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La libreria di zia Charlotte


Per una serata diversa, 160 pagine veloci veloci con una storia senza troppe implicazioni vi consiglio questo libretto: la libreria di zia Charlotte.

Ho una particolare predilezione per i libri che raccontano di librai, librerie ecc. ma spesso queste storie mi lasciano interdetta, come questa. 
Una giovane ragazza con una laurea triennale in Economia e commercio viene indicata dall'anziana Zia Charlotte come erede della sua piccola libreria, che in qualche modo deve essere portata avanti anche se non rende proprio niente. La giovane appena laureata quindi applica le sue conoscenze fresche di studio per incrementare le vendite ma si rende conto pian piano che la letteratura non si piega al commercio. Così Valerie scopre un sacco di cose, i libri con il loro potere taumaturgico la curano, solo che poi la soluzione dell'intreccio mi appare un po' oscura.
Come se dopo il colpo di scena il libro rimanga sospeso e indefinito e sia il lettore a doversi creare nella mente l'happy ending oppure l'epilogo negativo.
E' un libro aperto, meriterebbe una cinquantina di pagine in più, perché nel momento in cui si fa interessante finisce.

Contiene moltissimi spunti di lettura.


Mai e poi mai una neolaureata in economia aziendale come Valerie si sarebbe immaginata di ritrovarsi a gestire una vecchia, antiquata libreria dal nome impronunciabile come la «Ringelnatz & Co.». Bella sorpresa le ha fatto sua zia Charlotte! Scomparire dal giorno alla notte, senza dire niente a nessuno, dopo aver lasciato dieci euro in cassa e un bigliettino sul tavolo della cucina... «Sarà mia nipote Valerie ad occuparsi di tutto».
Occuparsi di tutto? Del parquet logoro o delle pile di volumi polverosi che si innalzano come giganti davanti alle finestre, impedendo alla luce di filtrare? Oppure dei tavolini traballanti, dei tendaggi di velluto liso e del registratore di cassa che sembra uscito da un film degli anni Trenta? Occuparsi insomma di quel «posto antidiluviano»? Lei? Forse poteva essere l'aspirazione di una vecchietta mite e solitaria come Charlotte, che si era cucita addosso quella libreria come un vecchio, elegante vestito sdrucito. Valerie, però, è giovane, pragmatica e sogna un’arrembante futuro come consulente di una multinazionale scandinava. Per questo ha deciso di mettere in vendita la «Reginaltz & Co.».
Peccato che Valerie ignori il potere di un bel libro e il piacere di ritagliarsi del tempo per se stessa. Mentre aspetta che l'acqua bolla dentro al samovar russo di sua zia, inizia a sfogliare distrattamente Il castello di Kafka e, finito in un battibaleno, Se una notte d'inverno un viaggiatore e, terminato anche Calvino, si accorge di non riuscire più a smettere. Dickens, Neruda, Rilke... i volumi le scorrono tra le dita in un misto di stupore ed esaltazione, l'uno dopo l'altro, ora dopo ora, fino a notte fonda. E quando si imbatte in un volume anonimo e incompiuto intitolato Un anno molto particolare, sente che quella che ha tra le mani non è una copia difettosa ma un'avventura scritta apposta per lei.
Scortata da Grisaille, un topino dallo sguardo intelligente, e aiutata da un giovane misterioso cliente che dice di conoscere il libro, Valerie intraprende un viaggio che la porterà non solo a comprendere il motivo della fuga di sua zia, ma a riscrivere un futuro che sembrava già segnato.

per saperne di più QUI

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