Il potere della scrittura

Ci sono stati anni in cui ho scritto tutto quello che mi accadeva, sulla carta, poi sul blog, ci sono stati anni in cui sono stata in silenzio forse perché non volevo ricordare il male che provavo.

Oggi scrivo poco di me, pubblico post ogni giorno, ma parlano di cosa vaghe, non di quello che mi capita ogni giorno. 

Non so se sia un bene o un male.

Oggi ho riletto vecchi post tra 2011 e 2012 e ricordo bene quei momenti, rileggere delle bambine piccole mi ha aperto il cuore. Nel 2011 non vedevo l'ora che Rachele mi dicesse ti voglio bene, oggi me lo dice in continuazione. I nostri dialoghi sono un tripudio di parole dolci. Anche se in questi giorni è capace di capricci epici, sono tre giorni che batte i piedi perché vuole un Chiodo come quello di sua sorella. Sì, perché loro vogliono essere sempre uguali. Vogliono essere vestite nello stesso identico modo.
Vittoria ormai è grande, fin troppo matura per la sua età. Sempre fashionista come quando aveva 4 anni, oggi è in grado di condividere con me discorsi sui massimi sistemi.

Però è anche vero che ultimamente non facciamo molto. 
C'è poco da raccontare, siamo sempre a casa, la nostra vita sociale si è notevolmente ridotta rispetto a qualche anno fa. 
E questo vale la pena ricordarlo?
E ci sono cose che accadono in questi giorni che sono certa di voler dimenticare ma sono certa che anche se non le scrivo rimarranno indelebili nella mia memoria. 
Certe cose non le scordi. 
Mai.

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