spalla sarebbe stato utile.

Per questo volevo tre figli, perché avessero sempre una spalla in più.

Lo so che troppi fratelli non vanno d’accordo, che c’è sempre rivalità, litigi per questioni economiche soprattutto però se si cresce senza aspettarsi nulla forse da grandi non si litigherà per i soldi. Poi io ho un rapporto abbastanza buono con mio fratello, non di confidenze, non siamo amici sotto quel punto di vista, ma ci sosteniamo sempre, nel bisogno ci siamo. Per questo non mi spaventa avere tre figli. 

È molto più comodo avere un figlio solo. La società è basata sulla triade mamma, papà e bambino. La famiglia un po’ più grande trova tante difficoltà, lo so. Già essere in 4 è sconveniente. Provate ad avere un figlio solo quando prenotate le vacanze e provate poi con due... non parlo del costo, ma proprio delle carenze strutturali.... ci sono poche camere familiari! È difficile trovare posti con 4 letti, intendo strutture alberghiere, per questo spesso andiamo in appartamento. Tra poco saremo in 5 e sarà tutto ancora più complicato, anche se vista la grande differenza di età che si passano, ho come l’impressione che fra poco ci troveremo in tre e sarà come aver una figlia sola. Fra 4 anni Vittoria andrà sicuramente all’università e ho la sensazione che inizierà la sua vita da adulta fuori casa.

Gli eventi della mia vita mi avevano quasi privato della libertà del terzo figlio e probabilmente se non ci fosse stata la pandemia non ci sarebbe stata l’opportunità. Perché la pandemia è stata l’opportunità? Perché volevo che la reclusione in casa fosse una mia scelta, non una imposizione. Perché in questo periodo mi sono sentita senza scopi, senza via d’uscita. Perché volevo una nuova vita e non sapevo dove trovarla. Ora c’è un nuovo inizio, come se mi fossi messa in stand-by per 8 anni e ora ricomincio esattamente dove avevo lasciato. So che non sarà facile, che ci saranno difficoltà e dovrò fare rinunce, ma so che porterà tantissima gioia e soprattutto ci farà vedere la vita con occhi diversi.

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