Passa ai contenuti principali

La giornata di primavera del FAI - La caserma del Varignano

Ogni Primavera il FAI ci fa scoprire bellezza nascoste. Questo è il primo anno che partecipò alla giornata del FAI come turista, fino a due anni fa l'ho sempre fatta da volontaria (con i miei studenti).

Stamattina ci siamo alzati presto perché alle 9:30 c'era già il traghetto per raggiungere il borgo delle Grazie, il mio preferito da sempre. Abbiamo deciso di andare via mare perché è la strada più veloce, economica e bella per visitare la zona.
Il tempo era splendido e abbiamo attraversato il golfo in traghetto con le maniche corte, un vero privilegio. In meno di trenta minuti siamo arrivati e ahimè abbiamo fatto 1 ora di coda per entrare nella caserma del Varignano aperta per la prima volta al pubblico. Le misure di sicurezza erano davvero imponenti, tre check-in, percorsi obbligati e un dispiegamento di forze che non avevo mai visto... e sapete quanto mi turbano i mitra e gli agenti in tenuta antisommossa.
Però non è stato un prezzo alto da pagare per vedere tanta bellezza. Il luogo è affascinante, con degli scorci mozzafiato sul golfo, peccato non potersi soffermare troppo... usciva sempre un militare che ci faceva "circolare". All'interno dei locali erano esposti cimeli garibaldini visto che qui di curato e detenuto Garibaldi dopo che fu ferito in Aspromonte. Si sono persino conservate alcune bende sporche di sangue e un clistere usato durante la degenza.
Nella grande piazza d'armi erano esposti le attrezzature vecchie e nuove dei palombari e degli incursori, anche un maiale della Decima Mas e alcuni cimeli dello Scirè. Ovviamente tutte queste cose erano spiegate da incursori veri e propri. I Ciceroni per un giorno spiegavano la storia, l'architettura, ma alla gente interessavano molto di più tutte queste cose e soprattutto la vita spericolata dell'incursore. Tutto il luogo era protetto da tantissimi incursori armati fino ai denti. Ho vissuto per ben 4 anni in una caserma quando ero piccola e non avevo mai visto così tante armi come oggi. La paura di attentati, dopo Londra, è decisamente molto alta.

Se non sapete cosa fare domani programmate una gita al Varignano, merita davvero tanto!

Commenti

Post popolari in questo blog

Skopas, Menade Danzante

Fino ad ora ho aggiunto a questa mia collezione privata opere che in quel determinato momento significavano qualcosa per me, magari perché le stavo spiegando in classe o perché stavo leggendo un libro. In seguito ho aggiunto due filoni tematici che mi hanno sempre affascinata: i baci e le donne in bianco. Ma di opere che amo fortemente ce ne sono poche. La Menade danzante di Skopas è una scultura che mi è sempre piaciuta tantissimo sin dal Liceo. Non ho ancora avuto la fortuna di andare a Dresda ad ammirarla dal vivo e mi sono sempre accontentata delle fotografie. La statua rappresenta una delle menadi, le fanciulle seguaci del dio Dioniso di cui ne celebravano il culto con cerimonie orgiastiche e danze forsennate al suono di flauti e tamburelli, al culmine delle quali aveva luogo il sacrificio di un capretto o di un capriolo, dilaniato a colpi di coltello e divorato crudo nel momento del parossismo estatico. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una copia di età ro...

Criseide

Crise chiede ad Agamennone di liberare sua figlia Criseide in cambio di ricchi doni, scena dipinta su un Cratere a figure rosse custodito al MARTA di Taranto. Criseide è una giovane fanciulla, bella e delicata, che il brutto e guerrafondaio Agamennone vuole per sé come bottino di guerra, incurante che il padre di lei è sacerdote di Apollo. Con Apollo non si scherza, e il dio adirato infligge una pestilenza agli Achei. Achille quando lo scopre si adira e si scaglia contro Agamenonne.

Corcos, ritratto di signora con due adolescenti

Corcos è uno degli italiani a Parigi, colui che da voce alla Belle Epoque, un gioventù decadente e pronta a decadere. Loro non sono sulla spiaggia, ma su una terrazza con un basso parapetto, di bianco vestiti e intenti a leggere e forse a discutere di quello che stanno leggendo. L'atmosfera è pacata, poche nubi all'orizzonte, nessun contrasto, solo lo sguardo fisso di lei, su di noi che la stiamo osservando.

Nafea faa ipoipo (Quando ti sposi?)

Il 4 Febbraio questo quadro di Gauguin ha battuto il record: è il quadro più costoso di tutti i tempi. L'opera è stata venduts da un collezionista svizzero per la cifra di 300 milioni di dollari ad consorzio di musei nazionali del Qatar. In Nafea faa ipoipo (Quando ti sposi?) Gauguin dipinge due donne tahitiane sedute nella boscaglia, una indossa un abito europeo rosa, mentre l'altra presenta un abito tradizionale composto dal pareo rosso e una camiciola bianca. Molti dicono che è un costo esagerato, per Gauguin non ne vale la pena, averceli, li spenderei volentieri invece. L'unica cosa che lascia un po' basita è che Gauguin visse una vita di stenti, in totale povertà e con pochi riconoscimenti in vita, mentre oggi risulta il pittore più pagato al mondo.

Io e Te, Ammaniti

ho letto questo libro in meno di un paio d'ore mentre mi riposavo dopo pranzo per la scuola. La mia collega ha deciso di leggerlo in classe, interamente. In questo momento non sono proprio pronta per leggere storie del genere. Ho bisogno veramente di idiozie e leggerezze, capita no? Eppure l'ho letto volentieri anche se i temi trattati sono molto forti e impegnativi. Viverlo in classe non sarà facile. Mi riprometto di vedere il film uno di questi giorni.

Schiele, cardinale e suora

  Continuo la mia rassegna di "baci" nell'arte con quest'opera poco conosciuta di Schiele, un'opra controversa e provocatoria, un bacio fra un cardinale che ha il volto dello stesso pittore e  una suora, che ha il volto della sorella di Schiele, sua prima modella. Quest'oera è una critica alla società viennese dell'epoca ma anche un omaggio al suo maestro, Klimt, infatti le analogie con il Bacio di quest'ultimo sono molteplici.

Parliamo di Lasse L. Matberg

Da quando sono andata in Danimarca ho sviluppato una speciale predilezione per i vichinghi. Lasciati da parte i vampiri mi sono dedicata a questo nuovo filone e ho iniziato a seguire su Instagram questo gran Figo di Lasse. Lo ammetto è un Figo da paura e ogni sua nuova foto mi mette di buon umore, se lo volete seguire cercate lasselom su Instagram.  Non so molto di lui,  so che è un luogotenente della Marina norvegese e che è enorme, è 197 cm... davvero tantissimi, poi con tutti questi muscoli... deve essere un gigante visto dal vivo. Dovrebbe avere sui 30 anni, suppergiù l'età di mio fratello, un bel sorriso, occhi azzurri e capelli biondi. La barba non è proprio il massimo... ma si può chiudere un occhio. Comunque vi posso assicurare che facendo un giretto in Danimarca ne ho visti diversi di ragazzi così... quasi quasi mi spingo fino in Norvegia per vedere come stanno le cose...😂 Ah dimenticavo di dirvi che il bel Lasse assomiglia molto a mio marito, anch...

Riprendere il lavoro

Non è facile riprendere a lavorare dopo una pausa di ferie così lunga e soprattutto con la consapevolezza di aver fatto domanda di trasferimento.  La vacanza a Roma mi ha donato moltissima gioia, ha cancellato moltissimi mostri che avevano preso residenza nella mia anima, ma le lacerazioni rimangono, le ferite restano, soprattutto le cicatrici sono lì ancora fresche.  Il viaggio è un balsamo, la mia medicina. Ma non cancella. Il viaggio cura il mio demone, spero solo che questa cura mi porti fino alla fine del mese, perché manca solo un mese, poi avrò davanti una lunga pausa e poi un nuovo inizio. Un solo mese.  Poi un nuovo inizio. Una nuova scommessa. Posso farcela.  Devo farcela.

I Puffi

Quando ero piccola guardavo molti cartoni animati, fra questi, i puffi. Mi piacevano, ma non mi ha mai appassionato la loro storia in sè, però mi piaceva averli e giocarci in casa oltre a guardare i cartoni animati. Avevo molti personaggi: Grande Puffo, Puffetta,  Forzuto e anche Baby Puffo che tenevo in una bacheca appesa al muro e poi tiravo giù quando mi servivano per giocare. Mi ricordo che a volte le barbie potevano trovare il villaggio dei puffi, alla faccia di Gargamella, che non ci riusciva mai. Ovviamente avevo anche lui e Birba. In questi ultimi due weekend passati a passeggiare nei miei boschi ho cercato con attenzione qualche Amanite Muscaria da fotografare, ma niente, non sono riuscita a trovarla. Eccola qua, in una foro trovata su google, non è facilissima da trovare nei boschi, l'ho visto pochissime volte, forse una o due, molto più semplice imbattersi in un porcino. Mentre ne parlavo con le mie bambine, Rachele mi ha fatto riflettere su una cosa a cui in 38...

bacio alla Finestra, Munch

“Il bacio con la finestra” è un dipinto di Munch del 1892 conservato al National Museet for kunst di Oslo. Una coppia di amanti clandestini si baciano vicino a una finestra, nascosti al mondo esterno da una tenda. Al di fuori, pochi passanti e qualche vetrina illuminata. La pittura è carica di tinte macabre e realizzata con pennellate spesse. Le tinte fredde richiamano le atmosfere nordiche. Il dipinto fa parte di un gruppo di opere sul tema del ciclo della vita, della morte e dell’amore.