Mi ostino a ricercare il momento preciso in cui ho perso il controllo su me stessa. Ripercorro a ritroso il tempo e vedo step dopo step tutto quello che non è andato, ma non so per certo quando èiniziato. Un lungo stillicidio di azioni che hanno agito sul mio autocontrollo , sulle mie certezze. E ora non controllo niente, e ora faccio solo fatica a vivere normalmente, a non credere che tutto il mondo sia contro di me. Vorrei solo poter evadere, vorrei solo che mi fosse offerta una via di fuga. Mi pesa essere l’unica a dover per forza rimanere in mondo in cui a tutti è concesso scappare.
Questi giorni scorrono scanditi dalle poppate, dai pannolini e dai sonni di Livia. È una bambina tranquilla, che mangia e dorme, un po’ inquieta solo dalle 19 in poi, fin verso alle due. Chissà cosa avrà in questo lasso di tempo, non lo capiamo. Forse freddo, forse fame. È una bimba freddolosa, le piace stare calda, molto calda. Le giornate passano così un po’ noiose, in attesa di tutte quelle visite che dovremmo fare, che ci hanno promesso ma che a causa delle ferie di uno e dell’altro non si riesce ad organizzare. Il pediatra che l’ha vista alla nascita mi ha spaventata con un sacco di parole, per poi andarsene in ferie per un mese… a una neo-mamma, anche se per la terza volta, non si fa così… non si fa salire la preoccupazione per poi sparire. Sappiamo che ci hanno messo davanti al peggio e poi non sarà niente, però ogni tanto la preoccupazione prende il sopravvento e pure lo sgomento. Vacanze? Pensavo di poterle fare a settembre ma mi sa che rimanderò tutto al 2022.
Commenti
Posta un commento