Il nuovo lavoro mi ha portato una ventina di minuti da riempire con qualcosa, mentre da casa vado verso la scuola, sull’autobus con tutti i miei alunni. Non vogli ascoltare i loro discorsi, non voglio parlare con loro durante il viaggio, per cui ho riscoperto la musica. Mi sento studentessa come una volta quando ogni mattina compivo quel lungo viaggio di 60 minuti verso il Liceo in autobus, a volte parlavo, a volte leggevo e a volte mi portavo un walkman ma allora le pile costavano, andavano comprate, per non consumarle avvolgevo le cassette con la penna. Mi portavo un’unica cassetta, cercavo di farci stare più canzoni possibili, spesso registrate alla radio. Preistoria. Oggi ho comodamente a disposizione tutta la musica della mia vita a disposizione in streaming sul telefono. Il telefono dura ore e si ricarica ovunque, anche sull’autubus Se ne avessi bisogno. Posso ascoltare quello che voglio, e finisco sempre per ascoltare unplugged in New York dei Nirvana, la mattina mi piace ascoltare i Nirvana, oppure Wish you Were here dei Pink Floyd, a volte mi piace ascoltare i REM. Al ritorno o nei momenti di pausa invece JAx è sempre nelle mie orecchie, da Tocca qui fino all’ultima canzone. JAx ha sempre un posto nel mio cuore da più di 20 anni, riesce sempre a dirmi qualcosa. I miei gusti sono molto variegati, ma questa dimensione ritrovata mi aiuta tantissimo, mi fa ritrovare calma e pace interiore. La musica ha un grande potere e sono felice di avere un’ora al giorno per cullarmi in queste sensazioni. Forse lavorare lontana da casa non ha solo aspetti negativi. Anzi, mi ha fatto riscoprire tante cose.
Alla fine le ho comprate per la modestra cifra di 18 euro. Le ho prese al mercato, tanto si e no le metterò 3 volte, inutile spenderci una fortuna, meglio un paio usa e getta. Il tacco è 12, devo dire che mi aspettavo di peggio. Appena le ho messe mi sembrava di esserci nata. Ho fatto una passeggiata tra i commenti schifati e scherzosi di mia mamma e di mia suocera, ma non le sentivo, mi sono sentita finalmente felice. Eh sì, la mia felicità si misura in cm oggi, in 12 cm per essere precisi. Ogni volta che salgo su uno spillo di oltre 10 cm ci cammino sempre perfettamente, forse in un'altra vita li portavo tutti i giorni. Se potessi lo farei davvero ora, ma le mie classi sono sempre al 3° piano e l'ascensore non funziona mai... e la strada che va da casa al centro non è asfaltata, ma sono lastroni di pietra. Penso che ci metterei poco, davvero poco, a finire all'ospedale. Torniamo alle scarpe, veramente prima si dovrebbe comprare il vestito e poi le scarpe, io ora sono a ...

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