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La mia libertà inizia dove finisce la tua, parte seconda, ovvero io c’ero


Ieri pomeriggio ero in città fra le 17 e le 18 a fare qualche acquisto per i saldi quando un gruppo di sedicenti anarchici hanno deturpato il centro della mia città con vernice rossa. Una decina di persone armate di vernice l’hanno versata nella fontana, per la strada e sulle vetrine dei negozi urlando che questa è una città di fascisti.

Io ero in un negozio e li ho sentiti urlare, non mi sono neanche degnata di guardarli. Uscita dal negozio però la sorpresa è stata tanta. Il rosso vivo per la strada, la gente che camminava dentro alle pizze di colore imbrattandosi le scarpe e i pantaloni, le commesse che non sapevano cosa fare. La gente che si accalcava nella via principale e questa vernice rossa sulla strada e sulle vetrine. Le commesse incredule, stanche dalla prima giornata di saldi che si sono ritrovate anche il negozio tutto sporco.

Io ero incredula. 
Per prima cosa ho pensato che queste persone avevano percorso tutto il centro sporcandolo senza che nessuno intervenisse e mi sono davvero indignata. Se al posto di vernice avessero avuto pistole?

In un secondo momento mi sono sentita offesa. 
Sono molto tollerante ma stasera sono molto arrabbiata, questi sedicenti anarchici compagni di un carcerato che secondo loro sta subendo maltrattamenti in carcere hanno deciso di manifestare così il loro dissenso contro lo stato, contro i servi dello stato e contro i consumatori loro nemici. Penso che ognuno abbia il diritto di dire la sua, di  esporre il proprio dissenso, ma in maniera CIVILE E RISPETTOSA.
 Queste persone hanno rovinato la mia città, hanno fatto qualcosa che mi ha veramente ferita. L’acqua rossa nella fontana, il selciato rosso, sono state immagini fortissime. Il sindaco è stato grandioso, a tempo di record ha fatto ripulire la fontana, ma per la strada per quanto rimarrà il rosso? 
Perché ci sono persone che possono liberamente dissentire in questo modo, pensarla liberamente contro il consumismo e ricevere magari anche plauso ?  Mentre chi invece come me rimane assolutamente ferito da questo comportamento e invoca una legge severa che punisca duramente i colpevoli deve essere subito chiamato fascista? Sono cose che non mi tornano. 
Non è forse mio diritto passeggiare tranquillamente senza che nessuno mi versi vernice addosso?
Non è mio diritto godere di una bella città pulita?
Non è mio diritto la tranquillità ?
Alla fine la risposta è sempre la stessa: tu sei libero di manifestare finché non limiti la mia libertà di passeggiare tranquillamente. Tu sei libero di manifestare finché non limiti la mia libertà di avere una città pulita. 
Si chiama rispetto, non fascismo. E questo rispetto non sappiamo dove sta di casa da un pezzo. 
Rispetto, educazione, amore verso il prossimo. Tutte cose che non vanno più di moda. 

Invocherei volentieri la giustizia, ma anche di quella siamo carenti, in Italia.


Commenti

  1. Verissimo. E vale lo stesso per tante altre cose, ad esempio i vicini di casa rumorosi e arroganti perché loro hanno il diritto di vivere come credono e quindi di rendere a te la vita impossibile perché tu sei tenuto a garantire la loro libertà ... Non è civile, appunto.

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    1. troppe cose ormai non sono civili, eppure accadono e poi cadono nel silenzio...

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