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La fattoria delle magre consolazioni


Ho scoperto questo libro nella mia nuova Bibbia, Curarsi con i libri, e lo davano come rimedio per le persone che tendono a preoccuparsi troppo degli altri, per casalinghe disperate insomma. Non che io abbia questa attitudine, ma ero rimasta rapita dalla trama e ho deciso di leggerlo. 

Il libro è bellissimo e veramente divertente, una parodia della società inglese, ma con garbo, anzi moltissimo garbo. Flora, la protagonista, è una sorta di Mary Poppins che si intestardisce senza motivo alcuno sul salvare un ramo della sua famiglia. Il romanzo è stato scritto nel 1932 e ambientato in un ipotetico futuro dove le tradizioni sono sempre quelle Vittoriane, da non mettere in discussione, ma ci sono cose futuriste e futuribili come aerei che atterrano in giardino e video telefoni. Quindi spiazza un po'. Posso solo immaginare come deve essere stato leggerlo nel 1932.

Veramente molto bello, ne vale assolutamente la pena, specie se poi siete appassionate di quel filone di letteratura che deriva da Jane Austen, ma Stella Gibbons lo alimenta con ironia, regalandoci qualcosa di diverso.





Flora Poste è stata educata in modo eccellente a fare tutto tranne che a guadagnarsi da vivere. Rimasta orfana a vent’anni e dotata di una rendita esigua, va a vivere presso dei lontani parenti alla Fattoria delle Magre Consolazioni nel Sussex. Il suo arrivo alla fattoria coincide con l’inizio di uno dei romanzi più divertenti mai scritti. I parenti sono a dir poco eccentrici e la fattoria è sgangherata e in rovina: i piatti vengono lavati con rametti di biancospino e le mucche hanno nomi come Rozza, Senzascopo, Inetta e Superflua. La vecchia matriarca settantanovenne, zia Ada, che non è più stata giusta nella testa da quando ha “visto qualcosa di orribile nella legnaia” circa settant’anni prima, tiene in scacco l’intera famiglia. Come Alice di Lewis Carroll, Flora non si fa intimidire da chi dice cose senza senso e si rifiuta di essere trascinata in un mondo di matti. Non si può, pensa Flora, rovinare la vita propria e altrui invocando disgrazie infantili, non si può sottostare alla follia per quanto interessante, bisogna ribellarsi… e nel giro di pochi mesi le cose alle Magre Consolazioni cambiano in modo radicale.

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